CasaPound protesta contro l’arrivo di 300 nuovi presunti profughi nella Tuscia

NewTuscia – VITERBO – Sono stati affissi dai militanti di CasaPound Viterbo, alcuni striscioni in tutta la provincia contro l’arrivo di 300 presunti profughi nella Tuscia. È stato comunicato dalla Prefettura che i nuovi 300 si andranno ad aggiungere come “emergenza” al bando già stipulato per il 2017 che ne prevedeva già 1500.
Siamo di fronte ad una vera e propria invasione: chi conteggia solamente i richiedenti asilo presenti nelle strutture, rassicurandovi sul fatto che siano pochi, fa i conti senza specificare il numero dei tantissimi clandestini che escono dal sistema dell’accoglienza o non vi entrano nemmeno, i quali impattano comunque sul territorio italiano, oltre a quello degli immigrati extracomunitari regolari già presenti.
La sostituzione etnica è avviata!
Sanno tutti oramai, dalle stime del Viminale e dalle stesse dichiarazioni di Gentiloni, come sia irrisorio il numero di coloro che ottengono sia la protezione internazionale che quella “umanitaria”, di fatto un diniego dell’asilo, presente solo in Italia.
l’Europa chiude le porte e non accetta i ricollocamenti, a causa del nostro Governo che fa entrare un numero elevatissimo di clandestini non ricollocabili, con tutte le conseguenze in termini di costi sociali ed economici per la nostra Nazione.
Ci stanno trasformando in un hotspot per l’intera Europa, ed è ora di reagire a questa drammatica situazione che non potrà reggere ancora per molto.
Le soluzioni che Casapound propone sono quelle di chiudere immediatamente i porti, uscire dall’accordo Triton/Frontex, combattere gli scafisti direttamente in Libia con il nostro esercito, con o senza l’appoggio dei governi locali ed infine, per risollevare le sorti del continente africano, dare vita ad una nuova forma di colonialismo, che porti sviluppo ed infrastrutture in loco, senza finanziamenti a pioggia, che troppo spesso, finiscono in mano ad associazioni o governi corrotti; Iniziare inoltre ad adottare una forte politica di controllo delle nascite in Africa ed al contrario, promuovere politiche serie per la natalità in Italia.
Da tempo, ovunque il nostro movimento interviene, è determinate nella vittoria di alcune battaglie tra le quali: il rinvio della legge sullo Ius Soli ed il blocco del nuovo hotspot a Civitavecchia.
Continuare di questo passo vuol dire distruggere la nostra Nazione cambiandone l’identità, non aiutare veramente i bisognosi ma arricchire solamente tutti quei soggetti che guadagnano da questo traffico infame, a partire dagli scafisti, per poi passare alle mafie straniere ed italiane ed a tutti quei soggetti che seppur agendo a livello legale di fatto ne traggono un profitto economico (associazioni laiche e religiose, cooperative, privati).
Oramai è palese, come risultante da diversi sondaggi, il fatto che gli italiani siano contrari a questa invasione ed allo Ius soli, quindi non rimane altro che ribellarsi e chiedersi: “Cui prodest?”