Protesta di oltre 50 lavoratori della MAICO di Orte, con stipendi pagati in ritardo e mancato versamento del Tfr

In stato di agitazione  presidiano l’ingresso della fabbrica agli svincoli della superstrada e dell’Autosole

di Stefano Stefanini

I lavoratori dell’azienda Maico di Orte hanno scelto di protestare pubblicamente all’ingresso dello stabilimento per la violazione dei loro diritti fondamentali: si parla  di “stipendi pagati con mesi di ritardo, sempre al limite della legalità contrattuale, nessun buono pasto o rimborso spesa, niente rispetto degli accordi sindacali presi. Ma soprattutto il mancato versamento del Tfr, il trattamento di fine rapporto.”

Allo svincolo della superstrada di Orte, dove ha sede la storica struttura, da stamattina si sono concentrate  una sessantina di persone sul piede di guerra per far sentire la propria voce. In particolare gli operai protestano per la loro situazione di precariato, I lavoratori temono per la precaria tutela  a cui andrebbero incontro in caso di licenziamento improvviso, o di richiesta di anticipo del Tfr, che non risulterebbe versato negli ultimi  tre anni.

La Maico fondata negli anni Sessanta da Giuseppe Gori nello storico stabilimento di Orte in località Piscinale, nei pressi della stazione autostradale di Orte dell’Autosole,  produce prefabbricati in cemento armato,  con commesse provenienti da tutto il territorio nazionale, e per questo le maestranze non si spiegano i continui ritardi nell’erogazione degli stipendi e nel versamento dei contributi previdenziali.

ImmagineNel sito internet della storica fabbrica di precompressi di Orte si legge: “La forte attenzione alla qualità, da sempre presente nella filosofia aziendale, porta l’attività a posizionarsi in poco tempo ai vertici del mercato nazionale divenendo punto di riferimento delle maggiori imprese italiane. Si giunge così alla metà degli anni 70. L’esperienza maturata nel campo dell’edilizia consente all’azienda di conoscere al meglio le problematiche legate alla produzione di prefabbricati e al fine di ricercare livelli di qualità sempre maggiori, destinati alla soddisfazione delle necessità delle industrie manifatturiere, viene deciso l’ampliamento della produzione e si avvia un importante processo di diversificazione dei prodotti. In quel periodo si attua un sensibile ampliamento dello spazio produttivo avviando altresì la produzione di edifici prefabbricati e travi da ponte in c.a.p. Il lavoro iniziato da Giuseppe Gori 20 anni prima prosegue con successo il suo cammino. I manufatti, grazie alla continua attività di ricerca mirata al costante concetto di alta qualità, vengono sempre di più apprezzati nel mercato.”

Alla manifestazione di protesta svoltasi all’ingresso degli svincoli dell’Autostrada e delle superstrada  hanno aderito con la loro presenza  i sindaci  di Orte, Angelo Giuliani, e di Vasanello, Antonio Porri, portando la loro solidarietà nei confronti dei cittadini-lavoratori impegnati nella loro battaglia.  Anche il PD di Orte ha fatto pervenire la piena solidarietà ai lavoratori in stato di agitazione.

A margine della protesta sindacale, ci si augura un rapido chiarimento e la soluzione soddisfacente della vertenza tra le parti, con l’apertura di un tavolo di trattativa,  a cui partecipino, oltre all’azienda ed alle parti sociali anche gli Enti locali del territorio e la Prefettura di Viterbo, al fine di ridare serenità e concrete prospettive occupazionali alle maestranze ed alle loro famiglie che, oggi, vedono pregiudicato il loro futuro .

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