Sette regioni in campo per il riconoscimento UNESCO della Via Francigena

NewTuscia – VITERBO –

                                                                                                                    Simone Stefanini Conti

Sette regioni si impegnano per candidare la via Francigena ad entrare a far parte del patrimonio Unesco. Dalla Val d’Aosta al Lazio,  con  Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana. Da Nord al centro, dell’Italia e della cristianità.

ViaFrancigena

Gli assessori alla cultura delle sette regioni toccate dal millenario si sono dati appuntamento a  Firenze per sottoscrivere il protocollo per la candidatura all’ Unesco, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di cultura.

L’obiettivo prioritario- precisano gli assessori – è assicurare un’efficace tutela del tracciato e la conservazione del suo eccezionale valore universale, “per le generazioni presenti e future”.

Nicola Zingaretti ha dichiarato: “occorre valorizzare il nostro patrimonio storico e naturalistico lungo le vie storiche come opportunità di sviluppo e di crescita per le persone”.

Il Presidente della Regione Lazio Zingaretti  è categorico : “L’Italia non ha miniere d’oro  ma ha un patrimonio enorme fatto di borghi, tradizioni, cultura enogastronomia. Una ricchezza immensa, che tutto il mondo cerca e ci invidia. Dobbiamo valorizzare il nostro patrimonio storico e naturalistico lungo le vie come opportunità di sviluppo e di crescita per le persone”.

Ricordiamo che la via Francigena è un cammino lungo un itinerario medievale calpestato, nei secoli, da milioni di pellegrini, fa da collegamento tra  Canterbury (Inghilterra) con Roma, passando anche per Francia e Svizzera e nel Medioevo rappresentò l’itinerario più frequentato dai cristiani in cammino verso Roma.

La Francigena si estende per 1.800 chilometri, di cui oltre 1.000 cadono in Italia ed è divisa in circa settanta tappe, la Francigena nel 990 d. C. venne attraversata dall’arvicescovo di Canterbury Sigerico. Armato di taccuino, l’abate tornò a casa con un ricco diario di viaggio su cui annotò non solo l’intero percorso fino a Roma, ma anche le stazioni dove i pellegrini potevano pernottare.  Oggi la via Francigena è uno dei cammini della fede più noto, che nel 2014 è stato attraversato da trentamila pellegrini. Numeri destinati ad aumentare in vista del Giubileo della Misericordia di papa Francesco.

La sottoscrizione del protocollo da parte delle regioni è solo la prima tappa di un lungo processo. La candidatura ufficiale deve essere promossa dal comitato italiano e consegnata entro il 30 settembre di ogni anno. Da quel momento scatta una serie di scambi di proposte e integrazioni che durano almeno tre anni, che porteranno poi il Comitato per il Patrimonio Mondiale, che si riunisce ogni anno tra giugno e luglio,  a decidere sulla candidatura.

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la scorsa settimana la legge per la valorizzazione della rete dei cammini del Lazio (RCL), con norme apposite dedicate alla promozione, gestione e manutenzione di questo importante patrimonio naturale e religioso.

Per quanto riguarda la Tuscia da sottolineare che, accanto alla via Francigena la quale ormai rappresenta un itinerario in forte ascesa e conosciuto dai pellegrini di tutto il mondo, anche  la via Amerina entrerà a far parte della rete, per un emendamento presentato dal consigliere Enrico Panunzi. Rete che sarà composta dai percorsi storici, religiosi, culturali e paesaggistici e dalle vie consolari. Tra queste ultime sia quelle che collegano Roma e il resto del territorio, sia le strade che vi si immettono.  Faranno parte della rete anche i percorsi escursionistici, quelli delle aree naturali protette e i pellegrinaggi di tradizione religiosa popolare centenaria nel cui itinerario è compresa una basilica.

Riconosciuti dalla Legge regionale del Lazio quattro nuovi itinerari: il Cammino di San Benedetto, il Cammino di San Francesco, il Cammino della Luce – Via Amerina e il Cammino dei Parchi.

Il provvedimento è stato finanziato con due fondi, di 100 mila euro per la parte corrente e 600 mila euro in conto capitale, da utilizzare nel biennio 2017-2018. Potranno beneficiare del finanziamento, tra l’altro, gli enti locali (preferibilmente in forma associata), gli enti gestori delle aree naturali protette regionali, le università, gli enti pubblici di ricerca.

Tra le principali novità l’istituzione di una nuova struttura ricettiva extralberghiera, la “casa del camminatore”, e la dichiarazione di interesse pubblico per i percorsi che entreranno nella rete.

 

2 pensieri riguardo “Sette regioni in campo per il riconoscimento UNESCO della Via Francigena

  • 13 Giugno 2019 in 11:56
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