Graforubrica. WÜSTENFUCHS – ROMMEL

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Tiziana Agnitelli (Grafologa Forense)

NewTuscia – Cari/e “Newtusciani/e”, in questo articolo voglio cimentarmi con un “grosso calibro” che da sempre mi affascina perché temuto e rispettato dal nemico e “superiore” sia come stratega, sia come comandante combattente, che non ha mai abbandonato i suoi uomini, con loro in prima linea sempre, nonostante abbia “seguito” Hitler per vedere realizzare il Sogno della Grande e Potente Germania: il Feldmaresciallo Erommelrwin Rommel.

Ho reperito su Internet tre sue firme del periodo 1940/1942, ciò che grafologicamente colpisce è l’engramma ideativo che lo contraddistingue, simbologicamente la sua firma “assomiglia” ai tanto amati panzer che comandava: la “R” viene personalizzata e lanciata propulsivamente in avanti, assumendo le sembianze del carro armato.

Le tre firme rispecchiano la personalità di quest’uomo, o meglio ciò che vuole mostrare (la sua “o” è inanellata chiusa, difficilmente metteva a nudo se stesso), che rimane sostanzialmente invariata in questi anni, anzi si arricchisce con il trascorrere del tempo e con le esperienze di vita. Vi delineo i caratteri generali della stessa, scendendo nei particolari del cambiamento (individuati con segni rossi).

La firma di Rommel è personale ed evoluta, mostra sagacia, ingegno, intuito e furbizia (la presenza dei lacci che con lo scorrere del tempo si raddoppiano), creatività, apertura e generosità (le lettere “m” eseguite a ghirlanda con gesti ampi), il filo grafico è legato e continuo, un uomo attivissimo che pensa e riflette mentre agisce e sceglie, nella firma del 1942 ha un distacco di penna, a mio parere, inizia a “porsi delle domande”. Nella prima firma Rommel “tiene” perfettamente il rigo di base, il filo grafico procede in orizzontale senza incertezze, è una macchina da guerra perfetta, ma nelle altre due firme presenta invece una convessità (linea rossa), in grafologia indica l’ardore che viene via via ridimensionato (nella seconda firma si compensa con l’uncino – tenacia e forte volontà) sino a spegnersi.

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E’ un uomo dalla forte spinta energica (tratto omogeneo), afferma se stesso anche attraverso la temerarietà. Nella sua firma si evidenzia soprattutto l’intelligenza logico-inventiva, l’autorevolezza e la determinazione, ma senza crudeltà, anzi si ha sensibilità e pietà (è una firma quasi priva di angoli), è dotato di tenacia, forza, coraggio e difese (la “l” finale viene posta come un ponte levatoio alzato che con lo scorrere del tempo va a calare), ma non di cattiveria, anche per questo era molto invidiato dai “colleghi generali” mentre era amatissimo dalle sue truppe.

Studiando la sua firma si coglie l’animo nobile, audace, leale e onorevole, un animo che con il trascorrere del tempo “registra” un cedimento. Di ardore. Di convinzione. Non ebbe troppa fortuna dalla sua. Vittima dello Stato. Come tutti i Grandi Uomini. Suicidio di Stato fu.