Operazione Cashier’s Check: due viterbesi tra gli arrestati per riciclaggio di assegni (Foto e video)

NewTuscia – VITERBO – “Operazione Cashier’s Check”: un giro di assegni contraffatti di 320mila euro e un totale di 42 fermi cautelari. Un’indagine durata quasi un anno e che ha permesso ai Carabinieri del nucleo investigativo di Viterbo di scoprire un complesso meccanismo per la contraffazione degli assegni di rioperazione cashiers check2mborso che gli enti statali spedivano ai privati cittadini.

Questa mattina alle 11, nel suo ufficio, il Procuratore generale Paolo Auriemma, il Pm Massimiliano Siddi ed il comandante del nucleo provinciale di Viterbo Giuseppe Palma, hanno spiegato ai giornalisti il filo conduttore della maxioperazione che, snodandosi fino alla Campania, ha portato i militari a scoprire i mandanti dell’ingegnosa truffa.

“Un successo – ha dichiarato durante la conferenza stampa il procuratore Auriemma –. I Carabinieri, coadiuvati dal mio collega Siddi, sono riusciti a scoprire una vera organizzazione specializzata nella contraffazione degli assegni. Il merito di questa brillante operazione – ha continuato a dire Auriemma – non solo va al tenente colonnello Rizzo e ai suoi uomini ma anche al capitano Martufi che, prima del suo trasferimento, iniziò le indagini”.

Dopo la conferenza stampa si è trasferita nella sala riunioni della Procura, dove il tenente colonnello Giovanni Rizzo ha illustrato ai giornalisti i particolari tecnici dell’ operazione ed il modus operandi della banda.

“Il sistema era quello di individuare le buste contenenti gli assegni – ha spiegato Rizzo – poi gli assegni arrivavano nel napoletano per essere contraffatti ed in seguito venivano rimandati con l’ intestatario coperazione cashiers check8ambiato dove venivano incassati da persone che avevano aperto un conto esclusivamente per la truffa. Gli intestatari del conto prendevano il dieci per cento della somma, quelli che li avevano “reclutati il 25% ed il restante del danaro finiva nelle tasche dei capi”.

La banda intercettava assegni da parte di enti pubblici, indirizzati a privati cittadini, provenienti dai centri di smistamento di Poste Italiane di Milano, Bologna e Ravenna: a questo punto gli assegni venivano contraffatti, e molti venivano riscossi proprio in provincia di Viterbo.

Si tratta di una vera e propria banda criminale organizzata su tre livelli: i due viterbesi arrestati appartenevano al secondo livello e facevano quindi da intermediari tra i vertici dell’organizzazione ed i prestanomi dell’ultimo anello. Si tratta di Marco Antonio Carriere e Giuseppe Salustro.

Le forze dell’ordine stanno ancora indagando su circa 40 altre persone coinvolte, tra i quali 15 viterbesi.

Tra i punti oscuri di questa vicenda rimane ancora l’interrogativo di come la “banda facesse ad inviduare le buste contenenti gli assegni, gli inquirenti non escludono l’ ipotesi di una “talpa” che segnalava le buste da prendere.

 

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4 pensieri riguardo “Operazione Cashier’s Check: due viterbesi tra gli arrestati per riciclaggio di assegni (Foto e video)

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