Turchetti (Uil), Francigena: “Michelini ha mentito ai lavoratori”

 

Il segretario provinciale della Uil, Giancarlo Turchetti
Il segretario provinciale della Uil, Giancarlo Turchetti

NewTuscia – VITERBO -“Non solo la pezza continua ad essere peggiore del buco, ma il buco si sta anche allargando oltre ogni limite. La misura è colma. Il Comune di Viterbo pare abbia tutta l’intenzione di mandare a casa 6 lavoratori della società Francigena venendo meno ad un accordo verbale, che il Sindaco conosce bene, che andava in tutt’altra direzione: quella di salvare i posti di lavoro. Obiettivo che probabilmente Leonardo Michelini non ha ben chiaro. Ma quel che è più grave, è che il Sindaco non ha mantenuto la parola data ai lavoratori. Oppure, peggio ancora, la sua mano destra non sa affatto quello che fa la sinistra”. A dichiararlo è Giancarlo Turchetti, Segretario generale della Uil di Viterbo.

“Sono 6 i lavoratori del servizio caldaie che rischiano il licenziamento – prosegue Turchetti – Il Sindaco aveva più volte ribadito che i lavoratori della Francigena non avrebbero dovuto temere nulla, a patto che la società presentasse una proposta di efficientamento delle caldaie riqualificando anche due impiegati da utilizzare come autisti. Lavoratori che a spese loro hanno pure preso la patente per poter guidare l’autobus. Nel frattempo è stata presentata dalla società Francigena anche la proposta di efficientamento, in data 30 agosto. Ad ottobre – spiega poi Turchetti – l’ultimo incontro con il Sindaco che ha continuato a rassicurare tutti sulla sorte dei lavoratori. Il 31 ottobre è infine scaduto il contratto di gestione delle caldaie prorogato fino al 31 dicembre con l’obiettivo di affidarlo nuovamente a Francigena. Dopodiché il silenzio e la notizia di un prossimo bando di gara ad evidenza pubblica che, come sta scritto in un recente Verbale di consultazione sindacale, ‘porterà ad un’azienda terza (scardinando la gestione in house) dell’affidamento del servizio di conduzione e manutenzione degli impianti di riscaldamento in uso presso gli edifici scolastici e comunali’. Una gara che metterebbe in mezzo a una strada i lavoratori e le loro famiglie. Primo perché c’è il rischio che l’azienda terza presenti una proposta al ribasso, rispetto a quanto previsto per mandare avanti il servizio. Un servizio per il quale si prevede, secondo la proposta avanzata da Francigena come richiesto dal Sindaco, un costo complessivo di circa 434mila euro all’anno a fronte di investimenti – in 5 anni – di 293mila euro (circa 60mila euro annui). Queste stime, che ovviamente ricadrebbero sulla nuova azienda, a mala pena permettono di garantire i costi del personale. Laddove l’azienda dovesse presentare un’offerta al ribasso, ecco che di sicuro i lavoratori verrebbero licenziati. Tant’è vero che – sottolinea il Segretario generale della Uil di Viterbo – il Comune ha già previsto un Fondo di Integrazione Salariale, attivo dal 20 febbraio 2017 al 19 febbraio 2018, riguardante proprio i 6 lavoratori in questione per i quali già si prevede una riduzione dell’orario di lavoro del 50%. Come mai? Forse perché si prevede il peggio per i lavoratori? Non solo, ma si era anche deciso di mandare a gara il servizio perché la legge non permetteva più di tenerlo in house. Ora la nuova legge di Bilancio del Governo ha completamente ribaltato i termini. Grazie a questa legge il servizio caldaie potrebbe addirittura essere mantenuto laddove sta, vale a dire in house. Pertanto, la gara stessa non avrebbe più ragione d’essere fatta. Nel frattempo, due lavoratori si sono già presi la patente per guidare gli autobus del trasporto pubblico urbano dove avrebbero dovuto essere ricollocati. Chiediamo quindi al Comune di Viterbo di inserire all’interno del bando di gara per il servizio clausole di garanzia a tutela dei posti di lavoro. Clausole che devono essere chiare e precise. Laddove poi, l’azienda vincitrice del bando dovesse appunto vincere con un’offerta al ribasso rispetto ad un servizio che richiede determinati investimenti a garanzia anche dei posti di lavoro, il sindacato farà sicuramente appello alla Corte dei Conti e alla Procura di Viterbo per verificare la legittimità del tutto. Non tollereremo più – conclude Giancarlo Turchetti – situazioni come quella delle servizio di segnaletica stradale o delle esattorie che, grazie all’atteggiamento del Comune, si sono conclude in un solo modo: il licenziamento di 40 persone”.