Rileggendo l’Enciclica “Laudato si” per promuovere una transizione energetica e una finanza sostenibile

Stefano Stefanini

PAPANewTuscia – VITERBO – Nella situazione socio politica come quella che stiamo vivendo – secondo noi  ingiustificatamente povera di dibattiti e di concrete prospettive programmatiche sul modello di sviluppo degli anni futuri – e’ quanto mai opportuno che il mondo cattolico e i cittadini sensibili ai valori etico solidaristici affermati  da Papa Francesco  –  forse unico autorevole, lungimirante “statista” di questi anni – nell’Enciclica  “Laudato Sì” e degli obiettivi dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, sull’urgenza di una transizione energetica  (cambio di stili di vita nelle città)  sostenuta dalla finanza sostenibile (più attenta alle esigenze di finanziamento di famiglie, imprenditoria giovanile e imprese artigianali), rispetto alle opportunità tecnologiche e finanziare esistenti.

Una realistica strategia di sviluppo sostenibile per una transizione energetica sostenuta dalla finanza sostenibile, creando nuove opportunità occupazionali, tecnologiche e finanziare.

“Numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra [..] emessi soprattutto a causa dell’attività umana. [..]. Ciò viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo di combustibili fossili, che sta al centro del sistema energetico mondiale”.  Laudato si’, n. 23.

 

Sul cambiamento climatico abbiamo un chiaro, definitivo e ineluttabile imperativo etico ad agire, chiesto a governanti e cittadini da Papa Francesco.  

Il cambiamento degli stili di vita, delle strutture tecnologiche, e le scelte finanziare consapevoli sono azioni per modificare le politiche energetiche e di sviluppo a livello globale e locale. Attraverso l’incontro si vuole promuovere il coinvolgimento attivo di diocesi, parrocchie e associazioni in iniziative concrete come il disinvestimento dalle fonti fossili e il reinvestimento nelle fonti rinnovabili utilizzando nuovi strumenti tecnici e finanziari più consapevoli e responsabili ambientalmente e socialmente.

“La crisi finanziaria del 2007-2008 era l’occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici, e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c’è stata una reazione che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo.” Laudato Sì”, n. 189.

Per sviluppare concretamente una nuova economia legata a una nuova ecologia,anche nelle nostre realtà regionali occorrerà attuare dei momenti  pubblici di sensibilizzazione, possibilmente promossi da sindaci e consigli comunali, aperti a tutta la cittadinanza, per promuovere strumenti e iniziative concrete di cambiamento in tema di efficientamento energetico e di scelte finanziarie etiche.

L’impegno civile, l’impegno per i diritti umani, la solidarietà, l’ecologia sono di stimolo alla ricerca di comportamenti coerenti in finanza e quindi in economia.  Per questo l’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco rappresenta uno stimolo notevole per la finanza etica, per le conferme, per le novità e gli stimoli programmatici che suscita.

Come autorevolmente commentato da più parti, le novità riguardano soprattutto i temi dell’ecologia e dell’uso e distribuzione delle risorse naturali. I temi trattati non sono nuovi al mondo ecologista e come tali noti alla finanza etica: clima, acqua, biodiversità, risorse. Con decisione, si trattano i temi ecologici integrandoli con le questioni sociali, con la qualità della vita, con l’iniquità. Si sottolinea la debolezza delle reazioni politiche e di governo ad una situazione critica.

Le novità  presenti nell’Enciclica sono diverse. La prima e più evidente, è il collegamento diretto instaurato dal Pontefice tra l’azione ecologia con i riferimenti teologici della chiesa cattolica.  Si sottolinea tra l’altro la necessità di un rapporto armonioso con la creazione (comunione universale e destinazione comune dei beni), riaffermando con forza un principio non certo in voga nell’attuale sistema economico, ossia “la subordinazione della proprietà privata alla destinazione universale dei beni”.

La seconda novità riguarda l’attenzione ai temi economici. I termini economico-finanziari compaiono nel testo dell’Enciclica in misura quasi pari ai termini che indicano la natura, il Creato. L’Enciclica affronta in modo deciso le questioni economiche come fortemente legate agli effetti sulle questioni ambientali e sociali e viceversa.

Il terzo fattore di innovazione riguarda una critica decisa alla finanza ed in particolare al fatto che finanza e tecnologia sono alla basa del concetto (sbagliato) di crescita illimitata.

Le parole dell’Enciclica sono dure in tal senso, si afferma che il paradigma tecnocratico faccia sì che la finanza sottometta la politica e soffochi l’economia reale. Che la rendita finanziaria minacci la rendita della natura.

Particolarmente  significativo  è il fatto che nell’Enciclica si usino i termini efficienza/efficacia oltre 20 volte, ma è interessante notare come questi termini, che in economia si usano quasi esclusivamente per misurare le performance economiche, vengano invece usati in senso positivo per misurare le performance di equità, giustizia, salvaguardia del creato.

Papa Bergoglio invita a  “misurare meglio” e identificare i “costi occulti” rappresentano una sfida per tutti oggi, se vogliamo dare almeno pari dignità alle performance socio-ambientali rispetto a quelle economiche,  esortando a far si che il profitto non sia più l’obbiettivo unico dell’azione economica o finanziaria, ma torni ad essere un vincolo di sostenibilità di lungo periodo.

Le domande e le concrete opzioni programmatiche  che ci pone l’Enciclica, partendo dalla questione ambientale, finiscono per essere ottime domande per provare a costruire una finanza e una ecologia più vicine all’economia reale,  capace di dare risposte alle sfide ambientali e sociali del nostro tempo.

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21