La luna splendente di Faleri Veteres come palcoscenico per l’Oreste di Euripide messo in scena dagli studenti del Liceo Classico Colasanti di Civita Castellana

Stefano Stefanini

054NewTuscia – CIVITA CASTELLANA – È ancora forte l’eco della  coinvolgente serata  di teatro , quando, nella cornice suggestiva del Belvedere Faleri Veteres di Civita Castellana, gli studenti del Liceo Classico Colasanti hanno rappresentato la tragedia Oreste di Euripide.

Anche per chi non fosse un cultore di mitologia greca –  ci precisano dal Liceo Classico Colasanti –   la saga degli Argivi è sicuramente un esempio intricante di vicende appassionate e tragiche. Tradimenti, uccisioni, vendette si susseguono da una generazione all’altra, in un intreccio complesso di relazioni familiari e di odi mai completamente sopiti.

Il regista Raffaele Castria, con il quale il  liceo di Civita Castellana  ha un ormai un sodalizio ventennale, ha pensato bene così di ambientare l’ormai tradizionale spettacolo di fine anno, che chiude le attività del laboratorio teatrale, in una Sicilia, la cui natura calda e assolata è stata riprodotta attraverso il canto delle cicale, che ha accompagnato tutta la rappresentazione.

È la Sicilia delle faide familiari, della violenza perpetrata in nome dell’onore, del rispetto, della famiglia. I personaggi dell’Oreste euripideo sono boss mafiosi che girano con la scorta armata. E anche le donne, come la protagonista femminile, Elettra, non sono estranee alla vendetta e all’omicidio.

La scena si apre sul palazzo di Argo dove ormai si è consumato il delitto più turpe il matricidio compiuto da Oreste, aiutato dall’amico Pilade e dalla sorella Elettra. Oreste giace a terra impazzito dall’orrore del suo misfatto, Elettra e il coro lo piangono come fosse morto.

Intorno a lui ruotano gli altri personaggi della vicenda: Menelao, pavido, insinuante, antieroe per eccellenza. Menelao è lo zio di Oreste, è riuscito a tornare da Troia con la sua donna, Elena, proprio grazie al sacrificio di suo fratello Agamennone, eppure non sa fare altro che mettersi dalla parte di chi ha il potere, trincerandosi dietro il falso rispetto della legge.  Paride invece l’amico fedele sostiene Oreste e lo incita e andare fino in fondo con un ultimo azzardato colpo di mano. La vicenda tocca il vertice della drammaticità quando appunto Oreste, condannato dagli Argivi, tenta il tutto per tutto, tentando di uccidere Elena e prendendo in ostaggio la figlia di Menelao, Ermione.

Compare però in scena, un Apollo bifronte, Deus ex machina, padrino dei padrini, che in dialetto siciliano riporta tutti all’ordine, quel cosmos che il Greco non deve mai turbare, ristabilendo gerarchie, combinando matrimoni e obbligando a dimenticare vecchie ruggini e dissapori, ma soprattutto inneggiando alla pace.

Diretti, come sempre magistralmente, da Raffaele Castria che quest’anno ha portato sul palco ben trentasei attori, molti giovanissimi, i ragazzi del liceo classico hanno saputo ben valorizzare la splendida cornice del Belvedere Faleri Veteres con un pubblico da grandi occasioni.

Quest’anno ancora più degli altri anni va l’ apprezzamento  degli alunni alla prof.ssa Mariotti che faticosamente ogni anno accetta la sfida di riproporre un progetto così ambizioso, viste le difficoltà che si sono incontrate fino a quarantotto ore prima dello spettacolo, quando è stata chiara l’indisponibilità del teatro Florida e la necessità di trovare un’altra location idonea alla rappresentazione .

E’stata data l’occasione agli studenti del Colasanti di usufruire di uno spazio quasi naturale al teatro classico. A tale proposito un ringraziamento al vicesindaco prof. Contessa che ha dato la sua piena disponibilità e il suo supporto affinché tutto questo potesse realizzarsi.

L’Amministrazione comunale è stata rappresentata anche dall’assessore Losurdo che ha portato i saluti del Sindaco e ha sottolineato che Civita Castellana ha il suo futuro nella cultura. Estremamente soddisfatto il Dirigente Scolastico prof. Bonelli che alla fine dello spettacolo ha preso la parola per ringraziare in primo luogo i ragazzi e il regista Castria che hanno saputo rendere il testo classico così vicino alla sensibilità di ciascuno dei presenti e poi alla prof.ssa Mariotti che crede ancora in questa attività. Una serata da ricordare a detta di tutti i presenti che auspicano che la scuola sia sempre più luogo di grandi momenti di aggregazione culturale.

 

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