Terni, sicurezza urbana: non esistono scorciatoie per affrontare un problema complesso

NewTuscia – TERNI – Confartigianato Imprese Terni ritiene importante dare risposte concrete di fronte ai rischi di degrado urbano e ai crescenti fatti di criminalità che si stanno verificando e preoccupano la comunità, ma tali risposte vanno date in armonia e non in discontinuità con il tradizionale lavoro di collaborazione e dialogo con tutti i soggetti interessati, Istituzioni, Forze dell’Ordine, Amministrazione Comunale, mondo delle imprese e cittadini, residenti o meno nel centro città, privilegiando inoltre modalità di comunicazione e di intervento che non alimentino discussioni scarsamente informate ed emozionali sul delicato tema.

Sede Confartigianato Imprese TerniIn questo quadro la preannunciata ordinanza che va ad interessare in modo molto pregnante un’ampia platea di soggetti d’impresa, che è del tutto riduttivo definire sbrigativamente con il termine “movida”, pone diversi interrogativi ed evidenzia alcune rilevanti criticità, soprattutto dal lato della efficacia ed effettività delle misure.

Il decreto “sicurezza urbana”, coerentemente con la complessità e ampiezza della materia, abbraccia l’intero tema interdisciplinare della sicurezza e prevede una serie molto ampia di misure (“flagranza differita” negli arresti, nuove assunzioni nella polizia locale, contrasto dei fenomeni dei parcheggiatori abusivi, dell’accattonaggio, dei writers, del vandalismo, dei danneggiamenti in genere, promozione della videosorveglianza urbana). Pertanto appare riduttivo che, di fronte all’ampio ventaglio di nuovi strumenti a disposizione, l’Amministrazione Comunale di Terni abbia deciso di partire con una ordinanza che 1) si propone una finalità unica espressamente dichiarata molto parziale (l’avviso comunale che preannuncia l’ordinanza parla di “tutela della tranquillità e del riposo dei residenti”) che obiettivamente è solo uno degli aspetti  della sicurezza urbana e 2) sembra sostanziarsi solo in nuovi gravosi vincoli per i gestori, difficilmente risolutivi del complesso dei problemi evidenziati, con i connessi rischi di creare un elemento negativo nell’opportuno e tradizionale rapporto di collaborazione con i gestori stessi.

Il Direttore Confartigianato Imprese Terni Dott. Michele Medori ribadisce la posizione dell’Associazione: “Occorre evitare che gli eventi di criminalità accaduti possano essere in qualche modo associati all’attività lecita e professionale degli esercizi, che vanno certamente controllati e sanzionati se non in regola con le norme vigenti, senza dimenticare che permettono ai cittadini di vivere la propria città compiutamente e rappresentano un importante volano economico che va supportato ed incentivato.“

Inoltre il Direttore constata con soddisfazione che l’impostazione di Confartigianato Imprese Terni sul tema specifico sta diventando sempre di più una priorità condivisa dai cittadini e dal complesso del mondo associativo delle imprese.

A maggior ragione l’Associazione esprime preoccupazione perché la settorialità degli interventi preannunciati possano dare l’impressione ai gestori che ad affermazioni condivisibili e condivise di ampio respiro sulla sicurezza poi seguano solo interventi sulle imprese, nel senso di appesantirne l’attività senza risultati effettivi e tangibili sul lato della sicurezza urbana. “ I gestori non sono certo il problema –continua Medori – semmai sono una parte rilevante della soluzione e si trovano spesso a svolgere un ruolo, peraltro improprio, di presidio della legalità di fronte a problemi sociali e di sicurezza importanti, senza avere strumenti adeguati e con una impressione di solitudine, che deve essere congiuntamente combattuta da parte delle istituzioni e delle associazioni ”.

L’Ente Comunale non dovrebbe mai rischiare di dare l’impressione di aver perso di vista il fatto che il complesso dei problemi che si deve fronteggiare attiene al tema della sicurezza, non alla materia commerciale, che esso va affrontato e risolto con strumenti propri dell’ordine pubblico e del controllo del territorio. I gestori svolgono già volentieri un ruolo di assistenza, indirizzo e sollecito nei confronti dei propri clienti riguardo al consumo responsabile degli alcolici, e continueranno a farlo, ma appare del tutto evidente ai cittadini e agli operatori come anche i recenti e ormai frequenti episodi di risse e accoltellamenti, trovano nelle degenerazioni dell’abuso di alcolici solo una evenienza, che si affianca in modo accessorio a problemi più direttamente connessi con la criminalità, il disagio sociale, le criticità nei processi di immigrazione, inserimento sociale, e persino educazione, ecc.

A questo proposito il Presidente di Confartigianato Imprese Terni Mauro Franceschini dichiara: “ Non sfugge agli operatori d’impresa che si possono certamente innovare gli interventi in materia commerciale e le modalità di confronto, ma essendo il problema essenzialmente attinente alla sicurezza, ogni soluzione non può prescindere dagli strumenti specifici dell’ordine pubblico, connessi con la consistenza delle risorse in termini di operatori, mezzi e tecnologie che vengono resi disponibili e impiegati in azioni di controllo del territorio”.

E’ con il tradizionale spirito collaborativo che Confartigianato Imprese Terni ha sollecitato i propri associati a rispondere all’avviso emesso dal Comune con osservazioni e illustrazione di criticità, che sono state comunicate direttamente e anche raccolte e coordinate in un documento dell’associazione che è stato trasmesso al Comune in risposta all’avviso. In tale documento si esprime il timore che la preannunciata ordinanza sia di efficacia molto problematica per le finalità della sicurezza urbana, con tutte le conseguenze non desiderabili che comporta un divieto non effettivo e certo nell’applicazione.

L’avviso, infatti, si riferisce alla vendita per asporto e quindi incide anche sulla vendita di bevande tramite distributori automatici, che è una situazione diffusa sul territorio, dove però l’assenza di personale rende ancora più centrale l’azione dei controlli sul rispetto del divieto, non affronta il tema del contrasto all’abusivismo, prevede un ambito territoriale molto ristretto, che consentirebbe di raggiungere punti di distribuzione non soggetti a divieto in pochi minuti di tragitto a piedi: certamente il discorso sarebbe diverso se l’ordinanza, non modificando l’attuale regime di somministrazione tradizionale negli esercizi, ponesse un divieto di possesso di alcolici secondo il perimetro individuato nelle aree pubbliche esterne non pertinenziali degli esercizi stessi, a maggior ragione però anche in questo caso con il presupposto ineludibile di un livello di controlli elevato e con l’utilizzo di strumenti di comprovata efficacia.