Rigenerazione urbana. MDP: Bene voto legge. Finalmente programmazione e protagonismo dei comuni

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NewTuscia – ROMA – “Esprimiamo apprezzamento per l’approvazione della Legge sulla Rigenerazione urbana, che si attendeva da tempo e che mette la parola fine al Piano casa e alla pratica di interventi derogatori, aprendo invece alla programmazione con un importante protagonismo dei Comuni.” A dichiararlo in una nota sono Gino De Paolis, capogruppo, Marta Bonafoni, Daniela Bianchi, Rosa Giancola e Riccardo Agostini, Articolo 1 – Mdp alla Regione Lazio

mdp articolo unoPer quanto ci riguarda – precisano i Consiglieri- abbiamo fatto la nostra parte, in primo luogo ritirando la nostra proposta di legge in materia di rigenerazione, per aprire con responsabilità una fase di discussione costruttiva con la maggioranza. Nella presente legge quindi abbiamo voluto inserire, con emendamenti mirati, alcuni punti qualificanti quali: la trasparenza e partecipazione civica, la definizione di territorio urbanizzato, con l’inserimento della Carta d’uso del suolo, periodicamente aggiornata; modifica del concetto di interventi edilizi con quello di “Programmi di rigenerazione”, proprio al fine di promuovere solo progetti organici e integrati, nel segno della riconversione ecologica del sistema urbano; quota di alloggi da destinare ad Edilizia pubblica e sociale, prevista per tutte le fattispecie di intervento; bonifica delle aree a carico del proprietario prima del rilascio di qualsiasi titolo edilizio, specialmente per i siti industriali dismessi.

Una legge – spiegano- che dà ai comuni poteri e responsabilità programmatiche e di pianificazione e che esplicita con chiarezza le proprie finalità: rigenerare in particolare gli ambiti periferici e degradati, in disagio sociale ed economico; incentivare la razionalizzazione del patrimonio esistente e riqualificare le aree produttive dismesse, limitare il consumo di suolo, potenziare e completare le opere pubbliche esistenti, potenziare la mobilità in particolare su ferro. Nel testo si specifica che gli edifici e i complessi edilizi dovranno essere tutti in regola o con la concessione in sanatoria già rilasciata, con le opere di urbanizzazione garantite, così come distacchi e altezze; nei programmi dovranno essere chiaramente esplicitate quota di ERP e opere pubbliche e ambientali da realizzare, politiche pubbliche e prescrizioni, quadro economico e partecipazione civica. Sono tutelate le aree agricole dove la riqualificazione è ammessa, ma con precise prescrizioni volte a scongiurare speculazioni, che nelle zone agricole sarebbe particolarmente inaccettabile.

Un lavoro estremamente approfondito quindi che ci vede soddisfatti, che individua nei Comuni i soggetti principali, che garantisce che le politiche sul governo del territorio siano scelte compiute dal basso, con il coinvolgimento dei cittadini, pianifica e non deroga, fornisce impulso all’economia e all’occupazione nel settore edile, si prende cura del territorio.”