Vicenda teatro Caffeina, Ciucciarelli (UdT): “La legalità non è un optional”

Umberto Ciucciarelli
Umberto Ciucciarelli

NewTuscia – VITERBO – Le acque intorno all’affaire Pidocchietto avranno bisogno di qualche giorno per calmarsi.
Nel frattempo alcune particolari evidenze non possono passare inosservate. A noi ed a quelli come noi, in particolare, il dovere di mettere alcuni puntini sulle ‘i’.

La prima inevitabile osservazione riguarda alcuni esponenti politici cittadini che amano definirsi ‘di destra’ e che, in barba all’abc dell’esserlo veramente (le basi cazzo, le basi!), hanno spezzato più di una lancia contro il legittimo e (una volta tanto) sacrosanto intervento dell’Amministrazione nella serata d’apertura del Teatro Caffeina.

Non è un orpello con cui adornarsi alla bisogna e pronto per essere fiondato nella spazzatura quando diventa una zavorra per i propri scopi politici. Ed è verità INCONTESTABILE (dopo che l’accesso agli atti di Giulio Marini ha acceso la luce) che quell’apertura è stata tentata in difetto di legalità. Forse appositamente, a meri fini propagandistici: nessuno ci toglie dalla testa che cotanta ‘intellighenzia’ non poteva non sapere il rischio che avrebbe corso. E, sciaguratamente, il rischio che avrebbe fatto correre agli astanti in sala.

Questo comportamento NON PUO’ essere avallato, difeso o applaudito pecorecciamente da chi si definisce ‘di destra’ solo per un non ben definibile dovere di lealtà verso il novello alleato politico. Essendo l’accaduto di una gravità assurda, lealtà sarebbe stato impedire a costui, magari, di commettere un tale errore, voluto o meno.

Domenica mattina sembrava fosse cascato il mondo.
Ove per unico mondo possibile debba intendersi quello a cui, legittimamente, era stato impedito fuori tempo massimo (forse l’unico, vero errore) di commettere un reato.
Una vera tristezza, quando per cultura si intende un rifugio illimitato delle menti. Dove nessuno ha il diritto di accampare più di qualcun altro pretese supremazie.
Per di più forzando la mano.