Consiglio comunale di Perugia

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Il sindaco di Perugia, Andrea Romizi

NewTuscia – PERUGIA – Illustrando l’atto, nel ripercorrere i dati che “fotografano” la situazione dell’Italia sul tema della ludopatia, Bistocchi ha riferito che recentemente gli istanti hanno denunciato la ormai prossima apertura nella piazza di Porta Pesa di una sala scommesse con slot machine a ridosso della scuola elementare Primo Ciabatti e vicino alla scuola media Ugo Foscolo e alla scuola materna Santa Croce. Nel contempo è stata presentata una proposta di deliberazione consiliare per istituire un regolamento per apertura sale giochi, sale scommesse e l’installazione degli apparecchi di giochi leciti, andando ad integrare ed aggiornare quello già vigente. Sia l’odg che la proposta di delibera sono stati approvati dal Consiglio.

Alla luce di ciò Bori e Bistocchi hanno interrogato l’Amministrazione per conoscere i tempi di attuazione del regolamento e le azioni che intende mettere in campo al fine di bloccare e di impedire l’apertura della sala scommesse con slot machine nella piazza di Porta Pesa.

L’assessore Casaioli, rispondendo ai quesiti ha sottolineato che si è trattato di una questione che l’Amministrazione ha inteso affrontare subito con decisione; tanto è vero che nel giro di pochissimo tempo si è provveduto a modificare il vigente regolamento parificando le sale scommesse alle sale giochi per ciò che riguarda la distanza minima rispetto ai luoghi sensibili (es. scuole). Il regolamento, dopo la pubblicazione, si è perfezionato; nelle more della procedura il Comune ha comunque comunicato al gestore le modifiche intervenute.

Oggi, come noto, la sala non ha ancora aperto e l’auspicio è che ciò non accada.

Nel caso di apertura, ovviamente, verranno disposte tutte le verifiche del caso, tramite polizia municipale, per accertare la compatibilità dell’insediamento rispetto al regolamento vigente.

 

CONSIGLIO COMUNALE/ PROGETTUALITA’ DEL TURRENO: INTERROGAZIONE DEL GRUPPO PD E RISPOSTA DELL’ASSESSORE FIORONI

Mencaroni, in rappresentanza del pd, ha ricordato che lo scorso gennaio si è tenuto un Consiglio aperto sul tema del Turreno; durante l’incontro cittadini ed associazioni hanno sollecitato l’Amministrazione a presentare un progetto attuativo per dare una svolta alla situazione dell’ex cinema.

Mentre la Regione ha stanziato oltre 3 milioni per la riqualificazione dell’immobile, acquistato dalla Fondazione ed in procinto di essere donato al Comune, quest’ultimo – sostiene il pd – non ha mostrato alcuna disponibilità a mettere a disposizione risorse proprie né presentato il progetto preannunciato due mesi fa.

Essendo emerso il rischio di perdere i finanziamenti regionali per il Turreno, il Pd ha interrogato la giunta per conoscere il contenuto del progetto definitivo ed i tempi per la sua attuazione.

L’assessore Fioroni, in risposta, ha precisato che questa operazione, molto complessa, richiede ancora un passaggio preventivo fondamentale, ossia la donazione dell’immobile a Comune e Regione da parte della Fondazione, non ancora formalizzata. Solo dopo questo adempimento si potrà procedere oltre.

Tuttavia, pur in pendenza di ciò, l’Amministrazione non è rimasta con le mani in mano ed in pieno accordo con la Regione ha stabilito i termini precisi che l’iter dovrà seguire con specifico riferimento alle progettualità. In questo contesto l’incarico assunto dal Comune è stato di presentare un progetto di rifunzionalizzazione, trasformabile in stralci funzionali sì da poter utilizzare i 3,1 di finanziamenti da Agenda urbana; tale incarico è stato puntualmente adempiuto nei termini.

Va ricordato, a differenza di quanto sostenuto dagli istanti, che il Comune di Perugia ha già previsto un proprio co-finanziamento nella misura di 245mila euro, addirittura superiore a quello regionale che si attesta sui 225mila euro. Il co-finanziamento è peraltro reso obbligatorio dalla normativa comunitaria in caso di accesso a fondi come quelli in menzione. Come detto si sta attendendo ora la donazione, ma il progetto, che riguarda la riqualificazione strutturale ed impiantistica, è pronto. In senso complessivo prevede una capienza massima di 1200 posti; tuttavia per il primo stralcio (riqualificazione della platea e della struttura scenica) si è ragionato su una “taratura” di mille posti onde evitare interventi conseguenti particolarmente dispendiosi e impattanti (eliminazione di alcuni palchetti, riduzione del palco, ecc.).

In prospettiva – ha concluso Fioroni – è stato immaginato un luogo che recuperi in chiave moderna la vocazione ottocentesca della struttura; insomma una sorta di “piazza aperta”.

 

CONSIGLIO COMUNALE/ VICENDA RIFIUTI: INTERROGAZIONE DELLA CONSIGLIERA ROSETTI (M5S) E RISPOSTA DEL VICE SINDACO BARELLI

La capogruppo del M5S, tenuto conto del blocco degli impianti di Pietramelina e Borgo Giglione ed il conseguente conferimento della fou fuori regione, ha posto all’esecutivo alcuni quesiti:

1)se corrisponde al vero che Gest ha presentato all’ati 2 richiesta di revisione della tariffa di trattamento e recupero per la frazione organica umida preannunciando in caso di rigetto la sospensione del servizio di raccolta; di conseguenza quali siano state le risposte del Comune anche in seno all’ati2;

2) se sia vero che, pur essendo Pietramelina pronto all’uso dal dicembre 2016, lo stesso viene tenuto chiuso deliberatamente da Gesenu in attesa di determinazioni della Magistratura; di conseguenza quali siano le azioni poste in essere dalla giunta anche in seno all’ati.2

3) se sia vero che il consigliere Fagotti ha rassegnato le dimissioni in Gesenu e per quali motivazioni.

Il vice sindaco Barelli sul punto 1 ha confermato che corrisponde al vero che Gest abbia presentato in data 27 febbraio la richiesta. Il Comune, tuttavia, non ha risposto alla stessa essendo stata indirizzata all’Ati 2. L’autorità d’ambito, invece, ha risposto in data 8 marzo, evidenziando che la richiesta di revisione della tariffa non è valutabile  senza una preventiva istruttoria di tipo tecnico-giuridico. Nel contempo si è precisato che il servizio di raccolta non può essere sospeso trattandosi di un servizio pubblico.

Quanto a Pietramelina, nella medesima missiva del 27 febbraio Gest ha confermato la volontà di voler mantenere chiuso l’impianto in attesa delle determinazioni della Magistratura. Il Comune sta sollecitando l’azienda, al contrario, affinché Pietramelina possa riaprire al più presto.

Infine il vice sindaco ha chiarito che il consigliere Fagotti si è dimesso per motivi personali.

 

CONSIGLIO COMUNALE/ SCUOLE DI PIAN DELLA GENNA: INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI MENCARONI E BORI (PD) E RISPOSTA DELL’ASSESSORE WAGUE’

Illustrando l’atto, Mencaroni ha ricordato che, a seguito della pubblicazione sui social di foto che denunciano importanti infiltrazioni d’acqua in alcuni dei locali che ospitano la scuola dell’infanzia e l’asilo nido Pian della Genna, adibiti a dormitorio, il Sindaco Romizi è stato costretto ad intervenire con due ordinanze: la prima del 14/10/2016 ha disposto, in via cautelativa, la chiusura del locale dormitorio del nido per il pomeriggio dello stesso giorno, con conseguente riorganizzazione temporanea del servizio stante la forte umidità presente.

La seconda, del 17/10/2016, attesta che “porzioni intere dell’edificio sono interessate da forti infiltrazioni d’acqua dal tetto che avevano invaso le aule in uso sia alla scuola materna che al nido” e ordina , pertanto, la sospensione dell’attività scolastica e la chiusura del locale dormitorio del nido nei giorni 17, 17 e 19 ottobre 2016.

Per questo gli istanti hanno chiesto:

-di riferire urgentemente sulla situazione strutturale dell’edificio, anche in relazione alle dichiarazioni del novembre 2015 in cui veniva dichiarato da questa amministrazione che “nessun edificio è in condizioni così critiche da precluderne l’utilizzo”;

-di riferire circa la programmazione dei lavori di copertura del tetto dell’edificio in oggetto, e perché alla data di aggiudicazione, 12 settembre 2016, ancora questi non sono stati completati;

-di riferire circa la veridicità che la struttura è funzionante, perché in deroga per precisa scelta dell’Amministrazione dato che non rispetta i criteri fissati dalla legge regionale in materia.

L’assessore Wagué ha preliminarmente chiarito che i lavori in oggetto sono stati tutti eseguiti e completati e che, pertanto, la scuola ha recuperato la piena funzionalità.

Ripercorrendo le tappe della vicenda, l’assessore ha ricordato che nel 2014, dopo l’insediamento della nuovo giunta, sono stati effettuati nelle scuole perugine una serie di sopralluoghi al fine di verificare l’esistenza di criticità e/o pericoli, visto che negli anni precedenti poco si era fatto in termini di edilizia scolastica, forse anche a causa dei tagli governativi. Dopo i sopralluoghi, una delle scuole che ha evidenziato la necessità di interventi prioritari è risultata proprio Pian della Genna. Nel tempo, peraltro, la stessa ha evidenziato aggravamenti dovuti alle copiose precipitazioni.

Non appena la situazione metereologica si è stabilizzata, comunque, l’Amministrazione ha provveduto come detto ad effettuare tutti i lavori che hanno permesso di restituire il plesso al pieno e sicuro utilizzo.

 

CONSIGLIO COMUNALE/ SCUOLA “LA MAGNOLIA”, STATO DEGLI ATTI: INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI MENCARONI E BORI (PD) E RISPOSTA DELL’ASSESSORE WAGUE’

Con delibera del febbraio 2016 – precisa Mencaroni – si è stabilito di sospendere per l’anno educativo 2016-2017 il servizio per la prima infanzia nella struttura La Magnolia di Collestrada in quanto la stessa deve essere oggetto di rilevanti interventi di ristrutturazione per ottenere almeno il certificato di prevenzione incendi. Detti interventi estremamente onerosi non possono essere messi in cantiere per l’estate prossima tenuto conto degli altri incombenti e della programmazione degli uffici. In sostanza le spese da sostenere sono al momento incompatibili con il servizio reso dalla struttura tenuto conto della progressiva diminuzione dell’utenza.

Tuttavia nei moduli per la riconferma delle iscrizioni agli asili nido la struttura era regolarmente indicata tra le varie offerte, mentre nella modulistica per le nuove iscrizioni risulta assente.

Pertanto gli istanti hanno chiesto di sapere:

Se la decisione di sospendere il servizio dell’asilo La Magnolia è stata presa dopo un confronto con genitori ed insegnanti.

Perché l’Amministrazione comunale fino all’11 novembre u.s. riteneva “che nessun edificio è in condizioni così critiche da precluderne l’utilizzo”.

Se l’Amministrazione comunale ha valutato l’utilizzo di altre strutture di proprietà comunale presenti nel territorio di Collestrada in alternativa.

Nella delibera in narrativa si paventano spese notevoli per la messa a norma della struttura; si chiede pertanto di conoscere quali siano questi costi e di prevedere, quindi, una adeguata dotazione nel prossimo bilancio.

L’assessore Wagué ha ribadito che la decisione di chiudere la struttura è stata assunta per le ragioni a tutti ben note e conseguenti al fatto che dal 2006 in poi non erano stati effettuati lavori di manutenzione del plesso scolastico, nel quale insiste un nido privato.

All’approssimarsi delle scadenze delle autorizzazioni, è emerso pertanto che difficilmente, stante la situazione, il plesso avrebbe potuto ottenere dagli organi preposti una proroga delle stesse. Di talché l’Amministrazione, in relazione a questo quadro così complicato, ha preferito procedere alla chiusura della scuola, garantendo nel contempo ai ragazzi ed alle famiglie soluzioni alternative adeguate al bisogno.

Dopo la chiusura il lavoro del Comune è proseguito al fine di individuare un’area che possa essere adatta per ospitare in futuro La Magnolia, configurandosi come luogo innovativo e moderno. Ciò è stato fatto puntualmente e nel pieno accordo/confronto tra Comune, dirigenti scolastici e genitori. Ovviamente per realizzare la nuova scuola servirà del tempo, ma la strada è già intrapresa, pur dovendosi ricordare che La Magnolia è un asilo privato e che, dunque, sarà necessario confrontarsi con la proprietà.

 

CONSIGLIO COMUNALE/ CHIUSURA DELLA SCUOLA DI CIVITELLA BENAZZONE: INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI BISTOCCHI E BORI (PD) E RISPOSTA DELL’ASSESSORE WAGUE’

Riferisce Bistocchi che nei giorni scorsi si è diffusa la notizia della volontà da parte di questa amministrazione di chiudere la scuola materna di Civitella Benazzone e di accorparla alla struttura di Ramazzano.

Come si apprende dai giornali, da alcuni incontri e telefonate avvenuti su richiesta delle famiglie tra i genitori e l’Assessore Waguè, era emerso che ancora non era stata presa una decisione definitiva. Nonostante questo, senza alcuna comunicazione, sono state sospese le iscrizioni e unicamente attraverso un volantino affisso all’ingresso della struttura è stata data notizia dello spostamento dell’”open day” presso la scuola di Ramazzano;

Sembra che tale decisione definitiva sia stata presa in occasione dalla giunta senza informare preventivamente genitori e famiglie.

Sono le stesse famiglie, ora, a chiedere chiarimenti e spiegazioni al Comune, confermando la loro richiesta di mantenimento della scuola materna a Civitella, invitando, inoltre, l’amministrazione ad effettuare i necessari lavori di ristrutturazione ed adeguamento della struttura, in particolare della scala esterna, in modo da renderla perfettamente funzionale e fruibile ai bambini.

Dunque gli istanti hanno chiesto di conoscere quali sono i motivi della decisione di chiudere la scuola materna di Civitella Benazzone e non di procedere ai necessari interventi di riqualificazione, nonostante ci sia stata la richiesta da parte dei genitori, i quali non sono stati neanche informati della scelta.

L’assessore Wagué ha tenuto a precisare che non è la prima volta che una scuola viene chiusa per motivi di sicurezza. Lo stesso è accaduto sotto la precedente Amministrazione per Pianello; la differenza è che in tale occasione l’allora opposizione ne comprese le ragioni e le condivise essendo poste a fondamento della tutela dei bambini.

Le stesse esigenze stanno emergendo oggi a Civitella Benazzone: la dirigente scolastica alcuni mesi fa ha chiesto all’Amministrazione di adottare un provvedimento per la chiusura del plesso, in quanto non più adeguato al bisogno e non in linea con le normative. Peraltro si è segnalato che la scuola è frequentata da bambini provenienti da varie frazioni dell’area, ma da solo due ragazzi del paese. In ogni caso, vista la richiesta della dirigente, si sono tenuti una serie di incontri con scuola, insegnanti e genitori, nel corso dei quali le parti hanno formulato alcune richieste, in larga parte accoglibili (trasferimento solo alla fine dell’anno scolastico, garanzia che i ragazzi rimangano nella stessa classe).

Di fronte a questo quadro e valutato che sul plesso di Civitella Benazzone non si effettuano interventi di manutenzione ormai dal 2010, la giunta ha inteso assumere un provvedimento di chiusura scontato, sia in considerazione delle richieste pervenute sia in ragione della presenza a Ramazzano, quartiere vicino, di una struttura adeguata al bisogno.

 

CONSIGLIO COMUNALE/ SITUAZIONE SCUOLA DI PONTE PATTOLI: INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI BORGHESI E MIRABASSI (PD) E RISPOSTA DELL’ASSESSORE WAGUE’

Ricorda Borghesi che la scuola primaria di Ponte Pattoli presenta varie problematiche: è struttura obsoleta, con arredi in condizioni critiche ed aule sottodimensionate. Manca la palestra ed il laboratorio è molto piccolo. La secondaria, invece, ha sede in un immobile in locazione.

Infine l’istituto comprensivo 15 ha trovato collocazione nei locali dell’ex circoscrizione.

Con la legge 107 del 2015 il Governo nazionale ha stabilito di riservare importanti risorse (8,5 milioni per l’Umbria) per la costruzione di scuole innovative. In relazione ad un odg dell’istante con cui si chiedeva di partecipare al bando, veniva risposto dall’assessore competente che il Comune aveva già avviato il percorso per accedere ai finanziamenti.

La manifestazione di interesse presentata dal comune risulta essere al quarto posto nella graduatoria stilata dalla Regione; quindi, ad oggi, l’ente non riceverà finanziamenti in quanto solo i primi tre progetti ne avranno diritto.

Rispetto al progetto e alla relazione allegata è necessario segnalare alcune criticità che si sono riverberate sullo scarso punteggio in graduatoria. Infatti esso è stato incentrato soltanto sulla realtà di Ponte Pattoli, mentre era necessario avere una progettualità estesa ad un territorio più ampio considerando tutte le frazioni che afferiscono agli attuali plessi scolastici. Questo avrebbe permesso di ottenere un punteggio soddisfacente che avrebbe garantito il finanziamento.

Dai giornali si apprende che l’amministrazione intende mettere a norma il solo asilo nido senza fare alcun riferimento alla volontà di interventi sulla scuola primaria e secondaria, né dando seguito alle passate intenzioni di realizzare un nuovo plesso scolastico.

Per questo gli istanti hanno chiesto di conoscere quali siano le intenzioni dell’Amministrazione rispetto alla problematica in oggetto, se siano state trovate soluzioni o se siano stai messi in atto progetti per il reperimento di risorse per la realizzazione della nuova scuola.

L’assessore Wagué ha confermato che l’edilizia scolastica per la giunta rappresenta una priorità; non a caso già prima del terremoto di agosto era stato istituito un gruppo di lavoro comunale, composto da assessori e dirigenti, al fine di analizzare compiutamente la situazione dei plessi. Nel corso dell’analisi è emerso che l’area di Ponte Pattoli era da considerarsi quella con le maggiori sofferenze e dunque una priorità nelle priorità.

Su Ponte Pattoli è pronto un investimento importante, circa 4 milioni di euro, che verrà finanziato tramite mutuo. L’obiettivo è di poter costruire una nuova scuola. In questo contesto gli uffici tecnici stanno lavorando per individuare l’area adatta per realizzare il nuovo edificio sì da dotare la frazione di una struttura innovativa ove possano essere ospitate sia la primaria che la secondaria.

 

CONSIGLIO COMUNALE/ REALIZZAZIONE NUOVO FORNO CREMATORIO: INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI BORGHESI E MIRABASSI (PD) E RISPOSTA DELL’ASSESSORE WAGUE’

Il 04 febbraio 2016, con un avviso, l’amministrazione comunale – riferisce Borghesi – comunicava la sospensione dell’attività del forno crematorio di Perugia, dopo più di venticinque anni di servizio, per la necessità di effettuare importanti lavori straordinari.

Una scrupolosa valutazione effettuata dagli uffici e dirigenti dei Servizi Cimiteriali ha stabilito l’assoluta non convenienza di riparare il vecchio forno, in quanto non più rispondente alla normativa, determinando la previsione in bilancio di risorse per la costruzione di un forno crematorio nuovo, più efficiente ed economico, anche in considerazione del fatto che quello di Perugia è l’unico dell’Umbria.

A fine settembre 2016 l’amministrazione comunale rendeva nota l’aggiudicazione in via definitiva dell’appalto “integrato complesso” relativo alla progettazione esecutiva e successiva realizzazione del nuovo impianto crematorio presso il cimitero monumentale di Perugia che, per un importo complessivo di oltre cinquecento mila euro avrebbe dovuto consegnare alla città un forno moderno e di ultima generazione;

Gli istanti quindi hanno chiesto all’Amministrazione di riferire all’assise comunale i dettagli ultimi dell’operazione, compresi gli aspetti tecnici e la tempistica che sembra aver subìto una battuta d’arresto.

L’assessore Wagué ha confermato di aver messo grande impegno in questo progetto, tenuto conto della delicatezza della materia. Dopo 25 anni di servizio, in sostanza, il vecchio forno non era ormai più utilizzabile né riparabile. Per questo l’Amministrazione ha deciso di sostituirlo integralmente al fine di dotare la città e la regione di un nuovo impianto innovativo ed adeguato alle molteplici richieste dei cittadini.

A seguito della gara i lavori sono stati aggiudicati lo scorso 12 settembre (per circa 500mila euro); a dicembre sono pervenute tutte le autorizzazioni da parte dei vari organismi competenti. Completato l’iter a breve si conta di poter far partire i lavori la cui durata sarà di tre mesi.

 

CONSIGLIO COMUNALE/ COMMEMORAZIONE DEL PROF. MOLINI: INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE BORI (PD) E RISPOSTA DELL’ASSESSORE WAGUE’

Nell’illustrare l’interrogazione, Bori ha ricordato la figura di Giorgio Molini nato a Bevagna (Pg) da una famiglia di eclettici talenti artistici il 14 febbraio 1933. Dopo essersi diplomato come Insegnante di Educazione Fisica, nei primi anni ’60 inizia a svolgere il proprio lavoro frequentando con costanza lo stadio perugino di Santa Giuliana che diventa per lui una seconda casa.

Da sempre ha difeso un principio irrinunciabile: che lo sport deve essere praticabile ed accessibile a tutti. La città tutta lo ha voluto celebrare nel giorno delle sue esequie, dedicandogli un giro di stadio che ha commosso e toccato i cuori.

La figura, sia umana che professionale, del Professor Giorgio Molini merita di essere ricordata e celebrata adeguatamente nel luogo della Città che era diventato la sua seconda casa: l’arena Santa Giuliana.

A marzo del 2014 – ricorda Bori – è stato presentato da lui un odg con cui si proponeva di intitolare un luogo simbolico dello stadio di atletica leggera Santa Giuliana o di apporre una targa commemorativa della figura del Professor Giorgio Molini all’interno dell’arena Santa Giuliana, proposta che è stata approvata dall’allora Commissione Consiliare.

Per questo bori ha chiesto di sapere:

– Che fine ha fatto la proposta, essendo passati più di due anni dalla sua approvazione nella commissione competente, chiedendo che riprenda l’iter;

– I tempi e i modi di apposizione della targa commemorativa della figura del Professor Giorgio Molini all’interno dell’Arena Santa Giuliana.

L’assessore Wagué ha illustrato il contenuto della risposta degli uffici, dalla quale emerge che l’intitolazione di una struttura, via o piazza a Molini non è ancora possibile non essendo ancora trascorsi 10 anni dalla sua morte. Nel momento in cui il termine sarà trascorso, l’iter della Commissione toponomastica potrà essere avviato.

Tuttavia Wagué non ha escluso la possibilità di procedere ad una intitolazione simbolica di un luogo del Santa Giuliana al professore.

Bori ha dissentito con Wagué ricordando che in passato spesso e volentieri si è provveduto ad intitolare strutture a personaggi scomparsi da meno di 10 anni.

A questo punto occorre capire se c’è la volontà di farlo o, quantomeno, se vi sia la volontà di apporre una targa commemorativa in ricordo di Molini al Santa Giuliana.

 

CONSIGLIO COMUNALE/ SITUAZIONE EDILIZIA SCOLASTICA A PONTE FELCINO E VILLA PITIGNANO: INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI BORGHESI E MIRABASSI (PD) E RISPOSTA DELL’ASSESSORE WAGUE’

In merito alla situazione dei plessi scolastici di Ponte Felcino e Villa Pitignano, Borghesi ha riferito che nel tempo vi sono state alcune progettualità volte alla risoluzione dell’emergenza (nel 2013 trasformazione di immobile in via della Fornace, nel 2015 proposta della Sirit sulla medesima struttura). Nonostante ciò la situazione non si è sbloccata tanto che la cittadinanza ha ribadito più volte la necessità e l’urgenza di avere una scuola capace di rispondere ai moderni fabbisogni dell’utenza scolastica, stante la particolare situazione di sofferenza in cui versa l’edilizia scolastica del territorio, che negli ultimi anni è stato oggetto di una notevole espansione a seguito dello spostamento di tante famiglie giovani che hanno seguito l’offerta di nuove case. Non a caso nel quartiere di Villa Pitignano è sorto un comitato di genitori. Essendosi ultimamente aggravata la situazione, i due consiglieri nell’interrogazione hanno chiesto di sapere:

-se l’Amministrazione ha intenzione di accettare e concretizzare la proposta della ditta SIRIT S.r.l. e Milletti S.r.l.;

-Qualora il Comune abbia scelto di percorrere quanto proposto dalle ditte sopra menzionate, si chiede di conoscere la data certa in cui verranno avviati i lavori di completamento della porzione di immobile che dovrà ospitare la scuola per l’infanzia e l’asilo nido e i tempi necessari.

-Se l’Amministrazione, rispetto alle ultime deliberazioni disponibili risalenti a fine 2015, ha intrapreso o intende intraprendere nuove soluzioni per risolvere le problematiche in materia di edilizia scolastica dei territori di Ponte Felcino e Villa Pitignano.

L’assessore Wagué  ha riferito che al momento del suo insediamento l’attuale giunta si è trovata di fronte ad un accordo già formalizzato dal precedente Esecutivo di centro-sinistra con la ditta citata senza, dunque, grandi margini di manovra. Tuttavia si è cercato di rimodulare l’accordo, onde evitare che, una volta completato l’intervento sull’immobile, l’Amministrazione fosse costretta a prenderlo in locazione. In particolare si è proposto all’impresa di procedere ad una permuta tra la struttura in oggetto ed uno degli immobili del Comune inseriti nel pavi. L’accordo è andato a buon fine e potrà trovare compiuta esecuzione con l’approvazione, ormai imminente, del bilancio di previsione.

Successivamente i lavori potranno partire affinché entro un termine congruo i cittadini di quell’area possano avere a disposizione una scuola sicura ed all’avanguardia.

 

“LAVORATORI INTERINALI: LA MAGGIORANZA NON SI PRENDE ALCUNA RESPONSABILITA’, 14 PERSONE RISCHIANO IL LAVORO”/ COMUNICATO STAMPA DEI CONSIGLIERI BORGHESI E MIRABASSI (PD)

“Siamo rammaricati di quanto avvenuto oggi in sede di Commissione Bilancio: rispetto ai nostri emendamenti, che impegnano l’Amministrazione comunale a farsi carico della situazione dei 14 lavoratori, impiegati da circa 20 anni in diversi uffici del Comune di Perugia, i colleghi della maggioranza di governo, tranne il presidente della commissione Bilancio Sorcini che ha votato a favore, hanno deciso di astenersi. Si tratta di personale interinale assunto a tempo determinato, per i quali, nell’attuale bilancio di previsione 2017-2019, fino ad ora non è stata prevista copertura finanziaria per la prosecuzione del servizio.

La somministrazione di personale attualmente è affidata all’Agenzia TEMPOR – Filiale di Perugia subentrata alla Talea srl il 05.12.2016 in essere fino al 30.09.2017, con possibilità di proroga fino al 31.12.2017, termine dell’appalto triennale 2015-2017. I firmatari contestano il fatto che nell’attuale bilancio di previsione non sia stata prevista la spesa per la prosecuzione in servizio di detto personale. Le difficoltà dei lavoratori sono note: proprio alcuni mesi fa, vista l’inadempienza di Talea nel pagare gli stipendi, il rapporto di lavoro con la stessa, si era interrotto il 31 agosto 2016 con la conseguenza che i lavoratori sono stati in disoccupazione dal 1 settembre al 4 dicembre. Per i pagamenti dei mesi giugno luglio e agosto ha provveduto il Comune di Perugia, in sostituzione alla ditta appaltatrice inadempiente, solo dopo nostre molteplici sollecitazioni.

Purtroppo ancora una volta l’Amministrazione comunale ha perso un’ occasione per trovare una soluzione concreta ad una problematica così importante, visto che si tratta del futuro lavorativo e economico di 14 persone, che rappresentano da due decenni una ricchezza per l’Ente: non è pensabile sottovalutare la grande professionalità ed esperienza maturata da questi lavoratori, che prestano servizio da molti anni in uffici strategici, svolgendo spesso anche una funzione di front-office con i cittadini. Non per ultimo, va considerata anche l’incipiente riduzione di personale dipendente in vista dei prossimi pensionamenti.

Con il voto di astensione della maggioranza ed il parere tecnico – contabile contrario dei dirigenti che, rispetto alle motivazioni date, desta forti perplessità, l’Ente certifica la non intenzione di definire la situazione di questi dipendenti. Si tratta di responsabilità, a nostro avviso, non solo tecnica ma anche politica.

Gli emendamenti respinti dalla Commissione Bilancio di oggi, attendono tuttavia di essere affrontati dal Consiglio comunale di venerdì prossimo, il quale avrà l’ultima parola.

Auspichiamo che i colleghi del centro – destra possano ravvedersi, e, nel corso della seduta di Consiglio comunale, votare favorevolmente gli emendamenti da noi proposti, convenendo sul fatto che il Comune debba continuare ad avvalersi dell’opera di questi lavoratori – ormai parte integrante, di fatto, dell’organico – contribuendo così a tutelare i loro diritti, ed al tempo stesso scongiurando pesanti disservizi per il loro venir meno all’interno della macchina amministrativa comunale”.

 

“APPOSIZIONE DELLA TARGA COMMEMORATIVA AL SANTA GIULIANA ED INIZIATIVE IN RICORDO DELLA FIGURA DEL PROF. GIORGIO MOLINI, BRUTTA FIGURA DELLA GIUNTA: DOPO 3 ANNI ANCORA MANCA IL VIA LIBERA”/ COMUNICATO DEL CONSIGLIERE BORI (PD)

“Oggi è stata discussa l’interrogazione del Consigliere Comunale Tommaso Bori sulle iniziative di commemorazione della figura del prof. Giorgio Molini e l’apposizione della targa commemorativa all’interno dell’arena Santa Giuliana.

“Speravamo che, dopo tre anni di attesa dall’approvazione della nostra proposta nel 2014, oggi l’assessore Waguè arrivasse con gli atti pronti o quanto meno una buona notizia sulle tempistiche di apposizione della targa commemorativo e delle iniziative in ricordo della figura del prof. Giorgio Molini” – spiega il consigliere Bori – “abbiamo ricevuto la solita deludente risposta che ha rimandato ancora il tutto a data da destinarsi: la Giunta ha fatto una brutta, anzi pessima figura.”

“Eppure il Santa Giuliana era diventata negli anni la sua seconda casa, un luogo simbolico non solo per la città di Perugia, ma anche per la sua figura” – ricorda Bori – “tanto che lì si è svolta la cerimonia per il suo funerale in cui gli è stato dedicato un commuovente giro di campo intonando musica lirica, la sua seconda grande passione, lasciando in eredità quasi 34.000 dischi collezionati durante la  tutta la vita.”

Giorgio Molini nasce a Bevagna (Pg) da una famiglia di eclettici talenti artistici il 14 febbraio 1933. Dopo essersi diplomato come Insegnante di Educazione Fisica, nei primi anni ’60 inizia a svolgere il proprio lavoro frequentando con costanza lo stadio perugino di Santa Giuliana: inizialmente con le scuole i cui allievi svolgevano lì la propria preparazione per le successive gare di Atletica Leggera, poi anche con i Gruppi Sportivi delle scuole stesse. E’ così che il Santa Giuliana diventa una seconda casa dove trascorre gran parte del tempo dedicandosi con passione al sostegno e alla divulgazione dell’Atletica Leggera. Successivamente, negli anni ’70, dopo aver ottenuto risultati entusiasmanti in Atletica grazie alla propria capacità professionale e dedizione umana, iniziò anche a lavorare nel mondo del calcio negli anni d’oro del Perugia Calcio, quando la squadra militava in serie B, in qualità di preparatore atletico.

Al termine di questa esperienza, anch’essa coronata da successi e riconoscimenti personali rilevanti, prosegue il proprio impegno presso lo Stadio Santa Giuliana continuando a dedicarsi alla sua più grande passione, l’Atletica, indirizzandosi verso il recupero fisico post-infortuni degli atleti. Anche in questo ambito consegue risultati di alto livello, il tutto in modo rigorosamente gratuito e motivato esclusivamente dalla propria instancabile passione. Da sempre ha difeso un principio irrinunciabile: che lo sport deve essere praticabile ed accessibile a tutti. La città tutta lo ha voluto celebrare nel giorno delle sue esequie, dedicandogli un giro di stadio che ha commosso e toccato i cuori.

La figura, sia umana che professionale, del Professor Giorgio Molini merita di essere ricordata e celebrata adeguatamente nel luogo della Città che era diventato la sua seconda casa: l’arena Santa Giuliana”.

DISCUSSIONE IN REGIONE DELLA PROPOSTA DI LEGGE SULLE “DISCRIMINAZIONI E VIOLENZE DETERMINATE DALL’ORIENTAMENTO SESSUALE E DALL’IDENTITÀ DI GENERE”/ COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO PROGETTO PERUGIA

“Domani il Consiglio Regionale dell’Umbria si appresta a discutere la proposta di legge concernente “Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”.

Il nostro gruppo politico, benché non rappresentato nel Consiglio Regionale dell’Umbria, vuole esprimere la propria contrarietà in merito basandosi sui principi che lo hanno spinto all’impegno diretto nella vita politica della città di Perugia, capoluogo dell’Umbria.

Noi crediamo che nella storia della civiltà occidentale ci siano forze ideali positive che possono essere rimesse in gioco per fondare un nuovo progetto di società e per ripartire insieme sulla base dei concetti di “persona” e di “bene comune”. Siamo pertanto fermamente contrari a qualsiasi fenomeno di discriminazione e violenza contro chiunque e siamo fortemente convinti che il metodo del dialogo sia imprescindibile per riprendere un cammino comune pur nelle differenze culturali che contraddistinguono la nostra società.

La proposta di legge regionale in questione ci sembra invece caratterizzata da un impianto ideologico che conduce verso la contrapposizione, basandosi su presupposti che non tengono conto del principio di realtà, come l’affermazione di un supposto “diritto all’autodeterminazione di ogni persona in ordine alla propria identità di genere” (art. 1, Atto 15 bis). Al di là dei diversi orientamenti e comportamenti sessuali e nel rispetto delle scelte libere, responsabili e consapevoli, siamo convinti che il sesso di una persona sia un elemento di realtà che vada semplicemente riconosciuto come dato. Solo a partire da questo riconoscimento è possibile un reale dialogo.

In particolare per quanto riguarda i minori, su questi temi così delicati, ogni proposta educativa nella scuola e in ogni altro ambito deve rispettare le scelte dei genitori, a cui spetta la responsabilità ultima della loro formazione.

A nostro parere questa legge rischia dunque di ottenere l’effetto opposto di quello che si prefigge e pertanto ne chiediamo il ritiro”.

 

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