Geotermia al lago di Vico: no secco dell’opposizione al Comune di Corchiano

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Bengasi Battisti

NewTuscia – CORCHIANO – I consiglieri comunali di opposizione del comune di Corchiano prendono posizione sulla delicata e controversa questione della ricerca di risorse geotermiche nella zona del Lago di Vico, nel territorio di Caprarola. E lo fanno chiedendo alla regione di respingere l’istanza della valutazione d’impatto ambientale presentata dalla Geothermics Italy, una società con sede a Bolzano, il cui obiettivo preliminare è realizzare quattro pozzi esplorativi di 3000-3600 metri di profondità massima per ottenere il calore da trasformare in energia geotermica. Lo scopo dichiarato è quello di avviare una coltivazione geotermica ad alta entalpia (temperatura superiore a 180 gradi).

Tralasciando tutte le imprecisioni, le mancanze e le criticità del progetto sul piano della tutela del paesaggio, dell’ambiente e della salute, e con esse, il doveroso principio di precauzione, Livio Martini, Bengasi Battisti, Paola Troncarelli e Paolo Nardi osservano che la proposta è in palese contrasto con la normativa regionale. Infatti, la deliberazione di giunta regionale 218/2011, riguardante la individuazione delle aree di salvaguardia delle captazioni superficiali del Lago di Vico e la recente legge 3 del 21 aprile 2016 sono alquanto chiare e restrittive.

La legge 3, in particolare, che reca disposizioni in materia di piccole utilizzazioni locali di calore geotermico, è l’unica normativa a livello nazionale tesa a disciplinare tutte le piccole utilizzazioni di questa forma di energia. Di certo, pozzi di oltre 3000 metri non vi trovano spazio. Sono consentite solo le utenze ottenute tramite esecuzione di pozzi profondi fino a 400 metri per ricerca, estrazione e utilizzazione di acque calde e fluidi geotermici, comprese le acque calde sgorganti da sorgenti per potenza termica complessiva non superiore a 2000 kw termici, anche per eventuale produzione di energia elettrica con impianti a ciclo binario a zero emissioni. Inoltre, sono piccole utilizzazioni quelle effettuate tramite l’installazione di sonde geotermiche che scambiano calore con il sottosuolo senza effettuare il prelievo e la reimmissione, operazione che potrebbe dare luogo a fenomeni di micro sisma, nel sottosuolo di acque calde o fluidi geotermici, i cosiddetti sistemi a circuito chiuso.

Rispetto delle norme, principio di precauzione per la tutela della salute, delle falde acquifere e dell’ambiente e promozione del bene comune dovrebbero sempre essere alla base di qualsiasi decisione. Per questo le osservazioni mosse dai quattro consiglieri tendono a scongiurare una proposta dalle probabili se non certe conseguenze negative sul piano della salute, della salubrità dell’ambiente, del contesto economico, agricolo e turistico.

 Caprarola e l’intero territorio della Bassa Tuscia non meritano di vedersi compromettere il futuro.