Viterbo, il boss Casamonica accusato di estorsione e usura

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tribunale-viterboNewTuscia – VITERBO – E’ di ieri mattina la testimonianza dell’imprenditore edile viterbese Yuri Cortellesi, costituitesi parte civile nel processo per estorsione e usura contro Claudio Casamonica, uno dei capoclan della nota famiglia ed altri tre imputati, tra i quali il figlio Sabatino.

Cortellesi ha raccontato di aver conosciuto il boss 64enne quando si era trovato a comprare un’auto nel concessionario di un certo Consiglio Di Guglielmi: doveva pagare a rate con assegni ma, essendo nell’impossibilità di saldare il conto per difficoltà economiche, Di Guglielmi era passato alle minacce, svelando di essere in realtà Claudio Casamonica, uno dei boss della potente famiglia. Cortellesi aveva quindi perso la macchina e rimesso 5 mila euro.

Un’altra vittima della vicenda sarebbe un altro imprenditore della zona del viterbese, che tuttavia non ha riconosciuto l’imputato, in quanto sarebbero passati dieci anni dai fatti in esame.

 

Claudio Casamonica era stato arrestato durante l’operazione Fire nel 2008, in un’indagine che aveva scoperto la volontà della famiglia di estendere i propri affari nella provincia di Viterbo. Indagati anche il figlio Sabatino Casamonica, gli imprenditori Raffaele Pollegioni di Viterbo – cognato di Cortellesi – e Adolfo Perazzoni di Civita Castellana. Il processo proseguirà martedì 14 marzo.