Consiglio straordinario sui rifiuti, maggioranza ancora assente. Marini (Fi): “Hanno paura di loro stessi”

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NewTuscia – VITERBO – Ennesimo consiglio comunale straordinario saltato. Dopo quello del 15 giugno scorso sugli impianti sportivi, a Viterbo la minoranza trova di nuovo solo se stessa nella sala consiliare del Comune di Viterbo. Eccezion fatta per il sindaco Michelini (bombardato di telefonate) e l’assessore all’ambiente Maurizio Tofani (stranamente felice, malgrado l’evenienza). sala consiglio comunale viterbo

A spiegare un bis così triste difficilmente si trovano le parole. Ma, tant’è! Evidentemente la maggioranza o non considera il tema dei rifiuti, degenerato fino all’incendio della struttura di Casale Bussi delle scorse settimane che ha portato all’emanazione dell’ordinanza del sindaco Michelini per la sicurezza pubblica.

Ebbene. Lo spettacolo, ironizzando, è sempre quello: temi che a Viterbo stridono e una maggioranza che non ne vuole parlare. Nel caso degli impianti sportivi perché, secondo Michelini e gli altri, il consiglio comunale in seduta ordinaria basta e, anzi, già ha stanziato fondi sull’impiantistica. Magari un pensiero alle lamentele della dirigenza della Viterbese calcio sull’assenza di un campo di allenamento e il generatore di corrente dello stadio, pagato sul fotofinish, avrebbero consigliato almeno di riferire in aula.

Nel caso dei rifiuti, ancora di più, è inspiegabile l’assenza della maggioranza. Un tema delicato e di stringente attualità, con intere aree ormai discariche “fisse” abusive a cielo aperto e, come detto, un rogo forse doloso all’impianto di trattamento di Casale Bussi, certamente imporrebbe serietà e responsabilità alla maggioranza.

“Sono degli irresponsabili – ci ha detto poco fa il consigliere comunale di Forza Italia, Giulio Marini – e credo siano mancati per la paura di andare sotto comunque. Questa maggioranza non esiste più. Ormai si va avanti non si sa più per quale motivo. Evidentemente a Michelini e i suoi il caos rifiuti non sta a cuore. Davvero non sappiamo più né cosa né cosa fare”.