Unione della Tuscia, terzo anniversario della costituzione del Movimento

NewTuscia – VITERBO – “Per la prima volta Viterbo potrà contare su una forza autenticamente svincolata da ogni potentato romano: nessuno sarà più autorizzato a porre veti sulla nostra attività territoriale come nessuno avrà il diritto di sindacare le posizioni che assumeremo. E’ evidente che i nostri interlocutori non stanno a sinistra, e ci interfacceremo con il centrodestra Viterbese,  spesso magari in contrasto. Ma saremo leali e pretenderemo lealtà.”

Logo Udt piccoloOggi l’Unione della Tuscia compie tre anni. E con orgoglio possiamo dire che abbiamo mantenuto, e manterremo, la parola data. Coerentemente fuori da ogni predeterminato schema.
Quella voglia di rendere voce alla silenziosa maggioranza di un mondo tradito è rimasta intatta, nella stessa misura in cui non esiste, ad oggi, un partito nazionale che funga da sintesi per le istanze di TUTTI i territori e che possa vederci aderire in blocco.
Siamo arrivati qui senza finanziamenti pubblici, senza le chiavi della cassaforte, senza potentati economici locali alle spalle, ma con la ‘tigna’ di conciliare giorno per giorno l’impegno per la collettività con la necessità di lavorare per vivere che ha ciascuno degli esponenti UdT.
Alla vigilia di una campagna elettorale che si presenta complicata, possiamo dire che faremo la nostra parte senza peli sulla lingua e con l’unico intento di rendere un buon servizio a Viterbo. Poderose scuderie stanno affilando le armi e scaldando i motori, noi ci faremo forza con l’unica arma che abbiamo: la coerenza.
Nell’intento di contribuire a riportare al governo della Città qualcuno di cui tutti non abbiano poi a vergognarsi.
Serve competenza, conoscenza della macchina amministrativa e lealtà verso il corpo elettorale. Serve trasparenza, attenzione all’Ambiente e finalizzazione di ogni progetto alla pubblica utilità, non agli interessi particolari di qualcuno.
Serve revisione dei capitoli di spesa, serve la rimozione immediata di soggetti ed imprese che gravitano intorno all’Amministrazione come unica ragione di vita, serve mettere a frutto l’innovazione in ogni settore, serve mutuare esempio da alcuni Comuni che (in Italia, non in Svezia) progressivamente stanno riuscendo ad abbattere la pressione fiscale attraverso la corretta messa a regime del Ciclo dei Rifiuti, serve rivedere le priorità d’assistenza sociale su base localista, serve sussidiarietà ed abnegazione alle ragioni degli Italiani rimasti indietro.
Le cronache di questi giorni ci consegnano una Città ed una Provincia costantemente protagoniste del più atroce dei paradossi: enormi potenzialità gestite malissimo. Da una classe che si ritrova ad essere dirigente e ne affronta i doveri come può fare un cieco miracolato che torna alla luce dopo una vita al buio: improvvisando.
Sarebbe necessario che, ad esempio, un assessore ai Lavori Pubblici impari ad influire sulle condizioni di un bando affinchè non si verifichi quel che stiamo sopportando (e che sopporteremo per molto tempo) sulla Teverina: certi lavori (la cui importanza nessuno mette in discussione -anche se avremmo preferito che si pensasse prima allo stato post-bellico del manto stradale…) si deve pretendere che vengano eseguiti di notte, caro Ricci. Non si blocca per tutto il giorno l’unica arteria che collega Santa Barbara alla Città per mostrare al Cittadino che l’Amministrazione “è viva e lotta insieme a noi”, perchè l’antifona l’ha capita da un pezzo.
Così come alle comparsate del presidente Zingaretti all’Ospedale di Belcolle per inaugurare “la nuova Hall ed il laboratorio di Genetica Medica e Biologia Molecolare” vanno contrapposti ogni santo giorno le condizioni di lavoro del personale del Pronto Soccorso ed il grado di soddisfazione prossimo allo zero dell’utenza. La politica deve finirla di giocare con i soldi pubblici, pensi piuttosto a ristabilire una corretta scala delle priorità.
La Tuscia non ha più tempo da perdere a causa di guerre tra bande che si contendono il potere. E’ necessario andare oltre, è necessario mettere a sistema ogni dettaglio di cui siamo fatti, rendendo il nostro Territorio fonte di ricchezza e benessere per tutti. Il capitale deve produrre reddito, non cassa per l’immediato, non rendite di posizione.
C’è un lavoro immenso da fare. E compagni di strada da vagliare al microscopio.
Iniziammo tre anni fa, e non ci fermeremo.
Auguri a Noi.
 
UdT -L’Esecutivo Politico