Le regioni chiedono risorse per la valorizzazione degli spettacoli dal vivo e per il funzionamento delle nuove province

Stefano Stefanini

(NewTuscia) – In merito ai lavori parlamentari per l’elaborazione di un “Codice dello Spettacolo” Le Regioni nella audizione alla Commissione Pubblica Istruzione del Senato  del 25 gennaio scorso hanno ribadito  la richiesta di coinvolgere le Regioni nel prosieguo dell’iter.

Le Regioni auspicano una disciplina unitaria del settore ‘Spettacolo dal vivo’, soprattutto per rispondere ai numerosi cambiamenti che abbiamo registrato in quest’ultimo decennio”, lo ha dichiarato Gianni Torrenti, Coordinatore della Commissione Beni e attività culturali della Conferenza delle Regioni (Assessore della Regione Friuli Venezia Giulia) durante l’audizione in Commissione Istruzione Pubblica del Senato.

“Ma questo obiettivo va raggiunto con il concorso e la partecipazione delle Regioni. L’idea di un codice dello spettacolo sembrerebbe invece presupporre una disciplina organica che può correre il rischio di comprimere la competenza delle Regioni. Siamo convinti quindi che sia necessario uno strumento unitario, ma rispettando il limite della competenza concorrente per cui chiediamo da subito al Parlamento e al Governo che si ponga attenzione particolare a quello che sarà il prosieguo dell’iter di questa legge.

In particolare è indispensabile che il decreto o i decreti legislativi che attueranno la delega siano assunti non sulla base di un semplice parere ma d’intesa con le Regioni. Al riguardo basterà ricordare – prosegue Torrenti – quanto è avvenuto per altre importanti leggi delega, varate dal precedente Esecutivo, a seguito delle pronunce della Corte Costituzionale”.

Entrando poi nel dettaglio Torrenti ha ricordato alcune criticità che con questa delega sarebbe opportuno affrontare in modo più efficace: 1)il tema delle fondazioni lirico-sinfoniche e della loro difficoltà a reperire finanziamenti; 2) il coinvolgimento non solo dei giovani ma anche dei bambini nel percorso educativo; 3) la possibilità di una maggiore fruizione dello spettacolo dal vivo delle persone con disabilità sensoriali.

Infine, nel documento, approvato dalla Conferenza delle Regioni lo scorso 19 gennaio e lasciato agli atti della Commissione, si sottolineano una serie di temi che potrebbero essere affrontati dalla nuova disciplina: 4)definizione più precisa delle varie tipologie di beneficiari dei finanziamenti statali, prevedendo anche la drammaturgia contemporanea compaia nei programmi dei teatri nazionali (tenuti distinti dai Teatri di rilevante interesse culturale); 5) ruolo centrale all’educazione e, conseguentemente, alle scuole; 6) più internazionalizzazione, anche nelle stagioni ordinarie; 7)obbligo della rotazione degli incarichi di amministratore e direttore; 8) misure a favore dei territori svantaggiati; 9) maggiore circolazione delle opere, anche di quelle commercialmente meno attraenti; 10) valorizzazione degli accordi di programma e dei connessi cofinanziamenti Stato Regioni; 11) estensione della misura c.d. “tax credit” a favore dell’edilizia teatrale in senso ampio.

Le regioni hanno inoltre sollecitato Governo e Parlamento  sulla delicata questione delle risorse per il corretto funzionamento di Province e Città Metropolitane.

“E’ indispensabile che Governo e Parlamento si facciano carico, attraverso specifici provvedimenti, di assicurare gli stanziamenti necessari a quegli enti territoriali, primi fra tutti le province e le città metropolitane, che hanno assicurato finora la tenuta di servizi fondamentali”, lo ha sostenuto Massimo Garavaglia, Coordinatore della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni nel corso della audizione sul tema “finanza delle Province e delle Città metropolitane” alla Commissione parlamentare sull’attuazione del Federalismo fiscale.

“Del resto – ha proseguito Garavaglia – tramontata l’ipotesi del superamento definitivo delle Province, a seguito dell’esito del referendum sulla riforma costituzionale, non si può pensare di abbandonare a sé stessi enti che hanno dignità e copertura costituzionale e che rischiano diversamente di andare incontro al dissesto nel corso del 2017. Per questo motivo la Conferenza delle Regioni, in una prospettiva di leale collaborazione istituzionale, cercherà di promuovere iniziative per migliorare il percorso attuativo della Legge Delrio (L.56/2014)”.

Agli atti della Commissione parlamentare per l’attuazione del Federalismo fiscale, l’Assessore Garavaglia ha lasciato un documento, approvato dalla Conferenza delle Regioni il 19 gennaio in cui, fra l’altro, si ripercorrono le tappe di un percorso che ha portato ad un ridimensionamento delle Province con la riduzione della loro spesa corrente di 1 miliardo per il 2015, 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi a decorrere dal 2017.    “Una pressione – si legge nel documento delle Regioni  – che si è dimostrata insostenibile tanto che Governo e Parlamento hanno dovuto mettere in campo strumenti eccezionali e urgenti per cercare di riportare alla normalità il quadro finanziario di Province e Città metropolitane”.

Su fronte del trasporto ferroviario, i programmati  aumenti tariffari degli abbonamenti sui servizi di Alta Velocità sono stati al centro di un incontro fra il vicepresidente della Regione Campania,  Fulvio Bonavitacola, coordinatore della Commissione Infrastrutture e mobilità della Conferenza delle Regioni e Barbara Morgante, amministratore delegato di Trenitalia.

All’incontro hanno partecipato anche l’Assessore alla Mobilità della Regione Piemonte, Francesco Balocco e l’Assessore ai Trasporti della Regione Liguria, Giovanni Berrino. Nel corso del confronto i rappresentanti delle Regioni hanno manifestato le proprie preoccupazioni per una scelta aziendale che, data l’entità degli aumenti e il brevissimo tempo di preavviso, è apparsa più un atteggiamento “dissuasivo” sull’uso degli abbonamenti, che non un’esigenza dettata da equilibri di bilancio. Le Regioni hanno in ogni caso confermato che il problema di questo “nuovo pendolarismo” sta assumendo sempre più una dimensione sociale specifica, che richiede una riflessione e un confronto approfondito tra tutti gli attori coinvolti, data la nuova rilevanza sociale di tale utenza che si rivolge ai servizi su ferro di alta velocità.

Si è poi convenuto sulla proposta, peraltro già anticipata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, di lavorare e approfondire i diversi aspetti del tema in un tavolo comune.  Nel frattempo Trenitalia ha proposto di congelare fino a giugno il cinquanta per cento degli aumenti per i servizi di abbonamento (mensile e mensile lunedi/venerdi), mantenendo, in ogni caso, le riduzioni per i servizi di abbonamento del tipo fascia oraria 9.00-17.00. Tale riduzione, ad esempio, limiterebbe al 10% l’incremento delle previgenti tariffe, per gli abbonamenti lunedì/venerdì.

Una proposta apprezzata dalle Regioni che hanno però sollecitato Trenitalia a congelare completamente gli aumenti fino a giugno, in attesa degli esiti del tavolo tecnico che il ministero delle infrastrutture e trasporti intende promuovere e al quale le Regioni chiedono di partecipare.  E’ comunque apprezzabile, secondo i rappresentanti delle Regioni, questo primo risultato positivo.

Gli Assessori intendono poi incontrare, sullo stesso tema, l’altro competitor sul mercato, “Nuovo Trasporto Viaggiatori S.p.A.”, per sollecitarlo ad adottare forme di abbonamento rivolte all’utenza dei relativi servizi. In programma anche un’audizione sugli stessi temi con l’Autorità nazionale di regolazione del trasporto, con l’obiettivo di sollecitare aggiornamenti regolatori adeguati alle nuove forme in cui si esprime oggi il pendolarismo nel trasporto pubblico.