Anche a Orte colletta alimentare per la Domenica delle Palme

Stefano Stefanini

volontari-di-semi-di-pace-alla-colletta-alimentareNewTuscia – ORTE – A cura della Caritas e delle Confraternite di Orte, unitamente ad altre associazioni di volontariato, si svolge oggi la raccolta Colletta Alimentare nei supermercati della città, per offrire la possibilità di trascorrere una Pasqua serena e gioiosa per tutte le famiglie ed i singoli che sono in difficoltà economiche.

Nell’invito rivolto dal vescovo diocesano mons. Romano Rossi nel corso del programma Fatti e Commenti. Di Teleorte newtuscia.it,  con la domenica delle Palme i fedeli  e tutti gli uomini di buona volontà sono invitati a percorrere i riti della Passione e della Resurrezione di Cristo, come esperienza di vita vissuta.

Papa Francesco nel suo messaggio quaresimale ci esorta:   I quaranta giorni nei quali i cristiani si preparano alla Pasqua devono marcare la sfida a quella che papa Francesco torna a definire la “globalizzazione dell’indifferenza”, cioè una “attitudine egoistica”, che “ha preso oggi una dimensione mondiale”. Nel messaggio per la quaresima , il pontefice argentino affida una missione: il popolo di Dio, dice, ha “bisogno di rinnovamento, per non diventare indifferente e per non chiudersi in se stesso”.

Chiese come “isole di misericordia” – Dopo la frase pronunciata a tre giorni dalla sua elezione  –  “come vorrei una Chiesa povera per i poveri”  –  Bergoglio tratteggia un altro frammento del suo sogno ecclesiale: “Cari fratelli e sorelle, quanto desidero che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza!”.

Francesco cita Benedetto XVI, chiedendo per la quaresima un “percorso di formazione del cuore”. E aggiunge: “Avere un cuore misericordioso non significa avere un cuore debole” ma un cuore povero, che “conosce cioè le proprie povertà e si spende per l’altro” perché la Chiesa è “per sua natura missionaria, non ripiegata su se stessa, ma mandata a tutti gli uomini”.

La globalizzazione “buona” e quella sbagliata – Il richiamo sull’indifferenza non è nuovo a Bergoglio, che lo ha fatto risuonare con forza già dal suo primo viaggio a Lampedusa, nel 2013: “La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi  –  disse in quell’occasione – ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell’indifferenza”.

Per il Papa venuto “quasi dalla fine del mondo” ci sono infatti una globalizzazione “buona” e una sbagliata. Lo ha sottolineato anche incontrando nel 2013 gli universitari di Roma. Il modello giusto, disse “non è la sfera, in cui è livellata ogni sporgenza e scompare ogni differenza” ma il poliedro, che “include una molteplicità di elementi e rispetta l’unità nella varietà”. E se l’indifferenza alle individualità è l’effetto collaterale da sfuggire, l’alternativa, proposta nell’udienza ai commercialisti del novembre scorso, è la “globalizzazione della solidarietà”.

L’invito a compiere gesti di caritàLa quaresima, raccomanda ora il Papa, “è un tempo propizio per mostrare questo interesse all’altro con un segno, anche piccolo, ma concreto, della nostra partecipazione alla comune umanità”. E questo anche quando, scrive Francesco nel suo messaggio, “siamo saturi di notizie e immagini sconvolgenti che ci narrano la sofferenza umana e sentiamo nel medesimo tempo tutta la nostra incapacità ad intervenire”.

Il cammino di conversione religiosa e civica  quaresimaleRibadisce con forza il Pontefice: “Nei poveri e negli ultimi noi vediamo il volto di Cristo; amando e aiutando i poveri amiamo e serviamo Cristo. Il nostro impegno si orienta anche a fare in modo che cessino nel mondo le violazioni della dignità umana, le discriminazioni e i soprusi, che, in tanti casi, sono all’origine della miseria. Quando il potere, il lusso e il denaro diventano idoli, si antepongono questi all’esigenza di una equa distribuzione delle ricchezze. Pertanto, è necessario che le coscienze si convertano alla giustizia, all’uguaglianza, alla sobrietà e alla condivisione.”

Non meno preoccupante è la miseria morale, che consiste nel diventare schiavi del vizio e del peccato. Quante famiglie sono nell’angoscia perché qualcuno dei membri – spesso giovane – è soggiogato dall’alcol, dalla droga, dal gioco, dalla pornografia! Quante persone hanno smarrito il senso della vita, sono prive di prospettive sul futuro e hanno perso la speranza! E quante persone sono costrette a questa miseria da condizioni sociali ingiuste, dalla mancanza di lavoro che le priva della dignità che dà il portare il pane a casa, per la mancanza di uguaglianza rispetto ai diritti all’educazione e alla salute.