Con le festività pasquali riprendere l’azione di recupero e rivalutazione del “carciofo ortano” come produzione tipica del territorio. A che punto è il progetto?

Stefano  Stefanini

Stefano Stefanini
Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Un auspicio, dopo la riscoperta del carciofo dolce che allieterà le tavole in questi giorni di Pasqua, con le festività pasquali  occorre riprendere l’azione di recupero e rivalutazione del “carciofo ortano” come produzione tipica del territorio, anche con le attività promozionali nei ristoranti e strutture agrituristiche della Città per riprendere una eccellenza della cucina locale, peraltro citata nella trasmissione di RETEQUATTRO “Gusto all’italiana”, la trasmissione sulle tradizioni della cucina, dedicata  da Davide ad Orte qualche mese fa .

Alcuni operatori economici e il comune di Orte avevano lanciato il progetto di recupero e rivalutazione del “carciofo ortano”, una varietà del carciofo romanesco (Cynara cardunculus scolymus) che cresceva lungo il tratto del fiume Tevere che lambisce la cittadina e che negli anni si è differenziata grazie alle particolari caratteristiche climatiche diverse da quelle della zona romana.

Il carciofo ortano si è mantenuto per molti anni negli orti del paese dove gli anziani hanno continuato a coltivare la varietà per tramandarla alle nuove generazioni,affinché la valorizzassero adeguatamente. Questa “antica” coltura ben adattata all’ambiente dove si era diffusa si sta però perdendo a causa del fatto che la tradizione si è tramandata attraverso gli anziani senza una vera base scientifica e molto probabilmente la varietà di carciofo ortano si è imbastardita perché ibridata con cultivar commerciali più diffuse e diverse dalla locale.

Nonostante tutto la tradizione del carciofo ortano – si leggeva nel comunicato di presentazione dell’iniziativa da parte  di Alberto Del Lungo e di Barbara Vitali –  è rimasta e non è raro trovare in alcuni mercati del Lazio e dell’Umbria varietà di carciofo vendute come “carciofo ortano” che non provengono più dal nostro paese, ma che testimoniano, altresì, l’interesse per questa varietà e l’esistenza di possibili filiere di commercializzazione.

A tal fine, proseguendo il progetto già intrapreso, sarebbe opportuno sapere lo stato dellarte e se   lAmministrazione Comunale di Orte, sia stata nuovamente sensibilizzata da alcune aziende agricole, esperti del settore e privati cittadini ortani per rilanciare il Progetto di recupero e rivalutazione del carciofo ortano, volto alla individuazione di ciò che rimane della cultivar locale per selezionarla, rafforzarla geneticamente e introdurla di nuovo nel territorio della nostro comune.

Ricordiamo le fasi del progetto a carattere  scientifico: 1) l’indagine di campo per individuare le cultivar sopravvissute; 2) la caratterizzazione morfologica e genetica; 3) la propagazione; 4) l’iscrizione al Registro Volontario Regionale delle risorse genetiche animali e vegetali d’interesse agrario e zootecnico autoctone del Lazio 5) la reintroduzione e diffusione della cultivar sul territorio ortano per favorirne la commercializzazione.

Il progetto si è avvalso della collaborazione dell’ufficio Biodiversità dell’ARSIAL della regione Lazio, del Dipartimento per l’Innovazione nei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali (DIBAF) dell’Università della Tuscia, di alcune Aziende Agricole locali e di esperti e professionisti locali fra cui Maria Chiara e Cristiana Orlandi della Società Agricola Castel Bagnolo,  Barbara Vitali dell’Azienda Bagnolese,  Federico De Santis, e Alberto Del Lungo, coordinatore tecnico scientifico del progetto.

Nel rilancio del progetto verrebbe confermato il supporto di tutti coloro che fossero interessati a collaborare, incluse le associazioni locali, le piccole e medie aziende agricole, gli esperti di settore, le scuole e tutti i potenziali soggetti interessati. La prima fase del progetto, infatti, prevedeva l’individuazione degli orti dove queste varietà si fossero mantenute e la collaborazione dei proprietari degli orti con i tecnici per effettuare rilievi sulle piante.

Il progetto del carciofo è prerogativa del territorio ortano e la sua rivalutazione oltre che essere una opportunità di recupero delle radici e della storia della nostra comunità mira a contribuire allo sviluppo di indotti economici legati alle filiere agricole e anche alla cultura gastronomica e al turismo del comune di Orte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inserisci la risposta corretta per lasciare il tuo commento *