Un treno storico a vapore porterà ad Orte da Roma con 600 ferrovieri

Simone Stefanini Conti

Orte
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NewTuscia – ORTE – Saranno due domeniche di visite al Centro Storico e ad Orte sotterranea quelle del 14 e del 21 maggio, che vedrà 600 aderenti al Dopolavoro Ferroviario di Roma partire con il treno storico a vapore da Roma Tiburtina, percorrenza della linea storica che attraversa la verdeggiante valle del Tevere con arrivo previsto alle ore 10, alla stazione di Orte.

A cura del Comune di Orte, che ha organizzato la due giorni in collaborazione con il DLF di Roma e di Orte, i ferrovieri-turisti verranno condotti nella visita ad una mostra storica allestita  dal DLF locale con Divise storiche e strumenti di lavoro di decenni precedenti.

La visita   a Orte Sotterranea ed ai Musei della Città e potranno gustare le tipicità’ della cucina presso le caratteristiche Taverne di Contrada, apprezzeranno un piccolo Concerto dell’Organo Storico in Cattedrale e godranno dello spettacolo dei Piccoli Sbandieratori della Città di Orte,  a cura dell’Ente Ottava Medievale.

L’iniziativa e’ particolarmente significativa dopo l’approvazione da parte della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati del progetto di  legge sulle Ferrovie storiche e le iniziative del Comitato per la riapertura della Linea storica Orte-Capranica-Civitavecchia, che ha curato una iniziativa similare con un viaggio di un convoglio di locomotiva a vapore e carrozze storiche in occasione del Carnevale.

La valorizzazione delle Ferrovie Storiche e sui treni Storici  è concretamente possibile con  l’’ approvazione allunanimità in Commissione Trasporti della Camera dei Deputati della proposta di legge n 1178 per le ferrovie turistiche, a prima firma dellon. Iacono, che include la Civitavecchia Capranica Orte.

La ferrovia storica  darebbe  centralità alle questioni che interessano i cittadini e cioè la creazione di posti di lavoro e una migliore qualità della vita.  Come sostenuto dal Comitato per la riapertura della linea Orte-Capranica-Sutri-Civitavecchia: “con lo sguardo attento al territorio e a ciò che offre, emerge netta la necessità di chiedere il suo riequilibrio, enormemente squilibrato nei confronti di Roma metropolitana e quindi mettere in atto iniziative anche legislative per la creazione dell’AREA TUSCIA-ETRURIA-UMBRIA di cui faccia parte il viterbese, la parte alta della provincia di Roma con Civitavecchia e il suo Porto, Grosseto, Rieti e l’Umbria (Terni, Orvieto, Perugia ). Alcune iniziative prese negli ultimi tempi, anche se molto lentamente, vanno verso questa ipotesi.

La creazione del distretto turistico dellEtruria meridionale, lalleanza tra territori CIVITER (Civitavecchia-Viterbo-Terni-Rieti), vanno accompagnate dalla progettazione di unAREA che crei occupazione in loco,  nel Centro Italia e con le infrastrutture necessarie. Diversamente rischiano di rimanere asfittiche e non propulsive di sviluppo.

Il piano di bacino dei trasporti redatto dall’Università della Sapienza e approvato dal consiglio provinciale di Viterbo all’unanimità è la cartina di tornasole che può aiutare a comprendere meglio la situazione attuale e cosa fare per rompere l’isolamento. In esso preminente è la scelta di allacciare la Provincia di Viterbo al Porto di Civitavecchia, al Centro Italia (Terni-Perugia-Assisi-Rieti) attraverso la Trasversale stradale e la ferrovia Civitavecchia-Capranica-Orte, quindi Porto di Civitavecchia e Interporto di Orte, il  Mar Tirreno con il Mar Adriatico.

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