“I graffiti di Dana” (Blog ironico sull’attualità). Rosatellum bis

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Bentrovati e inizio così: sapete di cosa io stia parlando? Ficaia, Trombaia, Passera delle Vigne, Scopaio, Baciami Subito, Bricco dell’Uccellone, Merlot della Topa Nera, il Nero di Troia, la Passerina, il Pelaverga, Grilli del Testamatta, Tramonto d’Oca, Lupicaia, Occhio di Pernice, Bocca di Lupo, Avvoltore, Poggio Bestiale, il Caprone, il Somarello Rosso, l’Uva Cane, la Coda di Volpe, il Pagadebit, lo Straccia Cambiale, il Soffocone di Vincigliata, il Cacc’è Mitte, l’Est! Esrosatellum1t!! Est!!!, il Sangue di Giuda, il Bramaterra, il Per’e palummo, lo Schioppettino, il Timorasso o lo Sciacchetrà, Luna Selvatica, I nani e le ballerine, Bocca di Rosa. Avete ragione manca il prodotto ultimo di questo autunno…il Rosatellum bis. Come sapete questa settimana nonostante gli scontri in aula e le proteste in piazza di M5S, MDP, SI e FDI, il “Rosatellum” è stato approvato alla Camera con il voto di PD, FI, AP, Lega e Verdiniani. DONNE è arrivato il Rosatellum bis.

Il Rosatellum, non è un vino è l’ultima trovata in materia di Legge elettorale.

Il nome evoca quel vino talvolta ibrido la cui materia prima non esiste in natura, quel vino del boom dell’Italia degli anni ’60, al tempo della ricerca di una vie en rose della vita che fin lì era stata piuttosto tragica. Negli anni ’70 e ’80 la pubblicità di questo vino arrivava nelle case via radio, come la Vecchia Romagna, sponsor di Tutto il calcio minuto per minuto. Lontane ere geologiche, quando si beveva bianco o rosso. Freddo, ghiacciato o a temperatura ambiente, il Rosatello non era comunque roba da sacerdoti di Bacco, non era nettare pregiato. Come il Rosatellum, appunto. Ricordi che riaffiorano ora in seguito all’iniziativa del capogruppo Pd alla Camera, Riccardo Ettore Rosato, lo ha anche battezzato: “Rosatellum”.

Di provvedimenti legislativi buffi e incomprensibili dal punto di vista “democratico” ne ho visti tanti, tutti con titoli pittoreschi. Si va dal Porcellum al Mattarellum, italicum, per arrivare ora al Rosatellum. Tutta roba da cucina. Il nome dato all’ultima legge elettorale la fa apparire come un vino da pasto leggero, un po’ frizzante ma, nel caso specifico, sostanzialmente acido per alcuni e, per altri, tossico…tipo per i pentastellati.

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Sta storia sta diventando come la formazione della Nazionale: ognuno vorrebbe che la formazione fosse quella da lui preferita.

Hanno messo la polpetta avvelenata per i bersanioti, dalemioti, pisapioti: se non si uniscono in un’unica lista e vanno in coalizione, devono superare tutti insieme il 10% dei voti, altrimenti non eleggono niente.

Ma perché Bis? Per dimostrare che hanno lavorato. Vediamo come funziona. Tra i test a quiz d’intelligenza ai concorsi, sì bisbiglia che ci sarà anche la domanda, sul funzionamento delle leggi elettorali in Italia. Ma poi mi chiedo perché fare una legge complicata al fine di non farla comprendere, vorrei ricordare che buona parte degli italiani ancora non sa che il Presidente del Consiglio non è eletto dai cittadini.

Veniamo al dunque.

Ci sarà una parte di Deputati eletti con il sistema maggioritario e una parte eletti con il sistema proporzionale. CAPITO?

1/3 deputati 231 viene eletto con collegi uninominali, cioè ogni collegio avrà 1 candidato per partito e coalizione sempre deciso dai partiti.
Gli altri partiti eletti con un sistema elettorale con listini bloccati con 2-4 nomi decisi dai partiti…i più fighi. I grillini hanno difficoltà nei collegi uninominali, per cui rispetto alla legge attuale temono di poter perdere decine di seggi.

E poi c’è pure la paura dei loro “leader”, secondo me. Perché dopo aver sparlato delle liste bloccate come fanno da anni, si troveranno nella situazione di doversi rimangiare tutto per mettersi al sicuro nei listini o candidarsi nel collegio di appartenenza rischiando seriamente di perdere il seggio tanto agognato.

Le singole liste devono superare lo sbarramento del 3%, mentre le coalizioni nazionali il 10%. La scheda elettorale, un’unica scheda, si barra il singolo partito che va al candidato uninominale e poi questa al proporzionale. Messo il nome, il voto verrà diviso alle proporzionali della lista. Sempre nome scelto dai partiti.

Si è pensato al metodo tedesco, finlandese, francese, ma mai a quello italiano. Noi avremo listini bloccati e un collegio uninominale eletto dalla lista, pur vero che ci sono le primarie, ad esempio un Pinco Pallino alle primarie, ma avete visto come funzionano i nomi imposti.

Arriva il giorno tanto desiderato si va a votare, che bello! si va alle urne, tutti precisi: mai mettere matita copiativa in bocca, mai usare uniposca, mai fare foto. Ci saranno dei nomi. Chiaro che importanti le coalizioni, centro destra, si unirà con tua nonna, lupo Lucio e D’Artagnan. Il voto disgiunto non lo votate se siete di sinistra, anche se avete promesso il voto ad un parente. Certo solo in Italia, si fa una legge elettorale a ridosso delle elezioni. Come giocare a monopoli e cambiare le regole del gioco ad ogni step.

Alfano lo tireranno dentro al centro destra, a meno che elimineranno proprio lui. I 5 stelle avranno difficoltà poiché vincono le coalizioni…Di Maio voleva un Dimaiellum…Bersani senza coalizioni continuerà il lavoro svolto da anni.

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Praticamente Cuperlo stavolta ci è arrivato un po’ prima…se non faranno coalizioni con Renzi, gli faranno…un…c..o cosi! Anche se in questa foto mi sembra un po’ Giucas Casella:” solo quando lo dirò io!”

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Di Maio voleva un Dimaiellum. Certo che sentire la parola Democrazia in quelli che vogliono governare da soli con il 50%+1 e magari solo con il 30§% di voti reale non ha prezzo. Per tutto il resto c’è il rosatellum.

E che dire della Lega? effettivamente nella lega ci sono persone capaci, hanno eletto er trota, in regione, nota persona capace etc..

Tutti uguali, per mesi fanno i duri sui forum…
parlano di andare da soli, “siamo gli unici inimitabili”, poi un giorno, gli buttano un osso da ciucciare e scodinzolano come le cagnette della brambilla e vanno a contarsi i seggi che si spartiranno con mafiosi e condannati.

Il Rosatello: colore allegro, i profumi fruttati e accattivanti, il gusto fresco e vivace e fragrante rendono questo vino estremamente eclettico. Un vino storico di Ruffino in veste ultramoderna. Piacevolissimo, accattivante, e versatilissimo negli abbinamenti, perfetto per un brindisi con gli amici che si trasforma in cena improvvisata! Infatti, con gli ammucchiamenti dei partiti, “Tutti amici de’ merenda”.