Gli alunni della 5° elementare dell’istituto Santucci ricevuti dal comune di Perugia

(NewTuscia) – PERUGIA – La classe 5° dell’Istituto comprensivo 5 Giacomo Santucci sono stati in visita questa mattina a Palazzo dei Priori. Ad accoglierli, nella sala del consiglio comunale, il Sindaco Romizi, il Presidente del consiglio Varasano e il consigliere Franco Ivan Nucciarelli.

13-dicembre_bambini-consiglio2Ai ragazzi, disposti sugli scranni in cui siedono i consiglieri, il Presidente Varasano ha spiegato il funzionamento dell’assemblea comunale, mentre il consigliere Nucciarelli ha raccontato loro la storia del palazzo e la sua arte, a partire proprio dalla pietra della Giustizia e dall’affresco del Pinturicchio all’interno della Sala.

Molte le domande che i bambini, accompagnati dalle loro insegnanti, hanno rivolto al Sindaco e al Presidente del Consiglio comunale. Romizi, in particolare, li ha spronati ad impegnarsi fin da adesso per costruirsi un futuro solido. Rispondendo alle domande dei piccoli ospiti, che gli chiedevano com’è fare il Sindaco, Romizi ha ricordato come la politica sia passione, senso di responsabilità e sacrificio ed ha auspicato che anche qualcuno di loro, un domani, possa dedicarsi alla politica con spirito libero e genuino per il bene della città.

I COMMISSIONE CONSILIARE (AFFARI ISTITUZIONALI)/PROSSIMA SEDUTA, DOMANI MERCOLEDI’ 14 DICEMBRE ALLE ORE 10,30

La I Commissione Consiliare Permanente (Affari Istituzionali) è convocata per domani, mercoledì 14 dicembre alle ore 9,30 in prima convocazione e alle ore 10,30 in seconda convocazione, presso la Sala Loi di Palazzo dei Priori.

All’ordine del giorno:

1)Proposta di modifica presentata dal Cons. Camicia su: Modifica  Regolamento di Polizia Municipale.

2) Proposta di delibera presentata dal Consigliere Rosetti su:  Proposta regolamento Amministrazione Condivisa.

3) Proposta di delibera presentata dal Consiglieri Bori e Castori su:  Proposta di modifica del regolamento del piano generale della pubblicità.

IV COMMISSIONE CONSILIARE CULTURA/I TEMI DISCUSSI: PERUGIA VIVA (LICENZE PUBBLICO SPETTACOLO E ZONIZZAZIONE) E ASSICURAZIONE COLLETTIVA

La IV Commissione Consiliare Permanente Cultura ha esaminato questa mattina due atti.

E’ stato discusso l’Ordine del giorno del cons. Bori: Perugia viva, applicazione della delibera su autorizzazione per locali in centro storico con licenza di Pubblico Spettacolo e revisione della zonizzazione acustica.

Bori ha riferito che la scorsa estate alcune ordinanze sindacale hanno disposto la chiusura di locali pubblici in centro per sforamento dei limiti di decibel (nell’acropoli pari a 3).

Questi provvedimenti vanno nella scia di quanto stabilito dalla delibera consiliare 33 del 2002 (piano economico e commerciale del centro) ove venne posto un blocco inderogabile sia all’apertura che al trasferimento nell’acropoli di locali con attività connesse al ballo.

A ciò si aggiunge il fatto che molti dei locali preesistenti hanno chiuso nel tempo con ciò determinando l’assenza di luoghi di pubblico spettacolo con licenza di ballo nell’acropoli. Ciò costringe i giovani a spostarsi altrove, determinando pertanto uno spopolamento del centro con conseguente aggravamento di degrado e micro-criminalità.

Per tutte queste ragioni Bori ha proposto di impegnare l’Amministrazione ad attuare la delibera consiliare 34 del 2014 su autorizzazione per locali in centro storico con licenza di pubblico spettacolo e revisione della zonizzazione che impegnava l’Ente a:

-Rivedere il Piano Economico Commerciale del Centro Storico prevedendo la possibilità di aprire o trasferire in acropoli locali che possano avere la licenza di pubblico spettacolo anche per attività connesse al ballo se il locale risulterà adeguatamente insonorizzato.

– rivedere la zonizzazione acustica di piazze e vie del centro storico con un piano specifico per aree dedicate ai locali di intrattenimento.

Bori ha inviato l’Amministrazione a ripensare questo sistema in linea con le principali città europee ed italiane.

Il dott. Piro ha precisato, in avvio di intervento, che occorre su questo tema trovare un punto di equilibrio tra i diritti dei residenti e degli esercenti, ricordando che le attività in esame sono particolarmente impattanti dal punto di vista acustico. In materia – ricorda il dirigente – la legge ha fissato una serie di regole precise necessarie per disciplinare il sistema; i requisiti di insonorizzazione di cui trattasi devono essere posseduti dai locali preventivamente al fine di evitare lo sforamento acustico dei limiti di legge.

Entrando nel dettaglio del sistema comunale va riferito che esistono dal 1997 (con successive modifiche) sei classi che definiscono, per gli orari diurni e notturni, le emissioni massime consentite in relazione alle caratteristiche d’uso del territorio.

Purtroppo il sistema generale è ancora carente di un piano di risanamento del territorio, ossia di interventi vari sulle sorgenti di rumore che dovrebbero consentirne l’abbattimento.

In questo contesto gran parte del Centro storico è configurata come zona 3 (ossia area mista, ove insistono attività commerciali ed artigianali, un traffico limitato, una media densità abitativa). Solo alcune aree dell’acropoli, particolarmente sensibili, sono definite 1, ossia di assoluta tutela.

Entrando nel merito delle sanzioni elevate agli esercenti, Piro ha specificato come storicamente le contestazioni non hanno riguardato tanto il mancato rispetto del limite di zona, bensì il superamento del cosiddetto valore limite differenziale (differenza tra il rumore ambientale in sé ed il rumore artificiale).

Nel centro in sostanza gli esercizi sono soggetti ad un limite differenziale di 3 decibel non derogabile se non tramite autorizzazioni temporanee legate ad un’attività non fissa.

Il dirigente ricorda che nulla osta al rilascio di licenze di pubblico spettacolo nuove, purché i tecnici attestino preventivamente il rispetto dei requisiti acustici. E’ chiaro che quando tali limiti non vengono rispettati scattano le  sanzioni conseguenti a seguito dei rilievi operati da Arpa; nei casi più gravi (ci sono stati sforamenti di 22 decibel), il Comune provvede alle segnalazioni all’Asl. Quest’ultima può emettere un parere per chiedere al sindaco di pronunciare ordinanze, a tutela della salute pubblica, per la sospensione o chiusura dell’attività.

Giaffreda ha riconosciuto come compito della struttura comunale sia di essere attenta ad applicare la legge. Il problema semmai è di carattere prettamente tecnico: visto che si parla di regolamento comunale è evidente che lo stesso può essere rimodulato in base alle esigenze della città, fatti salti gli eventuali limiti assoluti dettati dalla legge.

Insomma è una priorità capire quali sono i margini politici della manovra.

Altro aspetto riguarda le sanzioni elevate: alcuni locali, infatti, hanno avuto controlli continui e conseguenti chiusure anche per lungo tempo, ma solo a titolo di responsabilità oggettiva dovuta allo stazionamento di persone nei pressi dei locali.

Insomma per il consigliere M5S è necessario dare la possibilità a tutti di vivere le piazze della città liberamente.

Miccioni ha ricordato come questo tema sia stato ampiamente discusso anche in passato essendo emersa la necessità di tutelare una certa idea di vivibilità e vitalità del centro storico. Quest’ultimo non può essere solo al servizio dei residenti, ma di tutti i cittadini.

Per tali ragioni non è pensabile chiudere l’acropoli ad una certa ora, dovendosi invece consentire a tutti di frequentarla liberamente come avviene altrove, in Umbria ed in tutta Italia. In caso contrario si rischia di impoverire il centro a vantaggio di altri Comuni limitrofi dove il limite dei decibel è più altro.

Sorcini ha evidenziato come i residenti del centro siano rimasti ormai in pochi rispetto al passato anche a causa dei problemi segnalati legati al rumore: “vorrei vedere – ha detto – se ognuno di voi avesse una discoteca sotto casa cosa farebbe. Se non si capisce questo, l’approccio al tema è sbagliato: non si può solo comprendere le esigenze dei frequentatori delle discoteche, ma vanno tutelate le esigenze anche di chi riposa”.

Il consigliere FdI ha riconosciuto di avere il timore che, alzando il limite dei decibel superabili, si creino le condizioni adatte per mandare via i pochi residenti dell’acropoli, già oggi penalizzati.

Nucciarelli ha chiesto di sapere chi stabilisca i limiti massimi dei decibel superabili, Comune, Regione o Stato. Il consigliere ha fatto comunque presente che Perugia è anche una città universitaria ed è dunque corretto individuare una soluzione che tuteli gli interessi di tutte le fasce della popolazione.

Piro, in replica, ha chiarito che i limiti del rumore sono stabiliti da leggi statali.

Pertanto il Comune non ha il potere di modificare tali parametri. Le uniche possibilità, peraltro limitate, sono concesse dalla legge regionale e relativo regolamento. In particolare è consentito: abbassare ulteriormente i limiti e non aumentarli (per la tutela delle aree di interesse paesaggistico); per le aree a forte fluttuazione stagionale, sono consentite deroghe “stagionali”, salvo il fatto che le modifiche alla zonizzazione non incidono comunque sul differenziale; ulteriori deroghe sono ammesse per le attività temporanee e non fisse (bar, ecc.).

Il dirigente ha chiarito infine che nel concetto di rumore la legge considera anche quello prodotto dagli avventori con conseguente responsabilità oggettiva in campo all’esercente.

Per la rumorosità interna restano prioritari gli interventi strutturali necessari per insonorizzare i locali.

Pietrelli ha riferito che, da quanto appreso tramite amicizie, molti residenti del Centro sono coscienti dei disagi connessi al luogo in cui vivono specie in alcune aree specifiche (es. corso Vannucci, ecc.). I problemi maggiori non riguardano i locali, in ogni caso, ma tutto ciò che ruota attorno: es. gli schiamazzi delle persone, non sempre riconducibili alle attività commerciali.

Tracchegiani ha chiesto di sapere come mai in passato una delibera di giunta ha consentito di aprire il 110 caffè, mentre ciò non è stato possibile per altre attività.

Piro ha risposto che la delibera sul 110 caffè non è connessa ala zonizzazione, ma al regolamento per il commercio. Comunque ha fatto rilevare anche tale attività è stata più volte controllata ed anche sanzionata.

Bori in conclusione di dibattito ha chiesto di poter approfondire ulteriormente il tema, audendo l’assessore Casaioli ed i rappresentanti di esercenti e residenti.

Richiesta accolta dalla commissione.

Successivamente è stato trattato l’Ordine del giorno del cons. Bori: Attivazione della Assicurazione collettiva contro furti, scippi, spaccate.

Nel dispositivo dell’atto il consigliere Pd chiede di impegnare l’Amministrazione ad attivare il percorso utile a stipulare nuovamente la polizza assicurativa collettiva per i cittadini di Perugia, sul modello di quelle già fatte in numerosi comuni, diretta alle vittime di furti, scippi, spaccate e rapine garantendo tutto l’aiuto e il supporto necessario ai singoli, alle famiglie e agli anziani.

Ha riferito Bori che numerose amministrazioni comunali in Italia stanno promuovendo assicurazioni collettive per i propri cittadini ad un prezzo simbolico che vanno a coprire i danni dovuti a scippi, furti, spaccate e rapine.

A titolo esemplificativo, molti Comuni del Veneto hanno promosso la polizza assicurativa collettiva tra i propri abitati che vede assicurati i beni di proprietà dei componenti dei nuclei familiari nel comune contraente: dall’arredamento al vestiario, da macchine e macchinari a oggetti di valore artistico, anche libri e merce varia, sino a un massimo di 1.500 euro per assicurato. Guasti provocati dai ladri o atti vandalici sono coperti per 5mila euro (mille per sinistro). Fra le somme assicurate ci sono “il denaro al seguito dell’assicurato, purché prelevato da posta o banca, entro un’ora dall’operazione effettuata, fino a un massimo di 500 euro” pensato appositamente per gli anziani che ritirano la pensione.

Bori ha chiarito che alcuni Comuni dell’Umbria, come Terni, Orvieto, Narni e Todi, hanno già approvato questa misura che appare dunque fattibile, trattandosi peraltro di una mera proposta rivolta alla Giunta da approfondire nei dettagli tecnici.

Questo atto era già approdato in Consiglio comunale e discusso nel corso della seduta del 12 settembre.

All’esito del dibattito l’istante aveva chiesto di riportare l’atto in Commissione per analizzarlo meglio e verificare le caratteristiche della altre esperienze già attivate in altre città italiane. Ciò anche alla luce di un pronunciamento della Corte dei Conti in cui si esprimeva perplessità rispetto alla possibilità per un ente di stipulare assicurazione per i propri cittadini.

Bori ha specificato questa mattina che nei mesi passati vari comuni umbri hanno attuato questa proposta (es. Orvieto, Narni e Terni). Essendo una iniziativa valida, tenuto conto del perdurare dei fenomeni di microcriminalità, occorre quindi ragionare con assessore, dirigenti ed Amministrazioni che hanno attivato l’assicurazione per capire in che termini ciò è stato fatto.

La commissione ha accolto la richiesta.