Bassano Romano, sanità: una donna muore per una piaga di decubito. Depositata la CTU Consulenza Tecnica d’Ufficio nella causa contro l’ADI Assistenza Domiciliare Integrata della ASL di Viterbo

NewTuscia – VITERBO –  Il caso giudiziario di Vittorina Nicodemi la donna residente a Bassano Romano deceduta il 7 agosto 2012 a causa di una piaga di decubito al tallone.

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E’ stata depositata  la relazione definitiva della CTU Consulenza Tecnica d’Ufficio chiesta dal Giudice civile del  Tribunale di Viterbo nella causa di risarcimento danni per la morte della madre intentata dal figlio, il dott. Giorgio Bernardi, nei confronti dell’ADI Assistenza Domiciliare Integrata della ASL di Viterbo e di un Medico di Medicina Generale di Bassano Romano.

Il CTU è il Dott. Franco Barbabella, ex Direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Orvieto. Scrive il CTU che “…..la causa di morte è avvenuta per scompenso cardiocircolatorio acuto da shock settico (sepsi) su focolaio da ulcera da decubito non adeguatamente seguita e curata. Nella morte dovuta a sepsi si intravede un comportamento, da parte dei sanitari dell’ADI e del medico di MMG, incongruo, imprudente e disorganizzato nel percorso terapeutico: ritardo della consegna del materassino antidecubito, mancanza di documentazione scritta delle terapie effettuate, mancanza di regolarità di assistenza domiciliare con omissione del rinnovo delle fasciatura, ritardo dell’esame colturale delle piaghe da decubito.

Si evidenzia inoltre che è stata mal valutata la comorbilità delle altre patologie ….di cui era affetta la sig.ra Nicodemi Vittorina, descritte sull’avviso di morte e non essere ricoverata prima del 05/08/2012.….si può affermare, nel caso in esame, rispondendo ai quesiti posti dal giudice, che la causa di morte (sepsi) o, meglio detta, scompenso cardiocircolatorio acuto da shock settico è in relazione al focolaio da ulcere da decubito, vi è quindi una relazione stretta tra ulcera – sepsi – morte. E’ altresì ravvisabile da parte dei sanitari che l’hanno tenuta in cura (A.D.I. della ASL di Viterbo e del MMG) un comportamento incongruo, imprudente e disorganizzato….”.

La causa civile prosegue con l’udienza del 7 giugno 2017 durante la quale saranno ascoltati dei testimoni.

Il figlio della paziente deceduta ha intanto chiesto alla Regione Lazio Ufficio Requisiti Autorizzativi e di Accreditamento la revoca delle autorizzazioni per l’ADI Assistenza Domiciliare Integrata della ASL di Viterbo.

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