Orte sotterranea e l’Associazione Veramente Orte tra le 14 eccellenze regionali della cultura nella Tuscia

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La prossima valorizzazione della città portuale di Seripola sul Tevere del II secolo a.C.

Stefano Stefanini

Riccardo Valentini
Riccardo Valentini

NewTuscia – ORTE – Il consigliere regionale prof. Riccardo Valentini ha reso noto che tra le 14 eccellenze selezionate per la Tuscia  nelle buone pratiche per la valorizzazione, promozione e comunicazione del Patrimonio culturale della regione Lazio e’ stata riconosciuta l’Associazione Culturale “VeramenteOrte”, soggetto gestore dell’ufficio turistico, dei siti archeologici e dei musei del Comune di Orte, in particolare per la valorizzazione del sito “Orte sotterranea”, che ha registrato nel 2015 e nel 2016 un numero di presenze davvero inaspettato.

“In primo luogo è importante sottolineare come l’incremento numerico di turisti ipotizzato nel corso della stagione può essere confermato alla luce dei dati definitivi” – ha dichiarato il presidente dell’Associazione, l’archeologo Giancarlo Pastura. “Infatti, stando alle presenze regolarmente registrate, paganti e non paganti, sono circa 10000 gli accessi ai siti archeologici, il 90 % dei quali al complesso di Orte Sotterranea. Dunque le bellezze ipogee di Orte – ha continuato Pastura – non hanno nulla da invidiare alle realtà più conosciute ed affermate a livello nazionale, come dimostrato anche dall’attenzione che da tempo e’  stata rivolta al Sito dalla celebre rivista di settore Archeo  e dall’ospitalità che Regione Lazio ha offerto alla promozione della città sotterranea  nel corso della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Inoltre, bisogna sottolineare il lavoro dietro le quinte svolto con solerzia dei membri dell’Associazione i quali hanno investito i ricavi di tutte le attività per il mantenimento di tutto il complesso monumentale di Orte Sotterranea e dei Musei.

L’archeologo Giancarlo Pastura ricorda di aver  raggiunto un accordo con la Soprintendenza per investire sul porto romano sul Tevere di Seripola del II secolo a.C. ma intoppi burocratici hanno rallentato l’iter di attuazione degli interventi per la riapertura del sito archeologico fluviale unico nel suo genere.

Grazie al lavoro dell’archeologo dott. Stefano Del Lungo e ai rapporti sempre più collaborativi i  con la Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, stanno tornando a Orte tutti i ricchi materiali provenienti dagli scavi di Seripola, inizialmente confluiti nei magazzini di altri musei statali.

Logicamente all’attività legata alla promozione del territorio, sulla quale si è investito con la creazione di un primo vero e proprio portale turistico e con la produzione di materiale pubblicitario, ci sono tutte le attività di ricerca promosse dal Museo Civico Archeologico che si stanno concretizzando  nella presentazione di un volume miscellaneo, che confluirà all’interno della collana Quaderni del Museo Archeologico, in cui saranno da colte le ricerche archeologiche condotte sul territorio negli ultimi anni.

Ricordiamo che Orte Sotterranea è nata dalla collaborazione tra il Comune di Orte,  la direzione scientifica del Museo Civico, in collaborazione con Università della Tuscia, l’Ente Ottava Medievale e la Pro Loco di Orte.  Fanno parte dei siti visitabili  della città sotto la città una cisterna e un cunicolo laterale del condotto principale che permette di prolungare la visita del cunicolo stesso che percorre la dorsale che dalla fontana ipogea in Piazza della Libertà giunge nella taverna della Contrada di San Sebastiano.

L’Associazione Culturale Veramente Orte e la direzione scientifica del Museo Civico Archeologico hanno inaugurato in questi ultimi anni un nuovo percorso sotterraneo di Via Venezia, denominato Pozzo di Cocciopesto. Nella stessa occasione è stato aperto al pubblico anche il Pozzo romano di via Gramsci, sempre nel sottosuolo del Centro Storico della Città del Tevere.
La valorizzazione di questi nuovi ambienti sotterranei sarà completa solo con la riapertura della fruibilità del prestigioso suggestivo Ninfeo, per il quale cittadini e cultori dell’archeologia si augurano una rapida soluzione della controversia tra comune e parte privata.