Riordino consorzi bonifica del Lazio: confronto Anbi e Coldiretti

NewTuscia – OSTIA – “Entro la fine di ottobre definiremo il processo di integrazione dei consorzi”. Con questo impegno i commissari straordinari delle bonifiche del Lazio hanno chiuso i lavori del vertice tra Anbi e Coldiretti scorbo e selmi mattia e granieriullo stato di avanzamento del riordino degli enti che da 10 diventeranno 4 (uno dalla fusione di Bonifica Reatina e Val di Paglia, uno in provincia di Frosinone al posto degli attuali tre, uno a Latina dalla fusione di Agro Pontino e Sud Pontino, uno unico dall’accorpamento di Tevere-Agro Romano, Pratica di Mare, Maremma Etrusca). “Dobbiamo passare dalla gestione delle emergenze alla politica della programmazione. La siccità non è più ciclica, ma fenomeno strutturale. Ciò significa – ha detto David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio – che i consorzi devono diventare presidi di protezione civile per assistere, in caso di calamità naturali, anche le popolazioni, oltre a gestire il territorio e salvaguardare gli allevamenti zootecnici e le produzioni agricole”. La fase di riorganizzazione delle bonifiche presenta una complessità elevata anche a causa delle situazioni debitorie, alcune drammatiche, ereditate dai commissari al loro insediamento. “Difficoltà che non hanno compromesso gli obiettivi della riforma. Abbiamo di fatto già avviato il processo di integrazione – ha spiegato Selmi, presidente di Anbi Lazio – con la trasparenza delle gare d’appalto, la rotazione dei fornitori e l’aggiornamento degli albi professionali, operazioni che ci hanno già consentito di risparmiare somme importanti che investiremo per ammodernare gli impianti idraulici e la rete irrigua. Abbiamo anche avviato l’unificazione delle contabilità e del catasto”. Anbi Lazio è pronta al varo del piano straordinario irriguo per la prossima stagione. “La rotta tracciata dalla Regione Lazio, che è tornata ad investire sulle bonifiche mettendo sul piatto 100 milioni di euro, è il potenziamento dei servizi collettivi. No alle perforazioni selvagge dei terreni – ha detto il direttore di Anbi Lazio, Natalino Corbo – perchè sarebbe condannare a morte l’agricoltura. Saremo noi, semmai, a scavare nuovi pozzi per aumentare la disponibilità di risorsa idrica”. A sollecitare l’accelerazione del processo di fusione è stato Aldo Mattia, direttore della Coldiretti del Lazio. “È vero che i commissari si sono insediati solo sei mesi fa, ma la riforma oggi compie un anno. In autunno i consorzi – ha detto Mattia – dovranno avere la loro fisionomia definitiva. Il nuovo sistema delle bonifiche deve vincere, già la prossima estate, la sfida della ritrovata competitività. Un’altra annata in perdita e addio sistema agricolo laziale, con la chiusura di centinaia di aziende, la perdita di migliaia di posti di lavoro, l’abbandono delle campagne e il mancato presidio di interi territori che verrebbero lasciati all’incuria e al degrado”.

Gaetano Alaimo

Direttore responsabile www.newtuscia.it

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