Si è concluso il Festival della Sostenibilità e del Paesaggio Rurale a Trevinano (Acquapendente)

La forza del passato per la tutela del paesaggio e della biodiversità rurale

Vista da Trevinano
Vista da Trevinano

NewTuscia – ACQUAPENDENTE – Parte da Trevinano (frazione di Acquapendente) la sfida per un modo più sostenibile, equo e qualitativo di rapportarsi con la “madre Terra”, riscoprendo prodotti, saperi e metodi tradizionali oggi sempre più sviliti dall’agricoltura globalizzata.

In questo borgo di confine lo scorso fine settimana oltre 200 persone in totale hanno partecipato alle iniziative di “Tutto il Mondo è Paesaggio – Festival della Sostenibilità e del Paesaggio Rurale” (FESPAR). Un numero che avrebbe potuto essere almeno doppio con condizioni metereologiche migliori.

Nato dalla collaborazione fra Riserva Naturale Monte Rufeno, Comune di Acquapendente e Pro Loco di Trevinano, il FESPAR, giunto quest’anno alla sesta edizione, è una tra le più qualificanti iniziative del piano d’azione della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS) della Riserva.

Diversi e importanti i motivi di soddisfazione scaturiti dall’evento. Dalla bella e affollata escursione di sabato 9 (35 i partecipanti) dedicata a scoprire il collegamento pedestre fra Trevinano e La Monaldesca lungo la strada “della palaia”, così chiamata per i tanti carpini neri un tempo utilizzati per fare i pali, agli oltre 80 pasti a prezzo convenzionato forniti dalle trattorie locali. Dai laboratori della sostenibilità dove si è imparato a riconoscere le erbe spontanee, a cucinare con gli scarti alimentari o a partecipare all’intensa vita di un’arnia di api, ai quasi 900 biglietti venduti localmente per la lotteria di autofinanziamento.

Molti stimoli, riflessioni e racconti di esperienze sono confluiti nel momento chiave del Festival, il convegno di domenica mattina dedicato a “Il valore della biodiversità agronomica nella conservazione e produzione di paesaggi”. Tra i temi affrontati: le trasformazioni del paesaggio nella Riserva Monte Rufeno e la fine della mezzadria raccontate dal guardiaparco Roberto Mancini, l’esperienza del vicino Ecomuseo del Paesaggio Orvietano e il relativo percorso costitutivo con le comunità locali, sintetizzati da Maura Gilibini vicesindaco di Allerona, le molte opportunità previste dal progetto di legge sull’agricoltura biologica nelle parole di Alessandra Terrosi (Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati). Ma è soprattutto con l’intervento di Cristiano Del Toro, presidente dell’associazione di seed savers Civiltà Contadina, che si è giunti a definire l’importanza di sistemi agricoli resilienti e biodiversi nell’affrontare i cambiamenti climatici in atto, tutelare i territori e le comunità rurali, conservare i paesaggi agrari di interesse storico e allo stesso tempo generarne di nuovi. Sistemi che favoriscano il mantenimento e la riproduzione in proprio delle mille varietà locali di ortaggi, cereali e frutti, stimolando il consumo di alimenti sani, restituendo alla terra una funzione da protagonista e migliorando la qualità della vita.

La pesca dalla polpa rossa, la pera antica, il fagiolino senza filo… rincuorati e inorgogliti da quanto visto e ascoltato, nel pomeriggio alcuni trevinanesi hanno condiviso spontaneamente con la platea del FESPAR i prodotti locali dei loro orti e frutteti domestici, tramandati attraverso le generazioni. Non si poteva immaginare miglior indicatore di successo per l’iniziativa.

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