Paolo Febbraro e l’importanza della tradizione poetica

l poeta romano mercoledì scorso ha affascinato il pubblico intervenuto numeroso come sempre alla rassegna Elogio della Poesia.

NewTuscia – VITERBO – Se della poesia dev’essere l’elogio, non potranno essere rimasti scontenti i fortunati presenti all’incontro con Paolo Febbraro, una delle voci più intense e appassionate della poesia contemporanea.
L’appuntamento è stato caratterizzato da una grande partecipazione del pubblico che ha rivolto numerose domande su cosa sia la poesia e sulle caratteristiche del suo linguaggio. Febbraro si è lasciato andare a un lungo dialogo con la coordinatrice dell’incontro, la poetessa e insegnante Rosa Riggio, focalizzandosi sul senso ultimo del fare poetico, l’interrogazione sul senso e sulla capacità che la poesia ha di riconciliarci a noi stessi e con la lunga e importante tradizione poetica che passa per Sandro Penna e Giorgio Caproni, tra i tanti nomi citati da Febbraro.

Come ben espresso dal seguente pensiero di Febbraro, già citato in precedenza, la poesia è una forma d’arte, e come tale va trattata e rispettata, anche a costo di essere severi censori delle proprie poesie, è anzitutto una questione di consapevolezza, il fare poesia.

“Una voce interna mi dice che la poesia può diventare marginale quanto vuole, o quanto vogliono le maggioranze, ma io continuerò a chiederle di esistere e a proporla a chi mi ascolta. Credo che la poesia in versi provenga ed esprima una potenza, una facoltà umana non altrimenti esprimibile. La poesia è avvertita come impervia ma raramente, se è buona o grande poesia, come poco interessante: e questo perché è un’arte che richiede molta partecipazione, che è capace di leggerti dentro e scovare in te pieni e vuoti, opacità e brillantezze. Capire una poesia vuol dire sperimentare una sintonia che, se manca, può irritare e allontanare per decenni. I lettori “forti” che non leggono la poesia sanno bene cosa si perdono: esattamente ciò che sentono di non avere ancora disponibile dentro sé stessi. A volte le opacità aiutano a vivere, e la poesia è impudica e invadente. Non indifferente.”

Prossimi appuntamenti (ore 17,30):

Per Amelia Rosselli  – 1 marzo 2017
Gabriella Sica  – 8 marzo 2017
Sara Ventroni  – 13 marzo 2017
Carlo Bordini  – 15 marzo 2017
Valerio Magrelli  – 22 marzo 2017
Maurizio Cucchi  – 30 marzo 2017