Fondazione: “L’assessore Tofani si deve dimettere”

NewTuscia – VITERBO- Esattamente un anno fa, Maurizio Tofani veniva nominato dal sindaco Leonardo Michelini, con proprio decreto, assessore alle politiche per l’ambiente e la qualità della vita, igiene urbana, illuminazione pubblica, servizi cimiteriali, protezione civile, impianti tecnologici e servizi a rete; l’ennesimo assessore della giunta Michelini che non ha certo brillato per la sua competenza e il suo tempismo.

In questo momento l’assessore Tofani si distingue maggiormente per il suo atteggiamento distaccato e sopra le righe, visto che si è ben guardato dal rispondere a quanto FondAzione per la Tuscia gli aveva maurizio_tofani_201502131142230_x8zoe6313lw2ohpiuq2gszze8domandato nei giorni scorsi a proposito del mancato ritiro dei rifiuti ingombranti da parte di Viterbo Ambiente.

Un atteggiamento, quello di Tofani che, a pensarci bene, ci ricorda la memorabile scena del film “Il marchese del  Grillo”, magistralmente interpretato da Alberto Sordi che, rimesso in libertà dall’arresto di un incauto gendarme, si rivolge ai popolani fermati con lui con una frase che resta sempre beffardamente attuale “…mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un ca…”.

Proprio così, caro assessore Tofani, con il suo silenzio su un argomento così rilevante e peculiare ha dimostrato non tanto insensibilità nei confronti di una formazione politica qual è FondAzione per la Tuscia ma, più colpevolmente, ha manifestato un esecrabile disinteresse nei  confronti dei cittadini che, invece, speravano di conseguire una idonea soluzione all’ennesimo disservizio  riscontrato nell’Amministrazione Michelini.

Ci consenta rammentarle, caro Tofani, che con le  tasse dei viterbesi viene retribuito anche il suo stipendio da assessore e il suo compito resta non solo quello di lavorare sui problemi portati alla sua attenzione, ma anche fornire i chiarimenti richiesti visto che, prestigio ed esperienza non le mancano di certo nel ruolo da lei ricoperto, altrimenti rassegni le dimissioni con urgenza, non tanto per assecondare le diatribe della politica ma, in primis, per salvaguardare la sua dignità di professionista e di uomo che può vantare una storia nella politica viterbese, soprattutto in quella urbanistica, il suo vero cavallo di battaglia.