Signori (Confartigianato): “Imprenditori corrono, ma il paese non li segue”

NewTuscia – VITERBO – stefano signori confartigianato viterboGli imprenditori corrono, ma il paese non li segue. L’Italia è ancora al 50° posto nella classifica mondiale per le condizioni favorevoli al sistema. Siamo ormai nella condizione di dire che il proposito di scalare posizioni entro il 2018 rimane un miraggio ben lontano dal doversi attuare. La lista degli ostacoli e dei vari problemi che ancora ogni giorno ci troviamo a vivere sulla nostra pelle è assai lunga, tanto da diventare una vera emergenza, soltanto menzionando qualche cenno relativo all’eccessiva pressione fiscale, il 43% agli adempimenti burocratici, al costo del lavorogoia, il cuneo fiscale superiore di 12 punti rispetto ai paesi avanzati, tutte cose che tolgono ossigeno e drenano risorse e tempo gli imprenditori.

Ridurre il carico di tasse su imprese e lavoro è possibile. Con misure e revisione della spesa pubblica improduttiva, il riordino delle spese fiscali eliminando quelle non più giustificate da esigenze sociali. Togliere dagli sprechi le spese che decuplicano programmi di spesa pubblica, avanzando il contrasto all’evasione, con misure alla fonte e non sempre quando le sanzioni ed i controlli servono per mettere ordine sui bilanci dello stato sulla carta, o a giustificare il lavoro di interi enti e comparti. Riteniamo che sia utile la Compliance, l’adempimento spontaneo.

Su questo punto molto è stato fatto, molto a favore della grandi imprese in questi ultimi anni, ma troppo poco per le imprese di piccole dimensioni. In tale ottica apprezziamo la scelta del Governo di superare gli studi di settore come strumento di accertamento e sostituirli con un indicatore sintetico di affidabilità al quale legare e collegare elementi di premialità. Attendiamo con ansia, dai proclami, misure annunciate e mai adottate sui piani di riduzione circa l’abnorme carico fiscale. Le misure vertevano sull’aumento della franchigia IRAP, la deducibilità IMU sugli immobili produttivi, l’accorpamento IMU e TASI.

Aspettavamo anche la riforma che comprendeva la fiscalità della piccola impresa permettendo il riporto delle perdite ai soggetti in contabilità semplificata. Anche sulla fatturazione elettronica fra privati siamo disponibili a fare la nostra parte. Annunciamo però che a seguito della fatturazione elettronica, non vengano prodotti più adempimenti doppi e tripli, che generano costi amministrativi e perdita di liquidità delle imprese, a partire dallo SPLIT PAYMENT al REVERSE CHARGE, sino agli ulteriori obblighi introdotti nel 2017 alla faccia dell’abbattimento delle funzioni burocratiche in corso.

Gaetano Alaimo

Direttore responsabile www.newtuscia.it

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