M5S Orvieto: Rodari dimenticato dalle istituzioni

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NewTuscia – ORVIETO – Il giorno 14 aprile moriva Gianni Rodari, forse il più famoso autore di letteratura dell’infanzia italiano. Avremmo voluto vedere per quella data, come nei documenti e proposte depositate sin dal settembre scorso, il Comune attivarsi per sostenere l’approvato rilancio del Centro Studi Rodari, soprattutto alla luce degli accordi con le eredi dell’autore ed in vista del centenario rodariano.

Invece è passato un anno dal deposito della proposta di rilancio, approvata da tutte le forze politiche ed accolta con favore dagli istituti culturali e più in generale dalla cultura orvietana, e sono passati molti mesi dal deposito dei progetti e delle iniziative impaludate con ipocrisia intellettuale quando non semplicemente disattese in spregio ad ogni principio di leale collaborazione.

«Un muro di gomma circonda il Centro Studi Gianni Rodari, un esercizio di potere da parte di un’amministrazione priva di idee e capacità che preferisce il tanto peggio a che una buona proposta nata dalle opposizioni giunga non dico al successo ma almeno a compimento. Vergognoso disattendere le proposte per il rilancio e l’anniversario della morte di Rodari. Una figura meschina di fronte alla quale non si può più far passare in cavallerie l’arroganza da burocrati della Giunta che amministra.

Andiamo con ordine partendo dal Bilancio che ha dimenticato gli oneri verso il Centro, forse non incolpevolmente visto che potevano ridurre le chanches di uscire dal predissesto. Non si lavora così, non si getta la polvere sotto il tappeto e vedremo il giorno 18 se in capo al Dup avrà avuto il buon senso di integrare in nota quanto dovuto per accordi presi in tempi precedenti a questa consiliatura. Nel frattempo la mancanza di fondi ha bloccato – sine die – persino la possibilità di fare pulizie od inventariare secondo gli standard bibliotecari il contenuto, complimenti: manca persino la carta igienica nei bagni. Una vera e propria manifestazione di inedia amministrativa, un’onta per il socio pubblico che nel frattempo ha nel centro un tesoro unico per il quale giungono studiosi dall’altro capo del mondo. In mancanza di personale, per fare un esempio, accademici come la docente dell’istituto di italianistica dell’università di Auckland hanno potuto consultare il prezioso trovando le note originali dell’attività teatrale dell’autore che solo ad Orvieto sono conservate e pertanto portano lustro e prestigio alle nostre istituzioni ed alle nostre terre, ed hanno potuto farlo grazie al mio personale impegno volontario e gratuito, nonostante le mancanze che ho troppe volte segnalato. All’istanza scritta di richiesta delle chiavi l’Amministrazione neanche ha voluto rispondere. Incredibile.

L’assessore alla cultura invece, sia quello precedente che quello nuovo a me risultano del tutto assenti o peggio indifferenti: non vi è stata neppure la curiosità di conoscere l’attività pregressa, ormai ferma agli interventi della gestione Concina né tampoco il lavoro di programmazione del Centro che è stato proposto e protocollato dalla sottoscritta e che con grande probabilità giace nel cassetto delle pratiche minori. Mentre alla luce dei fatti devo  amaramente constatare e quindi desumere che si è dato agio di privilegiare palesemente e dunque facilitando altre iniziative di controparte politica dotate di budget , evidentemente, in una avvilente contrapposizione. Giova ricordare che questo avviene in spregio alle decisioni unanimi del Consiglio che rappresentano la volontà popolare e non può essere ignorata senza che vi siano conseguenze politiche, istituzionali ed economiche.

Un immobilismo con l’aggiunta del taglio dei fondi che non porta nulla, davvero nulla, ed è uno schiaffo alle iniziative autonome che associazioni e scuole volenterose e propositive avrebbero potuto coniugare in maniera organica al Centro stesso. Si noti che sul sito istituzionale del Comune non c’è neanche il riferimento al sito internet od ai contatti del centro. Bilanci, quelli del Centro, e conti correnti ormai quasi dormienti accessibili solo a Germani, nel suo doppio ruolo di sindaco di Orvieto e presidente del Centro, e che nonostante le continue sollecitazioni non ne ha ancora condiviso nulla e sul cui capo pende la responsabilità di questa falsa partenza, qualora il tempo passato faccia perdere quei soldi giacenti in quello che può essere diventato con la banca un “rapporto dormiente”  chi li ripagherà? Il nuovo sindaco? O più probabilmente e personalmente il cittadino Germani?

Queste come tante sono le situazioni che vanno monitorate e gestite nell’interesse della collettività, a volta con fermezza da parte di chi, come la sottoscritta, svolge quel doppio ruolo che da un lato deve tutelare e rappresentare gli interessi del Centro Studi dall’altro, in via elettiva, quello del socio che è il Comune di Orvieto, due ruoli non in contrapposizione ma fecondi se intesi ad essere interpretati per il progresso di entrambe le realtà. Il percorso auspicabile è quello di ottenere risultati di prestigio, visibilità e ritorni economici e culturali internazionali senza impegnare ulteriormente le casse comunali. Il mio intero percorso in Consiglio Comunale è sempre stato orientato a questi principi cardine che, tuttavia, non hanno trovato spazio ma dapprima una preconcetta opposizione e diniego, se non peggio la falsa approvazione per poi impaludare come sta accadendo oggi, e come già accaduto in tante altre proposte positive ed formalmente approvate senza però esserne conseguenti.

Emerge una sconfortante costatazione che l’unica presenza deliberativa ed istituzionale di minoranza affidata al M5S all’unanimità, non sia un’espressione di fiducia, ma forse l’occasione di un boccone avvelenato, su cui scaricare una responsabilità privando la cittadinanza di un bene esclusivo, di un privilegio che altre cittadine neanche osano sognare. Ebbene ciò invece per noi rappresenta l’ennesima occasione per rimarcare questo sottosviluppo politico che ha come preminente aspirazione assecondare le logiche di apparato che garantiscono la sopravvivenza dell’Amministrazione a fronte di una soggezione che limita in maniera impressionante la libertà di agire. Ma temo che questa sia un’interpretazione edulcorata della fattuale realtà che invece si concretizza in rozza incapacità, cioè in Amministrazione Comunale probabilmente non sono neanche cattivi è che proprio non sono all’altezza e non capiscono l’importanza di certe opportunità. E mai come oggi che sarebbe dovuto cominciare il triennio rodariano questa constatazione ci risulta davvero penosa.».

Lucia Vergaglia, Capogruppo Movimento 5 Stelle Orvieto