Viterbo la zona del Lazio dove si respira meglio

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Stefano Stefanini


NewTuscia – VITERBO – Secondo la ricerca di Legambiente “Mal’aria di città 2016”, nel 2015 ben 48 città italiane sono risultate fuorilegge oltre il livello di Pm10. Maglia nera a Frosinone Scalo con 115 sforamenti   Legambiente: “Per contrastare lo smog serve una strategia nazionale per la qualità dell’aria e un piano per una nuova  mobilità”.

Nel 2016  Viterbo  non ha  mai superato la soglia di Pm 10. A  Frosinone la maglia nera dell’inquinamento atmosferico della regione Lazio, avendo superato  la soglia minima nel corso del 2016 per 85 giorni.   Frosinone è risultata  la  seconda  città  più inquinata  d’Italia dopo Torino, mentre al terzo posto si è posizionata Milano.   Rieti ha superato il limite di guardia  sei volte, mentre  Latina in tre giorni.  A Roma  nel 2016 il livello di guardia è stato superato  13 volte sulla Tiburtina, 10 a  largo Preneste e in Via Magna Grecia, ed 8 giorni a Corso Francia.

A conferma di ciò  l’analisi dei dati scientifici di Mal’Aria di città 2016, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane.

Delle 90 città monitorate dall’associazione ambientalista nella campagna PM10 ti tengo d’occhio, nel 2015 ben 48 (il 53%), hanno superato il limite dei 35 giorni di sforamento consentiti di Pm10. Le situazioni più critiche si sono registrate a Frosinone che guida anche quest’anno la classifica dei capoluoghi di provincia dove i giorni di superamento nel 2015 sono stati 115; seguita da Pavia con 114 giorni, Vicenza con 110, Milano con 101 e Torino con 99. Dei 48 capoluoghi fuori legge il 6% (Frosinone, Pavia e Vicenza) ha superato il limite delle 35 giornate più del triplo delle volte, andando oltre i 105SMOG DALLO SPAZIO giorni totali; il 33% lo ha superato di almeno due volte e il 25% ha superato il limite legale una volta e mezza.

La politica antinquinamento  dei comuni. Lo stato di attuazione del “Protocollo d’intesa” tra Governo,  Regioni e Comuni del 7 gennaio 2016: una traccia ecologica per le amministrazioni comunali.

 Il “Protocollo d’intesa” sottoscritto tra Ministero, Conferenza delle Regioni  e Comuni italiani il 7 gennaio 2016  rappresenta  la traccia operativa  per migliorare la qualità dell’aria mira prioritariamente ad  incoraggiare il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni, disincentivare l’utilizzo del mezzo privato, abbattere le emissioni, favorire misure intese ad aumentare l’efficienza energetica.

Il documento  disciplina la collaborazione tra le parti, al fine di definire e attuare misure omogenee su scala di bacino per il miglioramento e la tutela della qualità dell’aria e la riduzione delle emissioni di “gas climalteranti”, con interventi prioritari nelle città metropolitane, utilizzando in modo coordinato gli strumenti normativi e finanziari previsti dall’ordinamento, promuovendo altresì il coordinamento delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria da parte del sistema delle Agenzie regionali di Protezione Ambientale e dell’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA, le azioni di informazione e divulgazione mirate alla corretta comunicazione dei rischi ambientali e sanitari ai cittadini.

In particolare in Italia Governo, Regioni e Comuni si sono impegnati a  favorire  e promuovere politiche attive in particolare su specifiche materie e azioni positive.   Occorre dare maggiore informazione al monitoraggio dell’aria nei singoli comuni,  vicino a industrie con evidenti immissioni  di gas nell’aria, o nei pressi di vie o di svincoli ad altissima concentrazione di traffico

Il controllo e la riduzione delle emissioni degli impianti di riscaldamento,  il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni, le misure di sostegno e sussidio finanziario per l’utenza del trasporto pubblico, l’introduzione al livello nazionale del limite di 30Km/h all’interno dei centri abitati, la promozione e diffusione di buone pratiche agricole volte alla limitazione delle emissioni di ammoniaca derivanti dalla somministrazione di fertilizzanti azotati, le misure innovative per la dissuasione e la repressione della sosta di intralcio e la sincronizzazione dei semafori con monitoraggio dell’intensità di traffico.

Infine l’omogeneizzazione e soprattutto la condivisione ed l’interoperabilità di dati e informazioni sulla qualità dell’aria quantomeno in tempo quasi reale. Infatti tali dati e informazioni sono oggi disponibili solo sui siti web ufficiali delle singole Agenzie, ma prodotti ed esposti secondo modalità e formati differenti tra loro.

Occorre dare maggiore informazione al monitoraggio dell’aria nei singoli comuni, in quanto i cittadini hanno diritto di sapere anche nei piccoli centri il livello  di  qualità dell’aria che respirano, vicino a industrie con evidenti immissioni  di gas nell’aria o nei pressi di nodi viari stradali  o di svincoli ad altissima concentrazione di traffico, seppur in alcune ore del giorno. Provvedano pertanto le strutture comunali ad adottare provvedimenti  in merito alle risultanze dei monitoraggi sulla qualità dell’aria  e le minoranze in consiglio comunale vigilino sull’applicazione di tali azioni di controllo e prevenzione in ambito di salute pubblica !