Il 21 Marzo è la Giornata internazionale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali

cartolina_21_marzoNewTuscia – VITERBO – Ogni giorno, uomini e donne di ogni età subiscono l’odio, l’ingiustizia e l’umiliazione a causa del loro colore della loro pelle, della loro discendenza, della loro origine nazionale o etnica. Questa discriminazione ha sostenuto e provocato ovunque oppressione, povertà, schiavitù, genocidio e guerra.

La Giornata internazionale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali che si celebra il 21 marzo è l’occasione per rinnovare il nostro impegno a costruire un mondo di giustizia e di uguaglianza, dove la xenofobia e l’intolleranza non troveranno più spazio né storia. La data non è casuale. Il 21 marzo 1960 a Sharpeville, in Sudafrica, la polizia uccise 69 persone. Erano uomini, donne e bambini che manifestavano pacificamente contro il segregazionismo e l’oppressione dei bianchi.

Arci Viterbo ha scelto il pomodoro per raccontarvi questo giorno regalando un seme che diventa un vero e proprio simbolo, delle sofferenze e delle lotte per i diritti di molti migranti che nelle campagne del sud d’Italia sono discriminati, sfruttati, umiliati da un sistema odioso e illegale che non è solo quello del caporalato ma vive anche della nostra indifferenza.

Un simbolo anche di riscatto per molte realtà sociali che hanno dato vita a esperienze di integrazione, in Salento come in Puglia e in Sicilia; con voglia di reagire e di trasmettere un messaggio importantissimo: opporsi al razzismo e alle discriminazioni si può.

Anche con un piccolo seme, da curare e far crescere… come la speranza di un mondo più giusto e solidale.

Arci Viterbo aderisce all’appello promosso da molte realtà associative e organizzazioni nazionali e locali per una mobilitazione contro i decreti Orlando–Minniti (http://arci.it/news/comunicati/roma-il-21-marzo-lassemblea-pubblica-no-ai-decreti-minniti-orlando-no-ai-decreti-minniti-orlando-su-immigrazione-e-sicurezza/). Il decreto sulla sicurezza usando il concetto di “decoro” criminalizza la marginalità sociale e la povertà; il decreto sull’immigrazione, d’altro canto, taglia le garanzie per i richiedenti asilo e rilancia il ruolo dei rimpatri forzati e dei Centri di Detenzione, che vengono ampliati nonostante il loro fallimento certificato dai numeri. per rispondere a presunte paure dei cittadini, ma di fatto alimentandole.

Per queste ragioni esprimiamo la nostra contrarietà a questi provvedimenti e chiamiamo tutti i cittadini a mobilitarsi per contrastare la loro conversione in legge.

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