Graforubrica. Book Lady

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Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Cari Lettori e care Lettrici, occorre ricordare che la firma o la grafia “cristallizza” un momento di vita, pertanto “esprime” delle caratteristiche attraverso i segni grafici che sono uniche per ognuno di noi, fissando un’ograforubricarma che va “interpretata” come un quadro, poi ognuno esprime in diversi modi ciò che vede. L’Uomo in senso generale è un essere “in divenire” e reca con sé un bagaglio di esperienze di vita, di studi e di relazioni che “imprime” nella grafia, che ovviamente negli anni può “mutare”, essendo la vita in movimento, ma l’essenza di quella persona che scrive è unica, come le sue impronte digitali, sempre che non esegua una “scartavetratura” delle stesse o effettui un “lavaggio del cervello” rendendosi in questo modo senza ricordi, né passato.

Di seguito potrete osservare le firme di una mia cara amica che ho denominato Book Lady per il lavoro che fa con professionalità: la prima me l’ha resa nell’ambito dello studio sulle firme forensi qualche anno fa, mentre la seconda in questi giorni, in modo tale da “osservarne” i mutamenti grafici.

firma1

Le due firme, negli anni, mantengono lo stesso “engramma” ideativo, si tratta di una grafia chiara e veloce, la scrivente è un’attivista “sempre in movimento”, infatti l’unico distacco del filo grafico si ha nel nome, ha capacità di sintesi e possiede un pensiero logico deduttivo, tende a “razionalizzare” e a non mollare davanti alle difficoltà (aste barré). Persegue i propri obiettivi con dinamicità, ma allo stesso tempo si pone agli altri con “grazia ed eleganza” (lettera c a chiocciola e curvilineità) e anche con diplomazia (rigo sinuoso e presenza di lacci). E’ uno spirito generoso con degli ideali e valori (predominanza della zona superiore), ma non dimentica la concretezza della materialità, restando però nella propria rettitudine morale. Sa difendersi (acuminazioni lanciate) e arriva dritta all’essenziale o al “cuore” del problema. Senza fronzoli. La sigla è la “summa” della sua essenza.

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Negli anni cambia l’ampliamento tra le lettere, vi si rispecchia una fiducia maggiore nelle proprie autonome capacità, si ha più respiro, pertanto c’è più fluidità anche nella gestione di eventuali “intoppi” della vita quotidiana e per la lettera “d” che simboleggia il rapporto tra femminile e maschile, la scrivente ha scelto la gentilezza dell’occhiello rispetto all’angolosità dell’asta precedente: si è resa conto che un sorriso e una “morbidezza” fanno miracoli sul “maschile”. Osservando le firme mi sovviene un brocardo latino: Flectamur facile, ne frangamur. Buone cose alla mia amica “book lady”.