Leonardo Michelini pronto ad entrare nel Coordinamento dei sindaci contrari alla geotermia

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NewTuscia – FARNESE – Ieri pomeriggio, il sindaco di Viterbo, ha incontrato il pariruolo di Farnese Massimo Biagini. Una riunione a tre con il comitato “Farnese, ambiente, salute e territorio”, nella quale il primo cittadino del capoluogo si è detto interessato ad approfondire le roventi tematiche legate alla geotermia a media ed alta entalpia che riguardano sì l’Alta Tuscia, ma che a caduta potrebbero portare conseguenze disastrose in un raggio di ben trenta chilometri (oltre Viterbo, pertanto). Lo stesso Michelini ha chiarito che metterà a disposizione competenze e risorse utili per fronteggiare la questione.

Il Coordinamento dei sindaci contrari alla geotermia è quindi prossimo ad allargare il proprio raggio d’azione. Se infatti inizialmente il tavolo di lavoro ha giocoforza coinvolto solo i dieci paesi ubicati intorno a Latera (laddove si sta discutendo di due centrali geotermoelettriche, più quattro pozzi esplorativi), con l’entrata di Michelini, e le adesioni di Paolo Equitani (Bolsena) e di Eugenio Stelliferi (Caprarola, dove sono previste altre perforazioni), ecco che la “tavola rotonda” assumerà ben presto un aspetto provinciale. Un segnale compatto, di netta contrarietà alla geotermia, ma anche una sorta di “consorzio di tutela”, atto a prevenire sul territorio qualsiasi ulteriore tipo di speculazione presente e futura.

“Oggi il problema è Latera – ha spiegato Michelini – E quindi è giusto concentrarsi su di essa, con Farnese e Ischia di Castro annessi. Ma non si può stare a correre sempre qua e la per arginare tali stravaganti fenomeni. Uniamoci, trasversalmente, e cominciamo a programmare un destino comune. La Tuscia ha per natura e storia un destino legato a ben altro, penso alle tipicità agroalimentari, alle riserve, ai laghi, alle coste. Incentiviamo queste buone pratiche, unite anche a quel turismo che cresce costantemente, e poniamo dei fermi paletti a chi invece vorrebbe speculare o deturpare l’area”.

Nato lo scorso 5 luglio a Latera, il Coordinamento ingloba le amministrazioni di Latera stessa, di Farnese, Ischia di Castro, Canino, Cellere, Acquapendente, Grotte di Castro, Gradoli e Onano. I sindaci dei comuni appena elencati hanno già incaricato dei tecnici per presentare alla Regione le dovute osservazioni di contrarietà al progetto Enel di Latera. Ma non solo. Ad inizio settembre, infatti, si terrà a Viterbo la prima conferenza del nuovo Coordinamento. Una nuova e motivata entità provinciale, che racchiuderà in sé praticamente tutti i comuni della Tuscia (molti stanno già sottoscrivendo l’atto), e che a partire proprio dal progetto Latera vigilerà costantemente e  trasversalmente al fine di tutelare il futuro della provincia intera.