Panunzi su approvazione legge per la rigenerazione urbana

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NewTuscia – ROMA – La Sesta Commissione del Consiglio regionale ha approvato oggi la proposta di legge numero 365 “Norme per la rigenerazione urbana e il recupero edilizio”. Si tratta di un testo tendente a mettere ordine in una materia complessa, atteso da tempo, che peraltro ha avuto il via libera a due giorni dalla scadenza del Piano Casa di cui non è prevista alcuna proroga. In effetti abbiamo licenziato un testo che non ha valore né derogatorio né temporaneo, ma di una legge ordinaria  destinata a permanere nell’ordinamento normativo regionale. L’obiettivo è quello di favorire interventi che, oltre ad un generalizzato miglioramento del patrimonio edilizio esistente, contribuiscano alla riqualificazione della “città pubblica”, alla realizzazione delle infrastrutture delle attrezzature nelle aree degradate ed alla integrazione dei servizi nelle aree urbane. Il dibattito in Commissione è stato serrato ed articolato e ha apportato modifiche al testo base presentato dalla Giunta. E’ sinceramente sentito il ringraziamento  all’assessore Michele Civita, ai consiglieri  e a tutti  i commissari per questo risultato di sintesi delle esigenze rappresentate . La legge ora passa al Consiglio per l’approvazione definitiva.

Enrico Panunzi
Enrico Panunzi

Sono 9 articoli e si attribuisce peraltro alle amministrazioni comunali un ruolo centrale nella   scelta,  nella valutazione e nella programmazione  negli interventi di rigenerazione urbana e di recupero edilizio. Fondamentali le previsioni  in materia di efficientamento energetico e miglioramento sismico del patrimonio edilizio. Sono stati approvati emendamenti sulle zone agricole fornendo risposte  alle esigenze ed attività specifiche delle stesse, completando per così dire le previsioni dell’agosto scorso sulla multifunzionalità. E’ stata demandata ai Comuni la decisione sull’istituzione del pagamento del  contributo straordinario.

 

Altro importante emendamento quello che ha chiarito le previsioni  introdotte con la proroga prevista dalla legge di stabilità, eliminando le disparità tra quanti dovevano attenersi al piano casa presentando le domande entro il 31 dicembre 2016 e quelle presentate dal 1 gennaio 2017 al 1 giugno, prevedendo ulteriori 30 giorni per la presentazione della documentazione a corredo. Fondamentale anche l’emendamento presentato dalla “Commissione Terremoto” che consente ai Comuni del cratere, come individuati nell’allegato 1  del DL 189/2016, e nella sola fase di ricostruzione, varianti al Piano di Fabbricazione.

 

Nei primi due articoli sono affrontate le disposizioni che definiscono, rispettivamente, finalità e ambiti di applicazione della legge e disciplinano i programmi di rigenerazione urbana.

Sono previsti interventi nelle  zone individuate dal Piano territoriale paesistico regionale (Ptpr) come “paesaggio degli insediamenti urbani” e “paesaggio degli insediamenti in evoluzione. L’articolo 2 definisce invece il ruolo dei Comuni nella definizione degli ambiti territoriali per interventi complessi per riqualificare il contesto urbano e dotarlo di opere pubbliche. Sono poi previsti articoli che riguardano le disposizioni per il cambi di destinazione d’uso degli edifici (articolo 4), gli interventi da attuarsi con il permesso di costruire convenzionato (articolo 6) e le dotazioni territoriali e le disposizioni comuni (articolo 7). L’art. 7 bis  invece riguarda le aree demaniali e gli arenili.

Tra le norme da segnalare quella secondo cui toccherà ai comuni, anche su proposta dei privati, individuare gli ambiti territoriali di riqualificazione urbana e recupero edilizio nei quali saranno consentiti – acquisito il titolo abilitativo o il permesso di costruire convenzionato – interventi di ristrutturazione edilizia o di demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti con il riconoscimento di una volumetria o di una superficie lorda aggiuntive al massimo del 30 per cento. Consentiti i mutamenti di destinazione d’uso previsti dagli strumenti urbanistici generali vigenti o compatibili e complementari all’interno di specifiche categorie funzionali.  Consentite, a particolari condizioni dettate dalla futura legge, le delocalizzazioni delle ricostruzioni in aree trasformabili all’interno dell’ambito territoriale. Introdotto un incremento delle premialità del 5 per cento nel caso in cui gli interventi siano realizzate attraverso concorsi di progettazione per garantire una maggiore qualità degli interventi stessi. Sono state invitate in audizione 32 associazioni di cui 23 sono intervenute apportando validi contributi con osservazioni specifiche.

Al di là degli aspetti tecnici quello da mettere in evidenza è che siamo di fronte ad una legge che ha diverse finalità: incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, promuovere e agevolare la riqualificazione di aree urbane degradate, limitare il consumo di suolo (in aderenza ai dettami europei), provvedere alla sicurezza statica dei manufatti edilizi anche mediante interventi di adeguamento sismico, favorire lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili.