Inchiesta Genio e Sregolatezza, chiesti 25 anni complessivi per gli 8 imputati

tribunale2_201512011103044_z6xpue8scmndvedhdl7irbq6vNewTuscia – VITERBO – Nella giornata di ieri 28 marzo 2017, il collegio del Tribunale Penale di Viterbo, presieduto dal giudice Maria Luparelli  ha ascoltato i pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma illustrare intercettazioni e video sull’inchiesta “Genio e Sregolatezza”  su un numero notevole di appalti truccati da un gruppo di imprenditori in accordo con due funzionari del Genio Civile (Roberto Lanzi e Gabriela Annesi).

L’inchiesta monstre era partita nel 2012 da un’indagine della Forestale e del Nipav con la Procura di Viterbo sugli appalti nella Provincia: l’indagine ha prodotto migliaia di intercettazioni e filmati video che questa mattina nell’ambito dell’arringa conclusiva dell’accusa sono stati mostrati nel processo contro gli otto imputati del filone principale: i funzionari del Genio Civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi, Adriano Santori (ex sindaco di Graffignano), Luciano Cardoni (ex assessore di Graffignano) gli imprenditori Luca Amedeo Girotti, Giuliano Bilancini, Fabrizio Giraldo e Angelo Anselmi.

 

Le microtelecamere nascoste sul soffitto dell’ufficio del funzionario del Genio Civile mostrano Roberto Lanzi con l’imprenditore Luca Amedeo Girotti intenti nella sostituzione della busta del ribasso con taglierino e colla (turbativa d’asta).

Tante anche le intercettazioni mostrate in aula: ad esempio una lite tra Daniela Chiavarino (imprenditrice che ha già patteggiato) e un imprenditore di Orte sulla spartizione degli appalti, o le strategie dei due funzionari del Genio Civile per riscuotere le tangenti prima la vincita della gara. Tangenti, che stando a quanto dichiarato dai due funzionari, sarebbero invece consulenze poste a favore di imprese da parti di funzionario con servizio part time del Genio Civile.

I pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma hanno chiesto 25 anni complessivi per gli otto imputati: pene da due a sei anni e nove mesi per ogni imputato, mentre per Lanzi oltre al carcere è stata richiesta anche la confisca di 51 mila euro di beni. Per quanto riguarda le parti civili, la Regione Lazio ha chiesto 260mila, la Provincia di Viterbo 183mila euro, il Comune di Vignanello 600mila euro, infine l’impresa edile coinvolta ha chiesto 200mila euro. La prossima udienza è fissata a maggio, turno dei difensori degli imputati, mentre la sentenza arriverà probabilmente in autunno.

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