Viterbo, Poste Italiane: un’azienda in rosa

In tutta la provincia 8 uffici postali completamente al femminile

portalettere con paccoNewTuscia – VITERBO – Poste Italiane si conferma una delle realtà lavorative con la più alta percentuale femminile di dipendenti in Italia.

La provincia di Viterbo è un esempio concreto dell’integrazione della componente femminile in tutti gli ambiti aziendali. Su un totale di 362 dipendenti, per esempio, ben 208 sono donne, una percentuale del 57%, addirittura superiore al dato nazionale, che registra una presenza femminile pari al 53%. Se poi si considera il numero di dipendenti impiegati all’interno degli 84 uffici postali della provincia la percentuale “rosa” sale al 58%. Inoltre, sono 31 i direttori donna degli uffici postali del viterbese, il 41% del totale.

In tutta la provincia poi sono ben 8 gli uffici postali completamente “rosa”, composti cioè da personale esclusivamente femminile: Monterosi, Vitorchiano, Monte Romano, Capodimonte, Pescia Romana, San Lorenzo Nuovo, Valentano e Grotte Santo Stefano.

Poste Italiane si è caratterizzata come un’azienda al femminile fin dalla sua nascita nella seconda metà dell’Ottocento: il ruolo della donna, inizialmente legato soprattutto ad una innovazione tecnologica come quella del telegrafo, è cresciuto nel tempo in modo graduale e inarrestabile nel corso degli anni. Ai primi del ‘900 il ruolo femminile viene riconosciuto e tutelato per la prima volta ma è solamente nel corso della Prima Guerra Mondiale che si assiste ad un significativo aumento del numero di donne occupate per compensare i tanti dipendenti postali chiamati al fronte, fino alla prevalenza dei giorni nostri. Un percorso lungo e importante per tutte le donne, legato a quello di una Azienda che ha sempre rispecchiato l’evolversi dei costumi e delle consuetudini che caratterizzano il sistema Paese.

Le donne, oggi, forniscono un apporto fondamentale di professionalità e creatività nel percorso di trasformazione che Poste Italiane sta affrontando per accompagnare il Paese verso la nuova economia digitale.