Consumi di Natale 2016 stabili ma più famiglie in difficoltà

(NewTuscia) – VITERBO – Il Natale 2016 sarà in linea con i dati economici del 2015 ma è in aumento il numero delle famiglie in difficoltà. Infatti, 4 famiglie su 10 non spenderanno più di 250€ per queste festività. A questo si aggiunge un clima generale di sfiducia  e l’incertezza dettata dagli esiti del referendum.

Vincenzo Peparello
Vincenzo Peparello

In generale però la spesa pro capite, omnicomprensiva di regali, spese per la casa, alimentari, viaggi, ecc., sarà in media di 164,5 euro. Abbigliamento, libri e prodotti enogastronomici di qualità, magari legati alla tradizione, sono i regali che gli italiani sperano di trovare sotto l’albero la notte di Natale. In particolare, vorrebbero scartare soprattutto capi d’abbigliamento, segnalati come regalo preferito dal 37% degli italiani, una quota corrispondente a circa 16,4 milioni di persone.    In seconda posizione i libri, scelti dal 35%, mentre il podio è chiuso da cibi e vini (32%).

Buone notizie arrivano dal settore turistico: il timore di eventi terroristici è scemato ed è aumentata la voglia di vacanza, seppur breve. Gli italiani partiranno soprattutto in compagnia del partner (il 35%) e della famiglia (il 34%). Per il 23% gli amici saranno la compagnia migliore ed è boom  dei viaggi solitari (6%) e l’1%  preferirà per un viaggio con un gruppo organizzato.  In ripresa le mete europee (Vienna, Berlino, Madrid in testa) ma l’Italia è al centro delle preferenze, in particolare le località montane o quelle legate al benessere e al relax. L’hotel è la sistemazione più gettonata (40%), mentre al secondo posto si posiziona la ricettività extralberghiera (32%) e, a seguire, la casa di parenti e amici o la seconda casa di proprietà (24%) a testimoniare il carattere “familiare” delle vacanze natalizie. Anche la provincia di Viterbo è in linea con il dato nazionale, specialmente per il numero di partenze previste nel fine settimana di Capodanno.

E’ la conferma – ha dichiarato Vincenzo Peparello – Presidente della Confesercenti di Viterbo – che gli italiani non si sono fatti condizionare dalla paura e passeranno comunque le feste natalizie e il capodanno con gli amici, in famiglia o nelle principali mete turistiche del Paese sempre all’insegna della sobrietà.

La contrazione degli acquisti non coinvolge però tutti i settori. Al cibo, infatti, nessuno pare intenzionato a rinunciare e il comparto alimentare anche quest’anno farà la parte del leone. Per pranzi e cene natalizi gli italiani contano di spendere 2,8 miliardi di euro (1 miliardo solo per carne e pesce, 500 milioni di euro per dolciumi). Quest’anno, poi, ancora con più forza, saranno in aumento le richieste di prodotti del territorio, tipici e tradizionali, in particolar modo di prodotti gastronomici e dolciari artigiani di prossimità; molta attenzione viene riservata ai prodotti riconosciuti e certificati con denominazioni protette che evidentemente infondono più fiducia. È’ atteso un lieve incremento della spesa in valore più che in volume. Si registra quindi una maggiore propensione a spendere “meglio” e quindi a fidarsi sempre più del professionista alimentarista di fiducia. Al tempo stesso in grande crescita la riscoperta della tradizione culinaria con la preparazione di ricette regionali che saranno una costante di molte tavole. Riprende quota dunque il tradizionale consumo natalizio: antipasto di salumi o pesce, primo piatto con cappelletti in brodo o secondo altri piatti regionali, cappone lesso, abbondanza di  verdure declinate nelle ricette tipiche locali, dolci delle tradizioni territoriali. Buone performance per il salmone, più contenuto il tartufo (anche per il prezzo). Molto quotati i vini di qualità, in particolare i rossi, i passiti e gli spumanti. Nella norma e tradizione frutta secca, datteri, fichi e della frutta ricoperta di cioccolato. Bene la frutta secca italiana (noci e nocciole) e per i frutti esotici coltivati in Italia. In generale è tutto il settore ortofrutticolo che registra un rinnovato interesse che da tempo non si riscontrava.

”Il Natale dei viterbesi – conclude Peparello – sarà essenzialmente in famiglia. Ma i segnali positivi per Peparello ci sono e sono quelli che provengono dall’agroalimentare. L’auspico è che la ricerca della qualità, della tradizione e della professionalità, che vengono richieste e ricercate in queste festività, possano tornare ad essere buone pratiche quotidiane, con positivi benefici per le città, i cittadini e le imprese.