La processione del Cristo morto di Orte: gesti secolari di condivisione con i più deboli e gli ultimi

               di Stefano  Stefanini

orte processione venerdì pasquaNewTuscia – ORTE – Il Venerdi Santo ad Orte. La processione di più antica tradizione del Centro Italia  è  intimamente legata alle vicende  che in otto secoli hanno caratterizzato la storia della Città, sia sotto il profilo spirituale che della vita civile, il rito religioso vedrà anche quest’anno la partecipazione del Vescovo mons. Romano Rossi e  di migliaia di fedeli.  Le Confraternite, che animano  da sempre la Processione del Venerdì Santo,  rappresentano  l’aggregazione multiforme di uomini e donne che, a partire dall’epoca medievale  e attraverso i secoli, “ ha curato il servizio delle famiglie e delle persone più deboli e povere, creando con contributi personali e lasciti testamentari, le varie opere di soccorso e assistenza, chiese, ostelli ed ospedali, ma anche iniziative legate alla cultura religiosa ed all’arte”…. tutte quelle attività che non rientravano propriamente nelle competenze del comune.

Il ruolo sociale e religioso delle Confraternite nella storia delle città.

Così mons. Delfo Gioacchini riassumeva in uno dei suoi studi tale fenomeno di volontariato, che nel tempo ha saputo colmare e risolvere le questioni dell’assistenza morale e materiale  e dell’inserimento delle fasce più povere della popolazione nella vita sociale della comunità  – oggi riportati da papa Francesco all’attenzione della comunità religiosa e civile,  in particolare con  la cura dei bisognosi, degli ultimi e dei malati, di cui nella storia della Città del Fiume  gli  Ospedali Riuniti costituiscono la realizzazione più significativa.

Oggi alle ore 21 la Via Crucis Cittadina vedrà  impegnata la comunità nel cammino ascensionale del Colle di San Bernardino.

Il colle di San Bernardino  legato alla presenza secolare del Collegio Serafico, per secoli fucina di tanti giovani impegnati nella formazione sacerdotale e umana negli ideali di Francesco di Assisi e di Bernardino da Siena, che vi soggiornò nella sua predicazione itinerante.

I valori della religiosità dei Confratelli sono sollecitati nel corso di un cammino spirituale della Quaresima  proposto  quest’anno dalle Confraternite con l’ausilio  del parroco mons. Mauro Pace e  si esprimeranno, come da ottocento anni, nei gesti della penitenza anonima degli incappucciati scalzi ed incatenati, della solidarietà e convivialità espressa dal consumare il pane della solidarietà dopo la processione.

Arte e religiosità  nel rinnovato rito del triduo pasquale: gli arredi sacri e la tradizione nel rinnovamento delle giovani generazioni di confratelli e penitenti scalzi

Nello spirito di servizio – di carità e assistenza anonima verso i più bisognosi e gli emarginati  –  di valorizzazione del patrimonio religioso e artistico-culturale della città, le Confraternite sono costantemente impegnate nella cura e valorizzazione del Museo storico artistico, arricchito da nuovi oggetti artistici,  degli arredi sacri, delle opere d’arte, e degli oggetti votivi che nell’arco di otto secoli hanno caratterizzato il patrimonio di religiosità della comunità.

La sede naturale del Museo è la sacrestia della Chiesa di S. Croce, gioiello romanico che custodisce la preziosa bara del Cristo Morto databili intorno al 1630 e la Statua della Vergine Addolorata, che ha mantenuto nei secoli l’originario splendore di colori e forme.

Le Confraternite hanno mantenuto le strutture di rappresentanza con il rettore generale, Roberto Rondelli, il camerlengo, i furieri ed un responsabile del patrimonio artistico e le denominazioni: del Santissimo Sacramento,  di Santa Croce, della  Misericordia, della Trinità, di San Pietro, di Santa Maria Le Grazie,  di Sant’Antonio Abate, del Santissimo Rosario e della Madonna del Santissimo Rifugio dei Peccatori o dello “Stendardino”.