Graforubrica. La lettera “d”

Tiziana Agnitelli – www.grafologiaequilibrio.com

NewTuscia – Cari lettori e care lettrici,  in questo nostro nuovo incontro grafologico voglio parlarvi della lettera “d” e dei vari significati simbolici che le vengono dati, per poi analizzarla sullo scritto di un fratello e di una sorella.

La lettera “d” è l’unione di un cerchio con un’asta, in simbologia pertanto si ha l’unione del femminile (cerchio: accoglienza e dolcezza/ mondo affettivo) con il maschile (asta: decisione e determinazione/ambizione e ideali), partiamo da qua per estrinsecare più profondamente i vari aspetti; gli ideali ci parlano di fede e di giustizia, di principi e di doveri, mentre il mondo affettivo ci parla della nostra vita e del nostro quotidiano; ognuno di noi si trova, prima o poi, in alcune circostanze della vita a dover scegliere tra la fedeltà agli affetti e quella agli ideali.

Se ci accorgiamo che nostro figlio ha sbagliato lo denunciamo alla giustizia?

In ebraico la lettera “dalet” individua proprio la nuca di Isacco, tutti noi conosciamo la storia di Abramo e Isacco, e la relativa scelta di Abramo.

Da qui, la lettera “d” per la sua forma evidenzia le motivazioni di base alle nostre scelte, ma non solo, individua anche l’equilibrio interiore tra i due mondi, l’ideale e il materiale, e anche il rapporto di coppia; insomma, da una semplice lettera possono nascere molti quesiti per chi vuole esplorare il territorio più difficile: l’interiorità del Sè.

firma soddisfazioni

Ho scelto questa “d” vergata in modo particolare da un fratello e una sorella, tra i due ci passano quasi dieci anni, Lui è il maggiore e ha scelto una penna celeste, Lei, la minore, ha scelto una penna nera; sicuramente nonostante le differenze grafologiche generali, quello che colpisce è la modalità morfologica di creazione della lettera “d”, particolare in entrambi, certamente possiedono una ricca e sfaccettata interiorità, che tengono nascosta, due scrigni polverosi da scoprire.
Appaiono educati e gentili, non sembrano avere da chi li osserva esteriormente, una variopinta interiorità come invece possiedono.
L’asta, in entrambi, diventa occhiellata, si tramuta quasi in arco, certamente vogliono diventare qualcosa di diverso dal maschile che hanno conosciuto in famiglia, ma sono compagni di vita disponibili e generosi, caldamente accomodanti (curvilineitá e tratto nutrito/pastoso).
Rispetto alla scelta tra gli affetti e gli ideali, essendo entrambi degli “istintivi organizzati”, optano e cercano, con tenacia (entrambi possiedono nel cerchio un gancetto), una soluzione terza, che salvi la capra e il cavolo.
Certamente vivere con loro può rivelarsi un’avventura inaspettata.
Non farebbero come Abramo, bensì parlerebbero con Dio, offrendo sacrifici e danze sacre al chiaro di luna, facendo nel mentre scappare Isacco e dicendo a Dio che si è disperso nella tempesta di sabbia del deserto.
Quantomeno Dio premierebbe la loro ingenua ingegnosità ne sono sicura.