Orte. La cerimonia di consegna del Premio Filoteo Alberini per l’eccellenza cinematografica italiana ai Manetti Bros martedi

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Simone Stefanini Conti

2NewTuscia – ORTE – I Manetti Bros riceveranno il Premio Filoteo Alberini per l’eccellenza cinematografica,  reduci dal grandissimo successo di “Ammore e Malavita”  alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia,  attualmente nelle sale cinematografiche.

La cerimonia di consegna del Premio Filoteo Alberini per l’eccellenza cinematografica italiana ai Manetti Bros (Antonio e Marco Manetti) si svolgerà martedi  24 ottobre alle ore 12 nella Sala Consiliare della sede del Comune di Orte a Palazzo Nuzzi.

L’invito è stato diramato a nome del Sindaco Angelo Giuliani,  dal Consigliere Delegato alla Cultura  Valeria D’Ubaldo.

I due fratelli e registi Antonio e Marco Manetti, a tutti noti come i Manetti Bros, terranno a battesimo la V Edizione del Festival del Cortometraggio Filoteo Alberini – l’inventore del cinema (MYmovies.it)

Antonio Pantaleoni ideatore, insieme ad Emanuele Moretti , del Festival del Cortometraggio intitolato a Filoteo Alberini, con il consigliere delegato alla Cultura Valeria D’Ubaldo, hanno confermato che Orte ricorderà  Filoteo Alberini con il dovuto prestigio che merita, con l’inaugurazione della statua scolpita da Roberto Joppolo,  che raffigurerà il pioniere del cinema, inventore del kinetografo nel 1894 e fondatore con Dante Santoni dell’industria cinematografica italiana nel 1904.

3Il programma della Quinta Edizione del  Festival dal 24 al 28 ottobre 2017, con laboratori didattici sul cinema che coinvolgeranno gli studenti delle scuole.

Nato dieci anni fa, per volontà di due giovani ortani, Antonio Pantaleoni ed Emanuele Moretti, il Festival è dedicato a Filoteo Alberini, primo vero inventore del “kinetografo” e costituisce il rinnovato dovuto omaggio ad una figura geniale di inventore e cineasta, ingiustamente lasciato nell’ombra per troppo tempo.

Il Festival del Cortometraggio Filoteo Alberini 2017 – dovuto all’impegno dell’amministrazione comunale che ha saputo sensibilizzare la regione Lazio per la concessione di  un congruo contributo al finanziamento del progetto  –  premierà i migliori registi di cortometraggi italiani, che saranno sottoposti alla critica di una giuria di figure di spicco del mondo del cinema italiano. Laboratori didattici con le scuole locali, approfondimenti sulle tematiche del cinema e ospiti d’eccezione si avvicenderanno in una avvincente 5 giorni dedicata al mondo cinematografico.  Tra le categorie in concorso  è presente  anche la fantascienza.

Alcuni dati biografici di Filoteo Alberini, l’inventore del cinema  (Orte, 14 marzo 1867 – Roma, 12 aprile 1937)  pioniere della cinematografia, fu il primo nel 1894 a inventare il kinetografo, un apparecchio usato per la ripresa e la proiezione, che, per un intoppo burocratico, ricevette il brevetto ufficiale solo un anno dopo la richiesta del suo inventore, in concomitanza con l’uscita nelle sale de “L’uscita dalle officine Lumière” dei fratelli Lumière.   Alberini con l’amico e socio Dante Santoni fondò nel 1904 la ditta “Primo Stabilimento Italiano di Manifattura Cinematografica Alberini e Santoni”, che nel 1906 cambierà nome in Cines, con sede a Roma. Ad Alberini si deve l’apertura della prima sala cinematografica in Italia, la sala Reale Cinematografo Lumière, inaugurata nel 1899.

Nel 1904 Alberini fondò a Roma, a piazza dell’Esedra – oggi della Repubblica –  il cinema “Moderno”, prima sala di proiezione della capitale.  Inoltre Alberini nel 1905 diresse  il primo film storico italiano  “La presa di Roma” tra i  primi lungometraggi italiani a soggetto: la pellicola era lunga 250 metri e costò 500 lire.

Nel corso dell’intervista di presentazione dell’Evento, Antonio Pantaleoni  ha inviato un saluto affettuoso al regista e uno dei maestri del cinema italiano,   VITTORIO SINDONI, Presidente della Giuria del Concorso e che sarà presente ad Orte nei giorni della Rassegna del Cortometraggio.

Regista e sceneggiatore italiano. Dopo aver diretto il gruppo teatrale romano Il Collettivo, per alcuni anni collabora a rubriche culturali della Rai come “Almanacco” e “Cronache del cinema e del teatro”. Passato alla regia, dalla fine degli anni ‘60 dirige numerose commedie (“Italiani! È severamente proibito servirsi della toilette durante le fermate”, 1969; “Amore mio, non farmi male”, 1974; “Perdutamente tuo… mi firmo Macaluso Carmelo fu Giuseppe”, 1976). Con “Gli anni struggenti” (1979), commedia favolistica ambientata a Roma nei primi anni ‘60, vince il Premio cinema e società (assegnato dal ministero dello Spettacolo) e la targa Mario Gromo. A partire dagli anni ‘80 si dedica quasi completamente alla televisione. L’ultimo film per il grande schermo lo ha firmato nel 1990: “Una fredda mattina di maggio”, con Sergio Castellitto.