Con il Piano Strategico del Turismo 2017-2022 (PST), il Governo intende ridisegnare la programmazione del turismo. Nel 2016 gli arrivi internazionali + 4,3% e per il 2017 si prevede un + 4%

di Stefano Stefanini

(NewTuscia) –I dati del turismo nel 2016 sono positivi:  un incremento degli arrivi internazionali  a + 4,3% e per il 2017 si prevede un aumento superiore al 4%. Nel 2016 si sono registrati arrivi per 60 milioni di turisti.   Il 16 dicembre il Ministro dei Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini  ha presentato in Consiglio dei Ministri  il Piano Strategico del Turismo 2017-2022, come uno dei  primi provvedimenti del nuovo governo Gentiloni.  Il documento avrà un orizzonte temporale di sei anni (2017-2022) e agirà su leve fondamentali come l’innovazione tecnologica e organizzativa, la valorizzazione delle competenze, la qualità dei servizi. Questi aspetti saranno integrati con la necessità di un utilizzo sostenibile e durevole del patrimonio ambientale e culturale.

Già approvato all’unanimità dal Comitato Permanente per la promozione del turismo in seduta plenaria (14 settembre) e dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano (15 settembre), il documento verrà ora trasmesso alle commissioni parlamentari di Camera e Senato per il relativo parere.

Un documento di svolta che rafforza l’idea di Italia come museo diffuso e, proponendo anche nuove destinazioni, individua nel turismo, sostenibile e di qualità, uno strumento di policy per il benessere economico e sociale di tutti”.

Il Ministro dei Beni e Attività Culturali e Turismo Dario Franceschini,  ha precisato: “i dati del 2016 sono molto positivi: gli arrivi internazionali sono cresciuti del 4,3% e anche per il 2017 si conferma un trend di crescita superiore al 4%. Per i principali centri di ricerca, la previsione a fine anno degli arrivi internazionali nel 2016 è abbondantemente superiore ai 60 milioni. Il Piano permette di delineare le azioni concrete per governare in maniera intelligente e sostenibile la crescita del turismo in Italia nei prossimi anni”.

I dati degli arrivi complessivi (italiani e stranieri) sul territorio nazionale sono saliti del 50% tra il 2001 e il 2015. Il 52% degli arrivi totali è di provenienza italiana, il 70% degli arrivi internazionali è di provenienza europea (Confturismo-CISET, Cernobbio 2016).  Nel biennio 2016-2018 si prevede una crescita di oltre il 3% degli arrivi, grazie soprattutto al movimento extraeuropeo (+5,8%) (previsioni Confturismo-CISET, Cernobbio 2016).
Riguardo agli investimenti, il flusso dovrebbe crescere con una media annua dell’1,8% nei prossimi dieci anni, per attestarsi su un valore di 10,9 miliardi nel 2026 (il 3,4% del totale).
Secondo il Country Brand Index (Future brand 2014-2015), turismo e cultura si confermano, per l’Italia, quali principali fattori di attrattività e riconoscibilità.

Il Piano viene  elaborato con la piena partecipazione delle istituzioni pubbliche, degli operatori di settore, degli stakeholders e delle comunità – per migliorare le politiche sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta – e la Direzione Generale Turismo del MiBACT coordinerà il processo.Per promuovere il confronto tecnico saranno adottati metodi e strumenti digitali avanzati e il Piano sarà monitorato di anno in anno, diventando così uno strumento costantemente aggiornato in grado di far evolvere in modo condiviso obiettivi e politiche e creare un sistema stabile di governance del settore .

L’obiettivo generale può essere articolato, in questa fase di primi orientamenti, in cinque obiettivi-chiave.

  1. 1. Rendere più efficiente, semplice, razionale e rispondente ai fabbisogni il “sistema delle regole” del turismo italiano, definendo le innovazioni necessarie di tipo normativo e regolamentare in modo partecipato con i diversi livelli territoriali coinvolti, anche per ridurre gli oneri burocratici.
  2. 2. Valorizzare l’offerta turistica nazionale attraverso un’azione integrata e territoriale sulla qualità, l’innovatività e la specializzazione delle destinazioni e dei prodotti. Questo obiettivo viene perseguito attraverso la ricognizione di progetti rilevanti (nazionali, interregionali, territoriali) associabili ad una strategia unitaria di valorizzazione turistica per l’Italia. Rientra inoltre in questo obiettivo la definizione di politiche ed azioni di rete che creino condizioni di contesto favorevoli per l’attività turistica — in primo luogo nel campo della mobilità — oppure che promuovano la creazione o l’irrobustimento delle filiere produttive direttamente e indirettamente legate all’economia del turismo.
  3. Ottimizzare gli impatti dei processi di valorizzazione delle risorse ambientali e culturali del territorio per accrescerne la fruizione da parte dei turisti nazionali e internazionali e individuando ed introducendo delle regole che consentano un uso turistico delle risorse compatibile con la loro conservazione e qualità.
  4. Creare condizioni favorevoli per il consolidamento e lo sviluppo delle imprese turistiche e della filiera, la generazione di nuova imprenditorialità e l’occupazione giovanile. Questo obiettivo viene perseguito anche attraverso la promozione della digitalizzazione e dell’innovazione delle imprese del sistema turistico, la creazione e rafforzamento delle reti di imprese e delle filiere legate al turismo, la razionalizzazione e semplificazione dei regimi di aiuto, la programmazione di nuovi investimenti in formazione e capacità delle risorse umane del settore turistico.
  5. 5. Migliorare la capacità di penetrazione del “Brand Italia” dal lato della domanda, ampliare i mercati di riferimento, adottare strategie condivise per stimolare i diversi segmenti della domanda turistica nazionale ed internazionale.

Il Piano Strategico intende inoltre favorire una maggiore centralità delle destinazioni turistiche italiane nell’ambito della Macroregione Adriatico Ionica e promuovere una più efficace  attività di promozione internazionale (prioritariamente extra Unione Europea) basata su specifici segmenti della domanda.

Nella visione del Piano, l’organizzazione e la governance del sistema turistico italiano devono acquisire più efficienza e competitività, superando una certa frammentazione che distingue i sistemi regionali e territoriali e acquisendo maggiore funzionalità e coordinamento rispetto alle mete delle politiche pubbliche nazionali.

La creazione del Distretto turistico-culturale dell’Etruria Meridionale conferma che  per  i comuni italiani la cultura deve essere sempre più elemento costitutivo dello sviluppo, riconoscendo ai comuni il ruolo fondamentale e le competenze operative.  

Il piano strategico del Turismo richiama le prospettive e le potenzialità del neonato Distretto Turistico dell’Etruria Meridionale. Il provvedimento elaborato la scorsa estate dal ministro dei Beni e Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini di costituzione del Distretto Culturale   dell’ETRURIA MERIDIONALE, vede opportunamente il coinvolgimento, tra i 106 comuni aderenti:  i 60 comuni della Tuscia viterbese, tra gli 82 comuni del Lazio;  i 20  dell’Umbria, i 22 della provincia di Roma e  4  della regione Toscana.   Al centro c’è’ il Bene del territorio, in questo caso di tre regioni e il patrimonio culturale che vanta ogni comune,  così si sono espressi gli amministratori del comune di Viterbo, che ha seguito da Protagonista l’iter del  Decreto ministeriale Franceschini.  Ricordiamo che i benefici del Distretto turistico-culturale sono costituiti da finanziamenti, sgravi fiscali, tutela giuridica per le imprese aderenti ed inoltre, cosa di non poco conto i distretti culturali costituiscono zone “a burocrazia zero”.