Dodici anni dalla morte di Giovanni Paolo II: i ricordi di quando venne nella Tuscia

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – In questi giorni ricorre il dodicesimo  anniversario della morte di san Giovanni Paolo II che  ha lasciato molte testimonianze  nella nostra diocesi di Civita Castellana e nella Tuscia, che ha visitato più volte:  la visita che viene  ricordata  per l’intensità  dei contenuti espressi è quella a Viterbo del 27 maggio 1984.    Tra i tanti discorsi pronunciati: ai cittadini e le autorità a piazza del Plebiscito, ai detenuti del carcere di Santa Maria in Gradi, alle suore nel santuario di Santa Rosa, ai parroci,  agli ammalati ed ai giovani della comunità terapeutica per tossicodipendenti di San Crispino,  sino alla celebre esclamazione: “valeva davvero la pena per un papa venire a Viterbo” pronunciata davanti al trasporto straordinario della macchina di Santa Rosa, ci sembra opportuno richiamare quello pronunciato agli studenti universitari ed ai professori della Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia .giovanni paolo la quercia
“Cari professori e studenti, attendendo al vostro lavoro di alta specializzazione e di grande importanza sociale, non dimenticate mai l’irrinunciabile finalità della scuola, di ogni scuola di qualsiasi ordine e grado: ogni scuola è, per definizione, centro di formazione e di educazione e, dunque, centro per la coltivazione di quei doni di Dio che sono – come dice il Concilio – di diversa natura, sono svariati e numerosi, e costituiscono le autentiche ricchezze dell’animo e del corpo.

Giovanni Paolo II  esortò poi i  giovani “V’è ancora un terzo aspetto della novità di Cristo, che voi giovani siete chiamati a testimoniare di fronte al mondo: è quello di un nuovo rapporto con l’ambiente naturale che vi circonda. L’uomo, soprattutto in questo ultimo secolo, ha fatto un uso delle realtà terrestri che in non pochi casi si è dimostrato irresponsabile: sono molte ormai le voci che denunciano la “crisi ecologica”, da cui è oggi minacciata l’umanità. Occorre imparare a guardare alla natura con occhi nuovi.

A Civita Castellana il 1 maggio 1988 S. Giuseppe artigiano, per la Festa del lavoro.

Tra le altre visite pastorali di Papa Giovanni Paolo II a Viterbo ed alla sua provincia, ricordiamo – tra le altre, quelle nella nostra diocesi, a Civita Castellana in occasione del 1 maggio 1988 S. Giuseppe artigiano, Festa del lavoro e ad Orte, alla Virgo Prudentissima, Vergine Prudente della stazione autostradale: l’appuntamento del 17 settembre 1989, nel corso del quale il futuro santo espresse un insegnamento profondo che ancora oggi la chiesa diocesana evoca con commozione.  Della visita a Civita Castellana ricordiamo le parole ai lavoratori, riuniti nella palestra comunale:     “Come ho detto nell’enciclica Laborem Exercens, il lavoro è “una dimensione fondamentale dell’esistenza umana sulla terra” Chi lavora si pone con ciò in sintonia con la propria vocazione di uomo e di donna; diventa, per così dire, più pienamente uomo e più pienamente donna. E contribuisce, in questo modo, allo sviluppo di “ogni uomo e di tutti gli uomini.”

Se tale è la dignità del lavoro e del lavoratore, cari fratelli e sorelle, possiamo capire quale grande male sia la disoccupazione, che oggi colpisce tanti uomini e donne, giovani soprattutto, che potrebbero e vorrebbero lavorare; e questo anche qui, tra voi, a Civita Castellana.   Certo, la disoccupazione è un grande male, perché impedisce a chi non ha lavoro di guadagnarsi onestamente la vita; e così anche, al limite, di “mangiare”, di formarsi una famiglia e di educare i figli.    Quando la società e i poteri istituzionali non fanno quello che possono e debbono, per venire incontro alla crisi del lavoro nelle sue cause molteplici, un diritto viene negato: il diritto ad avere un lavoro.   È il caso di ritornare su tali principi ancora una volta, in mezzo a voi, in questa celebrazione della vostra dignità, dal momento che tanti tra voi sono senza lavoro e non riescono a trovarlo, o vengono affidati alla cassa-integrazione, la quale non può mai essere una vera soluzione.

La benedizione della “Virgo Prudentissima” allo svincolo autostradale di Orte  il 17 settembre 1989: la catechesi sulla Prudenza, dovere civico e virtù soprannaturale.

Un’indimenticabile catechesi sulla Prudenza come dovere civico sulle strade e come virtù soprannaturale dell’animo umano fu tenuta il 17 settembre 1989 dal successore di Pietro, “venuto da lontano”, presso la stazione autostradale di Orte, agli operatori della Società Autostrade, alle forze di Polizia ed in modo particolare agli automobilisti che percorrono le strade spesso con  eccessiva fretta.  L’occasione della visita papale fu quella della benedizione della statua della Vergine Prudentissima, realizzata dallo scultore viterbese Roberto Joppolo, commissionata ed installata dalla Società Autostrade nei pressi dello svincolo di Orte a ricordo dell’anno mariano, a metà del tragitto che collega Roma ad Assisi, percorso nel 1210 da San Francesco nel suo viaggio alla Sede apostolica.    Giovanni Paolo II torna oggi a ripeterci: “ La vita di Maria fu più volte segnata dalle esigenze del cammino, Maria sa che cosa  vuol dire camminare per le strade della terra, con tutti i pericoli e gli imprevisti che ciò comporta.  Maria e Suo Figlio sono i modelli per l’ Uomo contemporaneo, per aver percorso il cammino terreno con lo sguardo vigile alle necessità dei fratelli.”

La prudenza nella guida, l’attenzione generosa ai compagni di viaggio portano ad impegnarsi  nel cammino perché  “sereno sia il viaggio”,  “ il percorso sia ricco di esperienze di umanità” , “felice sia il ritorno”.   Giovanni Paolo II si rivolse poi alle comunità parrocchiali con le parole di significato profetico e orientato alla Resurrezione del Cristo ed alla fede operosa dei fedeli laici:   “Il cammino umano è soprattutto Speranza” nel corso della benedizione della Chiesa di S. Maria della Strada, limitrofa alla stazione autostradale di Orte, che conserva ancora oggi tanti oggetti che ricordano la visita del papa tanto amato in vita per la sua grande umanità e vicinanza agli uomini.

 

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21