Comune di Perugia, i temi discussi dalla III Commissione Consiliare Urbanistica: acquedotti Fontignano, ripristini stradali, aree peep

NewTuscia – PERUGIA – La III Commissione Consiliare Permanente Urbanistica ha trattato questa mattina tre odg.

E’ stato discusso l’Ordine del giorno presentato dai consiglieri Borghesi e Mirabassi su : Situazione rete acquedottistica e fognaria nella zona sud del Comune di Perugia – frazione di Fontignano.

Illustrando l’atto, Mirabassi ha riferito che Umbra Acque sta realizzando un nuovo tratto fognario in località Acquaiola con costruzione di un depuratore e di un collettore fognario. Si tratta di una importante opportunità che si apre per le frazioni vicine, tra le quali anche Fontignano, oggi alle prese con diverse problematiche, in considerazione del fatto che permangono fognature comunali a cielo aperto con liquami riversati lungo la collina.

La frazione di Fontignano mostra anche un’ulteriore criticità rappresentata da una carente e/o assente rete acquedottistica; ed infatti la parte alta del paese, ossia quella che fa riferimento al castello ed alle abitazioni attigue, non è ancora servita dall’acquedotto comunale. La realizzazione di questo nuovo tratto di acquedotto risulta pertanto necessario e non particolarmente gravoso per Umbra Acque, circa 250/300 metri.

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Per queste ragioni, gli istanti nel dispositivo hanno impegnato l’Amministrazione:

– Ad audire i competenti uffici tecnici per individuare possibili soluzioni al fine di rispondere alle richieste dei cittadini di Fontignano, come descritte in narrativa in quanto si tratta di interventi che porterebbero ad un sensibile miglioramento della qualità ambientale e di vita di tutto il territorio;

-A reperire risorse sia per la realizzazione di un collettore comunale tra Fontignano ed Acquaiola, che potrà contribuire alla eliminazione dei liquami a cielo aperto, sia per potenziare l’attuale condotta idrica che ad oggi non riesce a soddisfare l’abitato di Fontignano.

I rappresentanti di Umbracque e Ati 2 hanno riferito che quanto richiesto nell’odg è stato recepito perché gli interventi, soprattutto quelli fognari, sono già previsti nella programmazione. A breve, dunque, partirà la progettazione per collettare gli scarichi a cielo aperto. Anche sotto il profilo idrico vi saranno adeguamenti sulla pressione dell’acqua ed il potenziamento serbatoi. L’avvio lavori è previsto tra un anno.

L’assessore Calabrese ha invitato gli istanti a modificare il dispositivo onde sollecitare Umbracque ed Ati 2 affinché i lavori riguardino anche la parte acquedottistica, non ancora programmata.

Per questo Mirabassi ha chiesto ed ottenuto il rinvio del voto.

Successivamente è stato discusso l’Ordine del giorno presentato dal consigliere Bori su modalità dei ripristini stradali a seguito di lavori e manutenzioni.

“In questo periodo – ha detto – l’intero territorio comunale di Perugia è oggetto di numerosi lavori di ammodernamento e manutenzione dei sottoservizi, come accaduto lungo tutto il Bulagaio per il sistema fognario. In contemporanea a questi interventi si sommano i cantieri diffusi in tutto il territorio per passaggio della fibra ottica che consentirà a Perugia di essere tra le città più cablate d’Italia.

I lavori sono un’azione positiva e che appoggiamo, ma gli interventi, necessari per imprese e cittadini perugini, stanno creando problemi alla viabilità sia durante l’apertura dei cantieri che dopo: in tutti i casi i ripristini del piano viario avvengono solo attraverso la copertura con una striscia di catrame delle “minitrincee” necessarie al passaggio dei cavi o agli scavi per raggiungere i sottoservizi”.

Si sta contravvenendo, quindi, al “Regolamento per gli scavi del sottosuolo” in vigore a Perugia, che prevede il ripristino quanto meno dell’intera corsia dove hanno avuto luogo le opere di scavo. Con l’ordine del giorno Bori ha chiesto che l’Amministrazione si attivi per far si che le aziende concessionarie di interventi per il passaggio della fibra ottica e della manutenzione dei sottoservizi provvedano a rispettare scrupolosamente i dettami dei regolamenti al fine di ridurre al minimo i disagi alla cittadinanza e la possibilità di un rapido deperimento del manto stradale, già ampiamente martoriato.

Calabrese ha ricordato l’importanza del progetto “Perugia Digitale”, unico nel suo genere a livello nazionale, possibile anche grazie all’impegno degli uffici ed alla condivisione politica di tutti. Certamente questo progetto ha un impatto visivo importante su Perugia ove ancora oggi lavorano circa 450 operai a ritmo serrato su 50-60 cantieri.

I solchi che si vedono lungo le strade per la fibra sono ripristini temporanei che, dopo la stabilizzazione delle strutture (ossia in primavera) verranno sostituiti dai ripristini definitivi.

Per tali ragioni Calabrese ha chiesto a Bori di sospendere l’odg per riprenderlo in esame ad aprile-maggio.

Rosetti ha segnalato che i solchi sono pericolosi soprattutto per biciclette e ciclomotori, categorie scarsamente tutelate a Perugia. Ha chiesto quindi lumi sui ripristini definitivi, tempi e modalità.

Calabrese sul punto ha riferito che i ripristini temporanei sono effettuati secondo le regole di legge e vengono costantemente monitorati dagli uffici comunali. Per quelli definitivi occorreranno alcuni mesi (6 dall’opera) e dovranno anch’essi essere effettuati secondo la normativa nazionale. Lo stato delle strade sarà poi oggetto di importanti interventi di risanamento che saranno coordinati con quelli degli operatori (open fibre, umbracque ecc).

L’Ing. Naldini ha spiegato che sono tre i tipi di ripristini: trincea tradizionale con conseguente riqualificazione di metà carreggiata; mini-trincea (10 cm) con successivo ripristino di 50 cm; scavo di un giorno (5 cm) con cantiere a “trenino” oggetto di immediato ripristino. Tutte le opere sono monitorate dal Comune e nei casi di criticità i ripristini vengono effettuati più volte fino al risultato ottimale. Per i ripristini finali si dovrà attendere la primavera quando anche le condizioni atmosferiche saranno migliori.

Sorcini ha espresso qualche perplessità ritenendo che le principali strade della città (via settevalli, via M. Angeloni ecc.) versino in uno stato precario e, dunque, pericoloso. Ha quindi chiesto all’Amministrazione maggiore attenzione, ritenendola una priorità.

Leonardi ha precisato che il piano strade del Comune è stato temporaneamente sospeso per evitare concomitanze con i tanti cantieri riguardanti la fibra ed il raccordo autostradale.

Riprenderanno quando Open Fibre avrà terminato il suo compito e con la massima attenzione da parte del Comune, in controtendenza rispetto alle Amministrazioni del passato.

Numerini ha confutato queste tesi, confermando che il materiale contenuto negli scavi richiede alcuni mesi per consolidarsi. Da qui la ragione dell’attesa per i ripristini definitivi. Quanto al risanamento stradale ha riferito che la programmazione esiste e tiene conto delle priorità segnalate da tecnici e cittadini. Tra queste vi sono tutte le strade elencate da Sorcini.

Calabrese ha confermato che il tema strade è strategico per Perugia, tanto è vero che negli ultimi anni sono state dedicate risorse importanti per questa partita. Per il 2017 si ripeterà l’impegno, anche se vi sono potenziali criticità legate al finanziamento con le alienazioni patrimoniali. Per questo l’assessore ha chiesto al consiglio uno sforzo collettivo per condividere scelte e priorità.

Rosetti ha rilevato che la giunta fa i bilanci solo per far quadrare i conti, ma senza accompagnarli con programmazioni effettive. Nel merito ha espresso perplessità per il fatto che si consenta agli operatori di lasciare, dopo gli scavi, le strade in condizioni precarie.

All’esito l’odg è stato sospeso; Bori ha chiesto comunque ad uffici e giunta di monitorare la situazione per evitare il crearsi di pericoli per i cittadini.

Infine è stato discusso l’ Ordine del giorno presentato dai consiglieri Mencaroni, Bistocchi, Bori su : Verifica e aggiornamento delle convenzioni delle aree P.E.E.P. di tutto il Comune di Perugia e sull’ istituzione di un regolamento per la trasformazione in diritto di proprietà delle aree P.E.E.P. già concesse in diritto di superficie e per la rimozione dei limiti di godimento degli alloggi realizzati su aree P.E.E.P. cedute in proprietà.

Le aree Peep sono concesse dai Comuni a prezzi agevolati agli operatori. Dette aree fanno parte di piani di zona, elaborati dai Comuni, da destinare alla costruzione di alloggi, e possono essere o in diritto di superficie o in proprietà.

In ambedue i casi è obbligatorio –spiegano ancora i proponenti- stipulare con il Comune una convenzione in cui sono fissati i criteri a cui attenersi per la costruzione, la cessione dell’alloggio e le sanzioni nel caso in cui non si osservino le prescrizioni previste.

“Gli immobili costruiti in regime di edilizia convenzionata –ha detto Mencaroni- sottostanno a precisi vincoli in caso di vendita e di locazione, richiamati nella convenzione stipulata con il Comune dove si trova l’immobile in questione. Non c’è però un criterio univoco che valga per tutti i casi, in quanto le singole convenzioni stabiliscono criteri che possono anche differire fra di loro. Ci sono inoltre delle limitazioni al suo godimento che ne vincolano la successiva commercializzazione e/o locazione. Dato che la legge ha concesso ai Comuni la facoltà, dietro pagamento di un corrispettivo, di trasformare il diritto di superficie in piena proprietà e di estinguere prima del tempo i limiti di godimento degli alloggi ceduti in proprietà, si chiede che anche il Comune di Perugia, sull’esempio di altri comuni, effettui una verifica e un conseguente aggiornamento delle convenzioni delle aree P.E.E.P di tutto il Comune di perugia; solleciti l’Agenzia delle Entrate in modo che possa effettuare in tempi brevi una rivalutazione dei costi e del mercato che sarà utile al fine dell’aggiornamento delle convenzioni e, infine, valuti la possibilità di istituire un regolamento per la trasformazione in diritto di proprietà delle aree P.E.E.P. già concesse in diritto di superficie e per la rimozione dei limiti di godimento degli alloggi realizzati su aree P.E.E.P. cedute in proprietà.

L’assessore Bertinelli ha confermato che da tempo l’Amministrazione si sta occupando del tema annoso con l’obiettivo di uniformarsi alle leggi e di andare incontro ai cittadini. Dunque le verifiche e gli aggiornamenti ci sono stati così come è stato dato mandato all’Agenzia delle Entrate già da ottobre di effettuare le nuove stime; si è in attesa delle risposte. Infine sul punto 3 l’assessore ha chiarito che vi sono già delibere di giunta (dal 2000 al 2012) che delineano i percorsi per agevolare il passaggio in proprietà o la cessione degli immobili nel rispetto della legge.

Zepparelli ha ripercorso la storia della vicenda nata negli anni ’70. Il momento chiave è il 1998 quando una legge nazionale ha previsto la possibilità per gli assegnatari di trasformare il diritto di superficie in proprietà e/o di rimuovere i vincoli alla commerciabilità degli immobili. Principi recepiti dal Comune con diverse delibere di giunta.

Il punto focale risiede nei corrispettivi che, attualmente, sono parametrati a stime ormai datate (dal 2004 al 2012), ossia precedenti alla crisi del settore immobiliare.

Per questo si è chiesto all’Agenzia Entrate di aggiornare queste stime; tuttavia la risposta tarda ad arrivare ed è stata più volte sollecitata.

Impensabile, invece, una trasformazione a titolo gratuito, in quanto contrastante con la legge.

Fronduti ha concordato con quanto detto da Bertinelli e Zepparelli, segnalando che le zone PEEP hanno rappresentato uno strumento utilissimo per l’Umbria.

I problemi sono sorti quanto le precedenti Amministrazioni, per colmare il buco di bilancio, hanno tentato di recuperare in maniera non corretta somme dai cittadini, facendo ereditare all’attuale giunta una situazione complicata.

In relazione al tema dei conguagli Zepparelli ha chiarito che il problema è nato al momento della sottoscrizione delle convenzioni, quando si inserì la formula “salvo conguaglio”; tali conguagli sono stati quantificati solo dopo tempo ed hanno aperto la strada a contenziosi che, comunque, il Comune sta attualmente vincendo. In ogni caso – come ha confermato l’assessore Bertinelli – l’intenzione dell’Amministrazione sul punto è di cercare di risolvere le questioni pendenti in maniera transattiva, ma sempre nel rispetto delle leggi.

Rosetti ha espresso qualche perplessità sul dispositivo dell’odg ritenendolo un po’ generico. Ove la proposta di Mencaroni fosse quella di favorire la trasformazione del diritto di superficie in proprietà gratuitamente, la capogruppo si è detta contraria in quanto ciò violerebbe i principi di legge.

Al termine della seduta Mencaroni ha chiesto ed ottenuto il rinvio della votazione per valutare una modifica dell’atto.