Graforubrica. Magistrati a confronto II

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Tiziana Agnitelli – www.grafologiaequilibrio.com

NewTuscia – Cari Lettori e care Lettrici in questo secondo articolo proseguo e concludo il confronto tra le firme dei magistrati che si sono gentilmente prestati per il mio studio sulle firme del “mondo forense”. Le firme che andrò ad analizzare di seguito appartengono alla terza categoria: le filosofiche idealiste. Nella stessa sono ricomprese quelle specie grafologiche che delineano un soggetto con ideali e valori che cerca di preservare nel proprio stile di vita, e allo stesso tempo che possiede una filosofia che nonostante perda e venga, in qualche modo, battuto, non perde la “lezione”.

Sono due giudici per cui ho lavorato, un uomo e una donna, praticamente lo specchio dei due mondi, il maschile e il femminile, profondamente diversi, ma con un “quid” che li accomuna.

Entrambe le firme sono vergate velocemente e sono scorrevoli, denotano un buon adattamento all’ambiente e buona resistenza alle frustrazioni, sono evolute, ricombinate, armoniose, il ritmo grafico è vivace, pertanto gli scriventi sono dotati di una buona capacità intellettiva e di eseguire collegamenti, il tratto ancorchè differente (quello della donna è nitido, mentre quello dell’uomo è più nutrito) possiede la stessa modalità di distribuire la pressione, sia nei tratti discendenti che negli ascendenti, sia nelle curve che nella formazione degli angoli: angoli che apparentemente non sembrano esserci, ma che invece ad osservare bene ci sono, o meglio ce n’è uno, vergato da entrambi con lo stesso gesto neuromotorio ed è posizionato alla base della grafia, è piccolo ma presente, come è presente per entrambi un’asta “batonné”, dunque gli scriventi nonostante siano affabili e cortesi, sanno imporsi e/o difendersi. I collegamenti interletterali sono piuttosto ampi e curvi rivelando l’ascolto verso gli altri; tutti questi primi elementi evidenziano vivacità di spirito, intelligenza e generosità. Ma approfondiamo meglio gli aspetti grafologici meno palesi di entrambe le firme.

firma franca marinelli
Giudice donna

La firma viene vergata in modalità ascendente che combinata alla leggera sinuosità del rigo di base, al movimento scorrevole e al ritmo grafico vivace esprime l’ottimismo, l’amore per la vita, lo spirito d’iniziativa che, però, vengono temperati e tenuti a freno dal tratto nitido, dalla finale acuminata e dalla verticalità, sussiste il controllo delle emozioni, l’individualismo e l’autonomia. La razionalità predomina sull’affettività e sull’istintualità.

Le maiuscole sono più grandi del corpo letterale che segue, ci si mostra più forti di ciò che realmente si è. Si possiede la consapevolezza che l’ “Io” è piccolo rispetto alla grandezza del mondo esterno e dei “poteri” che lo dirigono.

Entrambe le firme, infatti, rendono la lettera “i” quasi nulla, la stessa tende a scomparire, non viene vergata, ma solo accennata, si capisce che c’è, ma non si vede. Rispecchia una forma di protezione. Anche per questa motivazione fanno parte della terza categoria, purtroppo per sopravvivere nel “mare magnum” del mondo forense e riuscire a salvare le proprie convinzioni, a volte, occorre scomparire. O quantomeno non farsi notare.


firma giudice uomo
Giudice uomo

La firma viene vergata al centro del foglio, ma più in basso, balza agli occhi il margine superiore più grande ed anche il piccolo paraffo posto al di sotto del cognome che viene comunque collocato più in alto del nome: il foglio bianco “simboleggia” lo spazio e il mondo esterno e la nostra relazione con esso, così ci ricorda il maestro Max Pulver e la sua simbologia spaziale.

Da ciò posso estrapolare, sempre in punta di piedi e con umiltà, che lo scrivente è ben consapevole delle regole e della gerarchia, non posso dire che la subisca, ma sicuramente la rispetta. In toto. Confermato anche dall’apertura dell’ovale della lettera “g” che dà luogo alla scrittura “crénelée”. Come rispetta la famiglia di origine che viene collocata su un piccolo piedistallo.

Il soggetto scrivente conosce le proprie capacità, riesce a portare a termine ogni compito, anche il più sgradevole, è affidabile e realizzativo, ma al contempo è riservato e difende la propria privacy, nonostante sia socievole ed altruista con tutti, ma se si accorge di essere preso in giro e/o comunque sfruttato può diventare tenacemente instancabile nel perseguire l’abuso e il raggiro. Come è giusto che sia.

Bonne chance à la batellerie!

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