Terni. Dalla maggioranza sostegno al sindaco e all’assessore Bucari

panoramaterniNewTuscia – TERNI – A seguito delle notizie sugli arresti domiciliari per il sindaco Di Girolamo e l’assessore Bucari, si è riunita oggi pomeriggio a Palazzo Spada la maggioranza del consiglio comunale che ha espresso “la convinzione che il sindaco Di Girolamo e l’assessore Bucari saranno in condizione di chiarire ogni aspetto della vicenda e la legittimità del loro operato”. “La maggioranza ha deciso di assicurare la funzionalità dell’amministrazione comunale sotto ogni profilo per quanto riguarda la giunta, il consiglio comunale e le commissioni, onorando gli impegni assunti e le scadenze pendenti”.

Cecconi e Crescimbeni: “Dimissioni immediate del sindaco”

In seguito alle notizie sugli arresti domiciliari nei confronti del sindaco e dell’assessore Bucari alcuni consiglieri comunali hanno diffuso in serata delle note per esprimere la propria posizione. “L’arresto cautelativo del sindaco non è conferma di colpevolezza in forma definitiva – scrive Paolo Crescimbeni del Gruppo Misto – tuttavia il sindaco Di Girolamo avrà la sensibilità di rassegnare subito le proprie dimissioni che, ai sensi dell’art. 141 D. Lgs. 267/2000, daranno luogo allo scioglimento del consiglio Comunale ed alla nomina di un Commissario Prefettizio. I cittadini dovranno poi essere chiamati ad eleggere nuovi rappresentanti nei tempi minimi possibili. Ogni esitazione e ritardo accrescerebbe il danno già grave inferto alla città”.

Anche per Marco Cecconi (FdI) “Un provvedimento restrittivo della libertà personale non è una sentenza di condanna, tanto quanto non lo era (men che meno) un avviso di garanzia”.“Certo è che le motivazioni addotte dalla Procura nella sua lunga nota sono agghiaccianti: perché configurano una prassi fuori-legge ascrivibile a quello che si chiama “sistema” o regime”, come noi abbiamo sempre denunciato riferendoci innanzitutto a responsabilità etiche e politiche, prima ancora che penali”.

“Certo è che, adesso, dal sindaco e dal suo assessore ai lavori pubblici, anche un bambino si aspetta un sola cosa: che facciano quello che noi gli avevamo suggerito di fare già da mesi, quello che – fatto ieri –  sarebbe stato più onesto ed oggi appare comunque imprescindibile, ovvero andarsene, dimettersi, occuparsi del processo, visto che nessuno può governare “da casa” senza poterne uscire ed avere altri contatti se non con i familiari stretti. Certo è – conclude Cecconi – che oggi è un giorno di grande umiliazione per la città: che non si merita un’ulteriore eventuale prolungata agonia”.