Tutela ambientale, lotta contro i rifiuti tossici

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Dopo il sequestro di 400mila metri quadrati di aree discariche abusive intensificare ulteriormente la rete dei controlli contro l’inquinamento e gli ecoreati: lotta all’eternit ed ai rifiuti tossici ferrosi e bituminosi abbandonati.

di Stefano Stefanini

 NewTuscia – Un ringraziamento e un invito ad intensificare l’impegno va alla Compagnia della Guardia di Finanza di Civita Castellana, coordinati dal Comando Provinciale di Viterbo, che ha felicemente portato a termine l’operazione di tutela ambientale con successive rilevanti procedure di bonifica e ripristino di aree sequestrate nel corso di precedenti operazioni di polizia ambientale, i cui costi – va sottolineato –  sono stati interamente addebitati ai responsabili.

Gran parte delle aree sottoposte a sequestro  si erano trasformate in deposito incontrollato di rifiuti, tra i quali un opificio industriale, ove erano state rinvenute lastre di eternit in evidente stato di abbandono, e varie stazioni ferroviarie della provincia, ove erano giacenti 32 tra locomotori e carrozze ferroviarie in disuso ed in condizioni palesemente fatiscenti, ingenti quantità di materiali ferrosi e plastici classificati quali rifiuti pericolosi.

La brillante operazione dei finanzieri di Civita Castellana nel settore della tutela ambientale –  come riportato dall’Agenzia omniroma.it –  ha permesso di conseguire, ad oggi, il sequestro di oltre 400 mila mq. di aree e decine di tonnellate di rifiuti anche pericolosi e tossici, nonché oltre 80 mila mq. di lastre di eternit contenente il micidiale amianto, per violazioni alle norme ambientali.

Tra gli obiettivi raggiunti dalle Fiamme Gialle, che si sono avvalsi della preziosa collaborazione del Centro Regionale Amianto di Civita Castellana, si annoverano anche 14 edifici industriali con coperture in eternit per 2.300 mq., numerose lastre del medesimo materiale sbriciolato sul suolo delle aree pertinenziali dei siti oggetto del ritrovamento e 2.600 tonnellate in cumuli di residui bituminosi di asfalto e 3.000 tonnellate di materiale ferroso arrugginito.

Dalla Guardia di Finanza viene raccomandato opportunamente ai cittadini di utilizzare il numero di pubblica utilità 117, per segnalare situazioni di degrado ambientale che comportano immediati interventi volti ad aggredire le situazioni di criticità che, oltre a rendere invivibile il territorio circostante, potrebbero determinare seri problemi per la salute e la sicurezza dei cittadini.

I punti salienti su controlli ambientali più trasparenti e efficaci. Oltre mille i procedimenti avviati sugli Ecoreati.

Grazie alla Riforma delle Agenzie Ambientali Regionali,   nata dai disegni di legge presentati dai parlamentari Pd Ermete Realacci e Alessandro Bratti e del M5s Massimo De Rosa, si  avranno controlli ambientali più omogenei, trasparenti ed efficaci su tutto il territorio nazionale e si potrà contrastare meglio l’inquinamento rafforzando allo stesso tempo l’applicazione del disegno di legge sugli Ecoreati che, come sottolinea Realacci, “si è già rivelato molto utile: secondo i dati di Legambiente sono oltre mille i procedimenti avviati grazie alle nuove figure di reato”.

Con la riforma approvata si potenziano le strutture – aggiunge il deputato Democratico – si adottano i Livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali  (Lepta). Il  Sistema Informativo Nazionale Ambientale-SINA viene  alimentato dai sistemi informativi regionali.

Con la riforma si potenziano le strutture e si adottano i Livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali  (Lepta) omogenei in tutto il territorio”, ossia un parametro di riferimento che vincolerà le attività delle agenzie il cui raggiungimento verrà definito dall’Ispra mediante uno specifico programma triennale approvato dal ministero dell’Ambiente. Viene  istituito, inoltre il  Sistema Informativo Nazionale Ambientale-SINA, alimentato dai sistemi informativi regionali, in modo da creare una banca dati di informazioni e di conoscenze preziose a livello nazionale.

“Con questa legge – aggiunge il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo – si rafforzano da un lato le attività di protezione ambientale fino a oggi devolute in modo frammentario a una pluralità di soggetti senza un vero e proprio coordinamento e, dall’altro, si utilizzano in modo più efficace le risorse finanziarie e le professionalità umane disponibili”.

Le prossime tappe della legislazione ambientale: la legge sul consumo di suolo, la lotta alle agromafie e i delitti contro gli animali.

“Ora il Parlamento approvi le altre riforme attuabili in questa legislatura – conclude Ciafani di Legambiente  – come ad esempio la legge sul consumo di suolo, quella sulle agromafie e i delitti contro gli animali, la norma per semplificare l’abbattimento degli ecomostri, la costituzione di una grande polizia ambientale strutturata sul territorio a partire dalle migliori esperienze maturate dall’Arma dei carabinieri e dal Corpo Forestale dello Stato. Infine il rapido recepimento del pacchetto sull’economia circolare  al Parlamento europeo”.

Il pacchetto “economia circolare” invia un segnale chiaro agli operatori economici: l’UE sta utilizzando tutti gli strumenti di cui dispone per trasformare la propria economia, aprendo la strada a nuove opportunità commerciali e stimolando la competitività.

Si tratta di misure per cambiare l’intero ciclo di vita del prodotto, che non si concentrano unicamente sulla fase di fine vita e sottolineano la precisa ambizione della Commissione di trasformare l’economia dell’Unione e produrre risultati concreti.

Grazie ai nuovi incentivi, dovrebbero progressivamente emergere modalità innovative e più efficaci di produzione e di consumo. L’economia circolare ha le potenzialità per creare numerosi posti di lavoro in Europa, preservando nel contempo risorse preziose e sempre più scarse, riducendo l’impatto ambientale legato al loro impiego e iniettando nuovo valore nei materiali di scarto.

Le azioni chiave individuate dall’Unione Europea, con effetti sulle politiche dell’igiene urbana nei nostri comuni, sono:

  • azioni per ridurre i rifiuti alimentari, compresa una metodologia comune di misurazione, una migliore indicazione della data di consumo, e strumenti per raggiungere l’obiettivo di sviluppo sostenibile globale di ridurre della metà i rifiuti alimentari entro il 2030;
  • lo sviluppo di norme di qualità per le materie prime secondarie al fine di aumentare la fiducia degli operatori nel mercato unico;
  • misure sulla progettazione ecocompatibile per promuovere la riparabilità, longevità e riciclabilità dei prodotti, oltre che l’efficienza energetica;
  • la revisione del regolamento relativo ai concimi, per agevolare il riconoscimento dei concimi organici e di quelli ricavati dai rifiuti nel mercato unico e sostenere il ruolo dei bionutrienti;
  • una strategia per le materie plastiche nell’economia circolare, che affronta questioni legate a riciclabilità, biodegradabilità, presenza di sostanze pericolose nelle materie plastiche e, nell’ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile, l’obiettivo di ridurre in modo significativo i rifiuti marini;
  • una serie di azioni in materia di riutilizzo delle acque, tra cui una proposta legislativa sulle prescrizioni minime per il riutilizzo delle acque reflue.