Perugia, discusse le proposte sulle aree verdi e sulle Distillerie Di Lorenzo

20170717_111357NewTuscia – PERUGIA – V COMMISSIONE CONSILIARE CONTROLLO E GARANZIA/ DISCUSSE LE RICHIESTE DI ATTIVAZIONE DI ROSETTI SULLE DISTILLERIE DI LORENZO E SULLE AREE VERDI
La V Commissione consiliare Controllo e Garanzia, presieduta da Emanuela Mori, ha ripreso oggi la trattazione di due richieste di attivazione proposte dal capogruppo M5S Rosetti, la prima relativa alle Distillerie Di Lorenzo, che ha visto oggi l’audizione anche dei dirigenti comunali Asfalti e Moretti e dei rappresentanti del Comitato di Ponte Valleceppi e la seconda sulle aree verdi, con l’audizione dell’Agenzia Forestale. Esaurita la discussione, la capogruppo M5S elaborerà la relazione finale, per sottoporla, in entrambi i casi, alla commissione, quindi altre relazioni potranno essere presentate da altri consiglieri, al fine di chiudere l’attivazione entro il mese d’agosto.
Nel caso delle Distillerie Di Lorenzo, l’attivazione richiesta riguardava le ulteriori opere edilizie realizzate in assenza dei necessari titoli edilizi. Ritardo degli uffici nei controlli e nell’accertamento degli abusi. Nell’atto, dopo aver ripercorso la cronistoria delle Distillerie (già oggetto di una precedente attivazione), Rosetti segnala che con ordinanza del marzo 2017 il Comune ha disposto la rimozione di ulteriori opere abusive consistenti nella realizzazione di un piazzale della superficie di mq 1500 circa, in conglomerato bituminoso, destinato a spazio di manovra automezzi, in un’area classificata dal vigente P.R.G. come tra le zone Ep – aree agricole periurbane (art. 73 T.u.n.a.) e sottoposte a vincolo paesaggistico. Ritiene la capogruppo che il provvedimento sia stato assunto con colpevole ritardo avendo avuto l’Amministrazione notizia dell’abuso già dal 2013 grazie ad apposito esposto del comitato “I molini di Fortebraccio”. A tale esposto il dirigente comunale competente rispondeva sottolineando che le opere segnalate erano conformi alla concessione edilizia in sanatoria del 2001 e che la stesse non erano menzionate nel provvedimento in quanto “pertinenza dei manufatti necessaria sia per l’accesso che per il transito e manovra dei mezzi pesanti utilizzati.
Rosetti evidenzia come la valutazione degli uffici comunali nel tempo sia variata: nel 2013- 2014 il piazzale è ritenuto legittimo, mentre nel 2017 è considerato abusivo. Peraltro dalla documentazione analizzata emerge che il piazzale esisteva già dagli anni novanta pur essendo l’area protetta (parco naturale).
A suo avviso, il piazzale non può essere considerato opera pertinenziale, perché, come sottolinea la giurisprudenza, determina comunque una alterazione significativa dell’assetto del territorio rilevante sotto il profilo edilizio e urbanistico. In conclusione per Rosetti il ritardo con cui l’Amministrazione si è attivata appare ingiustificabile, per cui ha chiesto l’attivazione della commissione per valutare tutte le ipotesi di responsabilità, anche dei dirigenti. Se l’Arch. Asfalti ha ribadito la valutazione prettamente tecnica della situazione da parte degli uffici, sulla base di atti che sono noti, l’Ing. Moretti ha tenuto a spiegare le motivazioni che nel 2013 la portarono a considerare legittimo il piazzale. “A quell’epoca -ha spiegato- il piazzale era esistente e dato per assodato, vista la sanatoria del 2001. Era,
peraltro, evidente che serviva ai fini della lavorazione, per cui si sono trattate le Distillerie Di Lorenzo, al pari di ogni altro cittadino che avesse fatto richiesta di condono. Peraltro, poco dopo l’esposto del comitato -ha aggiunto ancora Moretti- abbiamo fatto un sopralluogo dal quale non abbiamo rilevato modificazioni riguardanti il piazzale, ma piuttosto scarrabili o accumuli di materiale, per i quali, non essendo essi abusi edilizi, ma essendoci delle

prescrizioni sull’utilizzo del piazzale stesso, abbiamo invitato i proprietari a rimuoverli sono stati rimossi.”
L’ingegnere ha sottolineato come, nel tempo, le distillerie siano state oggetto di numerose verifiche e accertamenti da parte dell’amministrazione, data la complessità della situazione, tanto che nel 2012 è stata fatta una ordinanza di demolizione di otto manufatti che non risultavano autorizzati.
Il fatto che nel 2016 gli uffici abbiano segnalato che il piazzale asfaltato non fosse conforme a quanto autorizzato -sia per l’Arch. Asfalti che per l’ing. Moretti- non è in contraddizione, dal momento che ogni situazione va riferita anche alla normativa del periodo e comunque, come ha spiegato l’architetto, “si tratta del normale iter burocratico seguito all’esposto con la dovuta verifica dell’ufficio controlli, la rilevazione che il piazzale è asfaltato, quindi non
permeabile e di conseguenza non coerente con l’autorizzazione. Non è quindi la presenza in sé del piazzale, quanto del materiale utilizzato a non essere stata riconosciuta coerente.”
Di diverso avviso il signor Moroni, in rappresentanza del comitato, secondo il quale “si vogliono costruire motivazioni tecniche che purtroppo le carte smentiscono”. “E’ stato scandaloso -ha detto Moroni- che chi amministrava Perugia nel 2000 concedesse la sanatoria per i due serbatoi contenenti vari materiali proprio sulla riva del fiume Tevere, in una zona esondabile, in cui quei due silos ostruiscono il passaggio dell’acqua.” Moroni ha anche ricordato che ogni azione del comune ha preso il via grazie al comitato, a partire dall’abusivismo relativo ai silos fino all’ordinanza sui digestori. “Fu grazie a noi -ha detto- se si passò da considerare la costruzione dei digestivi da semplice manutenzione ordinaria, che richiedeva solo una Scia, a una costruzione vera e propria con la necessità di un vero e proprio permesso a costruire e ricordo che la documentazione fu cambiata in corso d’opera. Peraltro, quelle costruzioni erano propedeutiche alla realizzazione dell’impianto a biogas, che -ricordo- è stato cancellato da GSE spa, tramite il Tar del Lazio, dall’elenco dei fornitori di energia elettrica, adducendo tutte le motivazioni che il comitato ha già presentato al Tar dell’Umbria. Il verdetto del Consiglio di Stato -ha, quindi, concluso- non potrà essere che a tutela della verità e della legge con tutte le conseguenze del caso, visto che il comitato provvederà a chiedere risarcimento danni a tutte le amministrazioni che si sono succeduto dal 2008 a oggi ed esperiremo tutte le vie possibili in Italia e in Europa, perché abbiamo subito venticinque anni di vessazioni, pur sapendo che avevamo ragione.”
Il consigliere forzista e vice presidente della commissione Antonio Tracchegiani harichiamato il comitato a non fare illazioni, scontrandosi sul tema con la consigliera Rosetti che lo ha invitato a non minacciare a sua volta i presenti e ha ricordato, invece, quanto quel territorio sia stato martoriato dalle politiche passate.
Anche il consigliere Nucciarelli ha tenuto a ricordare che ridurre il consumo di suolo è un dovere non un opzione, così come non permettere la presenza di aziende nei centri abitati. A suo avviso una città rispettosa del territorio dovrebbe essere più rigorosa in tal senso. Dello stesso avviso anche il capogruppo di Forza Italia Massimo Perari che ha sostenuto che, nei confronti della distilleria, nel corso degli ultimi vent’anni, ci sia stato un atteggiamento sicuramente buonista, per vari motivi. “Adesso però -ha concluso- trovo che sia necessario essere più severi e rigorosi quando si tratta di rispetto del territorio.”
Al termine del dibattito, la presidente Mori ha invitato sia la presentatrice che eventuali altri consiglieri a presentare le rispettive relazioni entro i primi di agosto, al fine della discussione e del voto finale. E’ stato quindi ripreso l’esame della richiesta di attivazione, sempre di Rosetti, sulle aree verdi, illustrata lo scorso 10 luglio e rinviata in attesa dell’audizione di AFor. La capogruppo M5S come si ricorderà ha chiesto l’attivazione della Commissione per verificare il corretto operato degli uffici competenti, l’esatto adempimento dell’accordo concluso con l’Agenzia Forestale Regionale e l’eventuale responsabilità amministrativa dei Funzionari e dei Dirigenti degli uffici competenti.
Rosetti, nell’atto, ricorda che con delibera di giunta del 6 maggio 2015 il Comune di Perugia ha delegato il servizio di manutenzione e custodia del verde sul proprio territorio all’agenzia forestale regionale (ente tecnico-operativo per finalità di tutela delle foreste e dell’ambiente), approvando all’uopo uno specifico accordo.
Nel corpo dell’atto si stabilisce (art. 1) che i settori di intervento, per ciò che concerne la sistemazione delle aree verdi, sono: attività gestionale del verde pubblico; interventi di sistemazione, miglioramento e valorizzazione delle aree verdi. Nonostante questo quadro, sostiene Rosetti, persiste a Perugia una situazione di difetto di
manutenzione di aree verdi, fasce stradali e marciapiedi, tanto che in piena estate i cittadini denunciano la presenza di piante infestanti che ostruiscono queste strutture. Al contrario la convenzione con l’Agenzia Forestale Regionale dovrebbe consentire una attività di programmazione dell’attività di cura e manutenzione del verde, al fine di rendere
tutte le aree e i parchi fruibili dai cittadini, soprattutto nelle stagioni di primavera ed estate, ma così non è.
A inquadrare la situazione sono stati i rappresentanti di Afor Marchesini e Ferretti, che hanno spiegato che l’Agenzia Forestale collabora con il comune da un paio di decenni ,attraverso la collaborazione per delega, quale braccio operativo dell’amministrazione stessa.
“Non tutto il verde di Perugia è oggetto di delega -ha precisato Marchesini- ma esiste un disciplina che norma le attività che dobbiamo fare e l’elenco di aree nelle quali dobbiamo intervenire. Sicuramente la programmazione è migliorata rispetto al passato, abbiamo messo in piedi un meccanismo di scambio giornaliero della programmazione settimanale aggiornata anche quotidianamente in modo che il comune sa dove e e quando viene fatta
attività.” Ha quindi spiegato quali attività spettano nello specifico ad Afor (taglio erba nelle aree
verdi, potature, manutenzione ordinaria di arredi di aree verdi, parchi e aiuole, tre aree di custodia particolare, quali Sant’Anna, Pian di Massiano e Ponte San Giovanni, manutenzione di tutte le aiuole fiorite della città, Minimetrò e, da quest’anno anche la gestione del bosco didattico di Ponte Felcino).
A suo avviso le risorse messe a disposizione dall’amministrazione per quest’anno sono sufficienti, anche se -ha aggiunto- è evidente che con una maggiore disponibilità di fondi potremmo incrementare l’attività per esempio sul patrimonio arboreo, accorciare i tempi di sfalcio dell’erba tra un intervento e il successivo”. Su sollecitazione dei consiglieri Marchesini ha anche precisato che quest’anno sono stati stanziati 1,2 milioni per la gestione del verde complessivamente più interventi straordinari vari, a cui si devono aggiungere altri affidamenti in corso per circa 150/200mila euro. Ha quindi spiegato che il prezzo del servizio viene stabilito sulla base del precario regionale, scorporato dell’11,50% che è l’utile d’impresa ed è senza iva in conseguenza della delega di funzioni, per cui alla fine gli enti hanno un ribasso del 32% circa che comunque permette all’agenzia di lavorare in equilibrio senza stanziamenti pubblici ma solo in base a commissioni.
Per il capogruppo di Perugia Civica e Riformista Arcudi la gestione del verde risente di una
riduzione di investimenti da parte del comune che sono evidenti. “Nel quadro del bilancio -ha detto- bisogna individuare delle priorità per non tagliare risorse, altrimenti è inevitabile che i servizi poi ne risentano. Il verde in questi anni è stato gestito in maniera superficiale.” Il consigliere Nucciarelli, che ha sollecitato un intervento anche sull’ailanto, ha invitato ad una necessaria riprogrammazione del verde anche in considerazione della storia e dell’evoluzione della città. Anche in questo caso, la presidente Mori ha invitato sia la proponente che altri consiglieri a presentare le proprie relazioni entro o immediatamente dopo ferragosto.
SERVIZI MUSEALI: IL P.D. CHIEDE CHIARIMENTI ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE/ QUESTA MATTINA LA CONFERENZA STAMPA DEI CONSIGLIERI BORI E BISTOCCHI
Si è tenuta questa mattina, presso la Sala dei Sindaci di Palazzo dei Priori, la conferenza stampa dei Consiglieri Comunali del Partito Democratico Tommaso Bori e Sarah Bistocchi, sul tema della gestione dei sistemi museali e dei relativi servizi appaltati. La vicenda è stata sollevata dai due consiglieri presenti all’incontro con la stampa unitamente ai colleghi Mencaroni (capogruppo) e Vezzosi, oggi assenti a causa di contemporanei impegni. In conferenza, Tommaso Bori e Sarah Bistocchi hanno precisato subito che Perugia sta andando in controtendenza rispetto al trend delle altre città italiane. In particolare mentre il ministro Franceschini annuncia il successo a livello nazionale dei musei, a Perugia invece i musei comunali sono in difficoltà. Ciò stona, peraltro, con gli ottimi risultati evidenziati dalla Galleria Nazionale dell’Umbria.
In merito al sistema museale comunale, Bori ha sollevato quindi una prima questione. Il Pozzo etrusco, opera straordinaria situata in piazza Danti, a far data dal mese di aprile 2016 (determina di giunta n. 104) risulta essere uscita dal circuito museale del Comune di Perugia. Questa scelta ha determinato effetti deleteri con significativo calo degli accessi al circuito medesimo, essendo il pozzo etrusco la struttura trainante del percorso museale.
In considerazione di ciò il Pd ha deciso di presentare una specifica interrogazione rivolta all’Amministrazione comunale per chiedere nel dettaglio “quali sono state, se ci sono state, le azioni messe in campo dalla giunta dirette
ad evitare che il pozzo etrusco fosse lasciato fuori dal circuito museale del Comune”. Ulteriori chiarimenti riguardano la mancata istituzione di una convenzione turistica unica (cosa sia stato fatto finora) che i consiglieri istanti avevano proposto nel maggio 2016 con specifico odg avente ad oggetto “Perugia viva, card unica per accesso illimitato a tutti i
musei, monumenti, mezzi di trasporto pubblico e mobilità alternativa”. La seconda questione sollevata da Bori è invece di carattere amministrativo e tecnico. Il circuito museale, oggi composto da Cappella di San Severo, Museo civico di palazzo della Penna e Complesso di San Bevignate, ha cambiato da poco tempo la sua gestione e
risulta, soprattutto, “spacchettato”, in controtendenza con quanto avviene nelle altre città italiane, europee e mondiali. Nell’ambito dell’offerta economica – ha quindi illustrato Bistocchi – presentata dalla società
poi risultata aggiudicataria dell’appalto (Munus Srl di Roma), tra le varie voci inserite vi è il capitolo dedicato a “mostre, eventi e spettacoli” per un totale tra 2017 e 2019 di circa 208mila euro, con la clausola “previo reperimento sponsorizzazioni”.
A detta degli istanti tale voce di investimento appare legata, quindi, ad un elemento altamente aleatorio col  rischio, in caso di assenza di sponsor, di produrre conseguenze negative sui ricavi. In merito a questa situazione il PD, ha inteso presentare una richiesta di attivazione rivolta alla Vcommissione onde verificare se queste attività, ritenute perentorie nell’ambito della gara ai fini della presentazione della domanda, verranno effettivamente sviluppate oppure se, come appare, rischiano di essere cancellate.

L’anomalia più evidente, tuttavia, secondo Bori e Bistocchi non è quella in precedenza segnalata, ma una ulteriore. I consiglieri evidenziano che, ad oggi, non appare possibile capire quanti siano stati gli accessi al sistema museale comunale, in considerazione del fatto che gli scontrini emessi non riportano alcun numero di serie. Parimenti analizzando gli scontrini emessi dal personale addetto al bar di palazzo della Penna e della biglietteria della
cappella di San Severo risulta che la partita iva e la denominazione riportata negli scontrini medesimi appartengono ad un’azienda denominata Perugia musei srl, diversa dall’aggiudicataria dell’appalto (Munus) e non legata ad essa da alcuna forma di partecipazione (subappalto, rtp, ecc.). In considerazione di ciò, quindi, si è deciso di presentare una richiesta di attivazione della Controllo e Garanzia per verificare la regolarità di questa procedura di gara e degli atti successivi.“Questa purtroppo è un’Amministrazione che soprattutto in termini di appalto continua ad operare in modo altamente discutibile e scarsamente trasparente. E’ già successo per gli impianti sportivi e le mense comunali, ove le relative gare sono state successivamente cancellate a causa degli evidenti errori commessi, ed oggi ci sembra che la stessa cosa stia succedendo per i servizi museali”.
A fornire ulteriori dettagli della procedura è stata la consigliera Sarah Bistocchi; quest’ultima ha precisato, in via preliminare, che un consigliere non può che ragionare in termini di atti. E solo analizzando gli atti, nel caso di specie alcune determine, si possono poi esprimere giudizi politici. Orbene, ricorda la relatrice, nel giugno 2016, l’Amministrazione indice la gara per la concessione dei servizi per il pubblico del circuito museale (3 strutture). Con determinazione dirigenziale 7 del gennaio 2017 si provvede all’aggiudicazione definitiva in favore della Munus Srl per i successivi tre anni. Il resto è noto: la voce mostre, eventi e spettacoli, presente nell’offerta economica, risulta legata ad aleatorie sponsorizzazioni, pur essendo basilare nell’ambito della gara. Contemporaneamente spunta dal rilascio degli scontrini dei bar l’esistenza di una società diversa dall’aggiudicataria, per giunta costituita successivamente alla scadenza del bando di gara in esame.
“In considerazione di ciò abbiamo presentato una serie di atti (richiesta di attivazione della V commissione ed interrogazione) in cui chiediamo all’Amministrazione di fornirci risposte serie su cosa sta accadendo nell’ambito del sistema museale e quali siano le intenzioni della giunta per rilanciare un servizio i cui dati appaiono negativi ed in controtendenza con quanto accade nelle altre città italiane”.

4 pensieri riguardo “Perugia, discusse le proposte sulle aree verdi e sulle Distillerie Di Lorenzo

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