Graforubrica. La scrittura filiforme

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Tiziana Agnitelli (Grafologa Forense)

NewTuscia – Cari lettori e care lettrici, in questo nuovo appuntamento voglio parlarVi della “scrittura filiforme”, in grafologia francese appartiene al Genere Forma e ha molte interpretazioni che variano in base all’ambiente grafico e alle altre caratteristiche dei segni grafici dello scrivente.

Il corpo della scrittura della zona media si riduce ad un filo che si dipana sul rigo di base: le lettere interne della parola vengono sostituite da un tratto generalmente ondulato e incomprensibile o poco chiaro, mentre le lettere esterne, meno ridotte, a volte ingrandite, permettono la comprensione e la lettura della parola stessa. Di seguito un esempio di tale genere.

 

grafia
Grafia

 

In questa grafia la comprensione e la chiarezza non sono però totalmente compromesse.

Generalmente si sceglie il filiforme per semplificazione, le persone attive e/o pressate risparmiano energia di movimenti e di tempo, i malati e/o i pigri usandola attuano uno sforzo minore e invece, per chi tende alla falsità e all’essere sfuggente tale forma gli dona quell’imprecisione e quei contorni sfumati su cui può giocare e che va cercando; infatti, il desiderio di ambiguità è totalmente appagato dal carattere incomprensibile e oscuro del tracciato filiforme.

Le interpretazioni sono sia positive che negative su diversi fronti: intellettivo, affettivo e lavorativo; comunque di base il filiforme esprime a livello psicologico un’ambivalenza e pertanto, possono coesistere insieme sia gli aspetti positivi che quelli negativi e possono riassumersi: nella capacità di adattamento, nell’abilità su più fronti, nella capacità di variare, inoltre, in un contesto grafico vivace e tonico si presuppone un’intelligenza vivace, dell’inventiva, improvvisazione di soluzioni, ispirazione, sogno. L’affettività è generalmente sofferta o sfuggente, sussiste il bisogno di sentirsi liberi, ma allo stesso tempo potrebbe aversi un atteggiamento da reazionari conformisti per ciò che riguarda gli affetti intimi e familiari. Capacità ad approfittare delle circostanze, fuga dalle responsabilità, superficialità, precipitazione e agitazione, manipolazione dell’altro, dissimulazione, fuga dalla realtà.

Insomma un mondo complesso e sfaccettato. Un Giano Bifronte… che ispirò una frase di Pirandello: “perché civile, esser civile, vuol dire questo: dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombe; in corpo fiele, in bocca miele”.