Approvato il protocollo d’intesa tra comune di Perugia e Istituto Italiano di Design

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GIUNTA COMUNALE/APPROVATO IL PROTOCOLLO D’INTESA TRA COMUNE E ISTITUTO ITALIANO DI DESIGN PER DARE NUOVO IMPULSO AL MARKETING DEL TERRITORIO E OPPORTUNITA’ DI LAVORO AI GIOVANI

NewTuscia – PERUGIA – Approvato oggi dalla Giunta il protocollo d’intesa con l’Istituto Italiano di Design, che sarà firmato a breve e che avrà durata minima di due anni. Scopo della collaborazione tra il Comune di Perugia e l’Istituto, che è uno dei principali istituti di formazione di livello universitario della città, è quello di realizzare operazioni di marketing territoriale di qualità, volte a migliorare l’immagine della città, allo stesso tempo sostenendo il talento dei giovani e favorendo un collegamento col mondo del lavoro.

La collaborazione con l’IID sarà utile alla costruzione di idee progettuali, culturali e di marketing territoriale, finalizzate a migliorare e promuovere l’immagine di Perugia, ma anche a riproporre la città come centro del sapere, a rilanciarne la vocazione imprenditoriale giovanile, creando occasioni di crescita e opportunità di lavoro per i giovani.

Un primo frutto di questa collaborazione si è già avuto nell’ambito del progetto Officine Fratti, che ha visto gli allievi dell’IID protagonisti nel dare un’innovativa e originale veste agli spazi recuperati di Via Fratti.

“Creare sinergie con il mondo universitario e dell’alta formazione cittadino, con quello dell’associazionismo e dell’impresa –ha sottolineato l’Assessore al Marketing territoriale Michele Fioroni, nel presentare il protocollo- per elaborare progetti culturali e di sviluppo condivisi per Perugia rientra a pieno negli obiettivi di questa amministrazione ed è strategico per il capoluogo umbro.”

GIUNTA COMUNALE/PREVENZIONE E LOTTA AI FENOMENI DI BULLISMO E DEVIANZA GIOVANILE: LE ISTITUZIONI IN CAMPO

Approvato questo pomeriggio dalla Giunta comunale il protocollo d’intesa che dovrà essere firmato da Comune di Perugia, Prefettura, Regione dell’Umbria, Ufficio Scolastico Regionale, Questura di Perugia, Comando Provinciale Carabinieri e Comando Provinciale Guardia di Finanza, Azienda Unità Sanitaria Locale Umbria 1, Associazione “Basta il Cuore” e Associazione “Contrajus” per la prevenzione e la lotta ai fenomeni di bullismo e devianza giovanile.

“Si avverte l’esigenza di definire una sempre più stretta collaborazione tra le componenti istituzionali e sociali preposte alla tutela e all’educazione dei minori –ha sottolineato l’Assessore Wagué, promotore della proposta- attraverso una maggiore diffusione della cultura della legalità, al fine di rafforzare le sinergie tra le istituzioni per prevenire e contrastare fenomeni di sopraffazione che possano sfociare anche in fattispecie di rilevanza penale.”

L’obiettivo dell’intesa è, infatti, quello di mettere a sistema le diverse azioni che ciascuna istituzione, per la sua competenza, realizza, al fine di trovare una soluzione condivisa alle problematiche del bullismo e della devianza giovanile, evitando la frammentarietà degli interventi e, anzi, rafforzando le singole attività messe in campo.

Si dovranno elaborare soluzioni e procedure comuni da attuare ogni qualvolta nelle scuole si verifichino atti di bullismo o cyber bullismo, favorire lo sviluppo di una cultura civica e della legalità che aiuti a ridurre comportamenti antisociali, promuovere la collaborazione non solo tra istituzioni, ma anche con l’intera società civile che può dare un forte contributo in tal senso.

Tra gli obiettivi primari della collaborazione vi è soprattutto quello, da un lato, di sostenere i ragazzi e le famiglie, così come il personale delle scuole, mettendoli in grado di riconoscere e prevenire comportamenti a rischio; dall’altro, di favorire attività riparatorie e di ricomposizione dei conflitti.

Tra i compiti del Comune quello di contribuire alla realizzazione e promozione di eventi formativi e informativi, quali campagne di sensibilizzazione, seminari, incontri, dibattiti sugli argomenti del bullismo e cyber bullismo, devianza giovanile e legalità, di pubblicizzare tutte le diverse azioni che dovessero essere realizzate, attraverso i propri canali, nonché mettere a disposizione i propri servizi di documentazione, ricerca, intervento educativo, per la definizione e la realizzazione degli interventi stessi.

GIUNTA COMUNALE/IL COMUNE DI PERUGIA SARA’ PARTNER DI PROGETTI FINALIZZATI A CONTRASTARE LA POVERTA’ EDUCATIVA MINORILE

Dopo aver approvato, lo scorso 11 gennaio, la partecipazione a due proposte finalizzate ad ampliare e potenziare i servizi educativi e di cura dei bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, oggi la Giunta ha accolto le richieste di partnership per altri progetti, a valere sui bandi nazionali emanati nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile.

Il Governo e le Fondazioni bancarie hanno creato questo fondo con lo scopo di finanziare interventi finalizzati a rimuovere qualsiasi ostacolo di natura economica, sociale e culturale che impedisca la piena funzione dei processi educativi da parte dei minori.

Oltre ai due progetti che vedono già il Comune di Perugia tra i partner, nel corso del mese di gennaio altre proposte sono arrivate, che l’amministrazione ha accolto con favore in quanto, come ha sottolineato l’Assessore Cicchi “sono coerenti con le linee programmatiche di questa amministrazione e con i nostri obiettivi di promuovere la crescita culturale dei ragazzi, valorizzare il sistema educativo integrato, sviluppare servizi flessibili e a favore dei ragazzi e delle famiglie in difficoltà, che favoriscano l’integrazione sociale e la prevenzione del disagio economico, in un’ottica di gestione pubblico-privato.”

Quattro sono, dunque, i progetti che il Comune sostiene: Scuola Box, proposta nazionale presentata dal Consorzio Gesco con la collaborazione, a livello locale, della Coop Asad e finalizzato alla realizzazione di azioni quali l’apertura delle sedi scolastiche fuori dai normali orari per la realizzazione di laboratori creativi e di sostegno; One Stop Shop –proposto da Nuova Dimensione Soc. Coop Sociale- che prende il nome dall’obiettivo di realizzare, all’interno delle scuole, luoghi di accesso e incontro unici (detti appunto One Stop Shop) per i ragazzi e le loro famiglie, con una molteplicità di opportunità educative che vanno dallo sport e benessere all’apprendimento assistito, dall’orientamento fino alla sperimentazione di attività culturali e sociali, attraverso le associazioni del territorio.

Altro progetto è quello presentato dall’Istituto Comprensivo 5, dal titolo Art.Lab, che si propone di realizzare spazi multifunzionali (all’interno della scuola o negli spazi che altri partner potranno mettere a disposizione) per i ragazzi, sempre nell’ottica dell’One Stop shop, Caffè letterari, dedicati alla riscoperta del piacere della lettura e laboratori di orientamento per accompagnare i ragazzi nella riuscita scolastica e, quindi, ridurre il rischio di dispersione scolastica.

Quarto progetto, quello che vede il POST officina della Scienza e Tecnologia di Perugia partner locale (capofila è la Fondazione Cometa a livello nazionale) con la proposta Thing Maker, per il potenziamento di quattro centri di educazione territoriale –uno dei quali è, appunto, il POST- l’avvio di spazi creativi presso gli istituti scolastici, percorsi formativi alternativi alla didattica tradizionale per gli studenti 11-13 anni e attività laboratoriali sperimentali per i ragazzi 14-17 anni, che prevedano la riscoperta di mestieri tradizionali artigianali attraverso le più moderne tecnologie.

La partnership comunale, che ovviamente è subordinata all’approvazione dei progetti da parte di Con i Bambini Impresa Sociale, soggetto attuatore del Fondo, non prevede cofinanziamenti da parte dell’ente.

IV COMMISSIONE CONSILIARE “CULTURA”/ LE AUDIZIONI SULL’ODG DI TRACCHEGIANI “VACCINAZIONI OBBLIGATORIE PER L’ACCESSO DEI BAMBINI AI NIDI ED ALLE SCUOLE DELL’INFANZIA

La IV Commissione consiliare ha dedicato l’intera seduta di oggi pomeriggio alle audizioni concernenti l’odg del consigliere Tracchegiani (FI) sulle vaccinazioni obbligatorie per l’accesso dei bambini ai nidi ed alle scuole dell’infanzia comunali.

L’odg era stato presentato in apposita conferenza stampa lo scorso 19 dicembre e poi approvato in IV commissione il successivo 20 dicembre.

La vaccinazione obbligatoria per l’accesso agli asili, come ha spiegato Tracchegiani, è importante perché in questo momento storico, anche in Umbria, si registra una forte diminuzione delle vaccinazioni obbligatorie, dovuta spesso a non corrette o sufficienti informazioni. In questo modo, tuttavia, i non vaccinati rischiano di esporsi ad una maggiore possibilità di contrarre le malattie, trasmettendole anche ad altri.

Con l’odg, dunque, si propone che il Comune, al fine di consentire l’iscrizione dei bambini alle scuole materne e dell’infanzia, richieda ai genitori la certificazione dell’avvenuta vaccinazione. Ciò permetterà di ottenere risultati significativi realizzando la copertura piena della popolazione giovanile.

Oltre alle vaccinazioni per Polio, Tetano, Difterite e Epatite B, l’odg propone di rendere obbligatoria anche quella al meningococco, dati i recenti casi di focolaio in Toscana.

Contrario alle vaccinazioni obbligatorie si è detto l’Avv. Mastalia di Auret. Il legale ha ricordato che sono quattro attualmente i vaccini obbligatori ossia anti difterite ed antipolio, malattie pressoché scomparse, anti tetano, non trasmissibile da uomo a uomo, ed antiepatite, trasmissibile solo a fronte di stili di vita precari. Per tali ragioni ma anche per profili di illegittimità costituzionale ha espresso perplessità per questa pratica. Non a caso – ha segnalato – in 14 paesi europei oggi le vaccinazioni sono obbligatorie in 17 no.

Infine Mastalia ha detto di non concordare sul principio della cosiddetta “immunità di gregge”.

Per il Prof. Eugenio Serravalle, medico-pediatra, non c’è contrarietà di principio alle vaccinazioni, ma è fondamentale che i cittadini possano scegliere, in quanto le leggi non devono interferire con le libertà individuali.

La Prof. Esposito (pediatria dell’Università di Perugia) ha invece dissentito rispetto ai precedenti relatori, segnalando che l’immunità di gregge è principio pacifico, raggiungibile solo con gradi di copertura delle vaccinazioni superiori al 95%.

La Prof. precisa, inoltre, che non corrisponde al vero il fatto che le malattie per le quali sono previste vaccinazioni obbligatorie siano definitivamente scomparse e debellate.

Secondo Esposito la sanità pubblica deve tutelare la popolazione, garantendo la copertura coi vaccini. Oggi, infatti, l’Italia è in una situazione di potenziale “allarme” ed il sistema, quindi, deve essere adeguato potenziando la prevenzione.

Per la prof. Pasticci di Malattie infettive non c’è contrarietà ai vaccini da parte di nessuno; semmai si disquisisce sulla libertà di scelta. In realtà – segnala – l’obbligatorietà garantisce l’uguaglianza, evitando le discriminazioni legate alle diverse condizioni economiche delle famiglie. Le vaccinazioni restano sistema centrale, perché nei paesi che non le prevedono alcune malattie registrano percentuali di presenza importanti.

Il Prof. Fiore, in rappresentanza dell’ordine dei medici, ha concordato con Esposito e Pasticci, segnalando che i vaccini sono da sempre vittime del loro successo.

Le malattie, al contrario, se non ci sono le vaccinazioni rischiano di ripresentarsi.

Dopo le relazioni, spazio ai consiglieri. Pittola ha chiesto di sapere perché, nonostante le vaccinazioni, una piccola percentuale di cittadini si ammala lo stesso.

Per il resto ha invitato tutti ad usare buon senso: ogni genitore sa cosa è meglio per il proprio figlio, ma deve essere adeguatamente informato.

Per Nucciarelli se la vaccinazione è assolutamente sicura, perché in oltre 15 paesi europei non è obbligatoria? Ed ancora – segnala il consigliere – l’Italia è regolata dalla Costituzione che garantisce, tra i principi fondamentali, la libertà di accedere o meno ai trattamenti sanitari. Questo è un principio che non può essere toccato.

Infine – ha concluso – se dovesse passare la legge sulla vaccinazione obbligatoria per l’accesso alle scuole, non c’è il rischio che alcuni bambini, le cui famiglie non hanno le possibilità economiche per accedere ai vaccini, vengano discriminati?

Giaffreda ha precisato che il M5S si è astenuto sull’odg di Tracchegiani ritenendo che sia giusto garantire a tutti la libertà di scelta, principio costituzionale intangibile.

Vignaroli ha suggerito che, accanto alla libertà personale, principio fondamentale della Costituzione, esistono nella Carta anche altri principi posti a tutela della comunità, come, ad esempio, la responsabilità verso gli altri.

Camicia rileva che grazie ai vaccini il 90% delle malattie è stato debellato. Ciò è frutto delle ricerca che ancora oggi prosegue con impegno e sacrificio. La prevenzione, dunque, deve rimanere principio fondamentale della nostra azione, perché salva vite umane.

La Prof Esposito, rispondendo al quesito di Pittola, ha precisato che l’efficacia del vaccino varia da vaccino a vaccino (tra il 60 ed il 90%) a seconda del sistema immunitario del soggetto.

Chiudendo la seduta di commissione, Tracchegiani ha concordato con Vignaroli: è giusta la libertà di non accettare trattamenti sanitari personali, ma la vaccinazione è cosa diversa. Si tratta cioè di una delle più importanti scoperte mediche perché ha consentito di tutelare la comunità. L’odg è stato presentato – ha chiarito – a fronte del costante calo delle vaccinazioni (scese sotto il 95%); questo trend rischia di mettere in pericolo la popolazione ed è per questo che bisogna reagire.

Spetterà ora al Consiglio comunale pronunciarsi sull’odg in maniera definitiva.

Collegamento ferroviario: Perugia rischia di tornare al vapore/ODG E comunicato stampa dei consiglieri PD bori e bistocchi

L’Umbria, ed in particolare Perugia sconta da sempre un gap considerevole nei collegamenti ferroviari con il resto dell’Italia che rende difficoltoso utilizzare il mezzo di trasporto di massa. I pendolari, in particolare, nel viaggio da e per Roma devono affrontare un percorso arduo e difficoltoso che prevede l’utilizzo di “Regionali Veloci” ed “Intercity” che impiegano tra le due ore e trenta e le tre ore per coprire meno di duecento km con orario di partenza al limite dell’umana sopportazione.

A tutto questo va aggiunto che Trenitalia ha deciso di aumentare considerevolmente il costo della Carta Tuttotreno che, insieme all’abbonamento a tariffa regionale o sovraregionale con origine e/o destinazione entro i confini delle regioni in cui è in vigore, consente di viaggiare in seconda classe, su una relazione coincidente o compresa in quella dell’abbonamento treni del trasporto nazionale, senza dover pagare alcuna differenza di prezzo ma senza la garanzia del posto a sedere.

Questo insieme di fattori porta i pendolari a preferire il mezzo privato per raggiungere i luoghi di lavoro congestionando le strade ed acuendo l’inquinamento atmosferico, mentre molti turisti, sprovvisti di mezzi propri per spostarsi, sono costretti ad escludere la nostra regione dai loro itinerari.

Stante la situazione chiediamo che l’Amministrazione comunale si faccia portatrice, di concerto con la Regione Umbria, delle istanze di pendolari, turisti ed utenti occasionali delle ferrovie altrimenti, di questo passo Trenitalia rimetterà in funzione le vecchie locomotive a vapore (come quella utilizzata per celebrare i 150 anni della ferrovia Terontola – Foligno) per collegare Perugia con il resto d’Italia.

Questo il tsto integrale dell’odg presentato dai due consiglieri:

Ordine del Giorno: Situazione dei pendolari perugini e collegamenti ferroviari

PREMESSO CHE:

  • L’impiego di mezzi privati per gli spostamenti da e per Perugia effettuati giornalmente dai pendolari congestiona le strade e contribuisce ad aumentare in maniera considerevole l’inquinamento atmosferico e il PM10 presente nell’aria.
  • L’OMS considera prioritario l’utilizzo di mezzi pubblici (in particolare quelli a basso inquinamento come il trasporto ferroviario) per ridurre l’inquinamento e quindi migliorare la qualità della vita.

CONSIDERATO CHE:

  • L’Umbria ed in particolare Perugia risentono da molto tempo di un deficit di collegamenti con il resto d’Italia in particolare per quello che riguarda il trasporto pubblico di massa.
  • Il problema della difficoltà dei collegamenti da e per Perugia rende difficile ai pendolari lo spostamento verso i luoghi di lavoro utilizzando la rete ferroviaria e costringendoli a utilizzare mezzi di trasporto privati o, in subordine, a trasferirsi in prossimità dei luoghi di lavoro.

VALUTATO CHE:

  • Il collegamento ferroviario con Roma risulta sempre più difficoltoso tanto che da Perugia a Roma al mattino c’è un solo “Regionale Veloce” che in circa tre ore intorno alle 9.00 porta a Roma i pendolari, mentre dalle 17.00 alle 20.00 tra Roma e Perugia sono presenti solo tre “Regionali Veloci” che tanto veloci non sono visto che mediamente e salvo ritardi impiegano circa due ore e trenta per collegare la capitale con il capoluogo umbro e un “Intercity” in partenza da Roma alle 19.58 con arrivo a Perugia alle 22.13.
  • I viaggiatori umbri e i tanti turisti che scelgono il treno per visitare la nostra regione pagano biglietti ed abbonamenti in base ad un chilometraggio ancora calcolato in base alla lunghezza della linea storica, inaugurata agli albori del Regno d’Italia. Oggi, però, i treni percorrono la linea direttissima che accorcia la distanza tra Terni e Roma di circa 20 km, più del 10% del percorso complessivo.
  • Trenitalia ha deciso di aumentare il costo della Carta Tuttotreno di 100 euro, di eliminare la possibilità di sottoscrizione semestrale comportando un costo maggiore per chi decide di spostarsi in treno.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:

  • Ad attivarsi di concerto con la Regione Umbria affinché i pendolari della regione e della nostra città, assieme ai viaggiatori sporadici, possano usufruire di un servizio migliore a costi minori rispetto a quelli del mezzo privato.
  • Ad aprire una trattativa in sede istituzionale per ottenere maggiori e migliori collegamenti tra la nostra città e i principali centri di interesse nazionale (Roma, Milano, Firenze, Napoli).

REGOLAMENTO D’IGIENE, APPROVATA LA PROPOSTA DEL CONSIGLIERE CAMICIA. Il capogruppo del Cor: “Finalmente il Podestà è stato spodestato”

“Finalmente dopo un iter difficile è stata approvata la mia proposta sull’abrogazione del regolamento di igiene del Comune di Perugia, la cui ultima modifica risale al 1946 firmata dal Podestà”. A sottolinearlo il consigliere comunale del gruppo Conservatori e Riformisti, Carmine Camicia, a seguito dei lavori della prima commissione consiliare, che si è tenuta mercoledì 1 febbraio. “Da tempo – spiega il capogruppo Cor – ho sempre sostenuto che era necessario verificare ed aggiornare i tantissimi ‘regolamenti’ ancora vigenti, in particolare quelli datati e fuori da ogni logica, che hanno solo creato difficoltà alla comunità perugina”.

“Anche questa volta i consiglieri di opposizione, Pd e Movimento cinque stelle, hanno cercato di boicottare l’azione riformista dei colleghi di maggioranza – prosegue Camicia – che da due anni e mezzo stanno riorganizzando l’intera macchina comunale che come si evince è ferma dal 1946. I cambiamenti e le innovazioni non piacciono alle opposizioni, che pensano così di far lavorare meno i dirigenti a discapito dell’intera collettività. Grande soddisfazione nei gruppi consiliari di maggioranza è stata espressa, perché finalmente siamo riusciti a spodestare il Podestà, figura ancora cara al Pd e ai cinque stelle”.